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Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 22/10/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Maradiaga: Il Vaticano non farà crac. Vogliono solo colpire il Papa
«I  soldi dell’Obolo di San Pietro usati per operazioni finanziarie? Non mi risulta. La segreteria di Stato ha in dote risorse di diversa provenienza, non soltanto quelle della carità del Papa le quali, per volere di Francesco, devono essere usate solo e soltanto per opere di bene. Non credo sia stato fatto diversamente». Lo afferma il il cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, intervistato da Paolo Rodari per la Repubblica. Eminenza, si dice che il Vaticano sia sull’orlo del fallimento. L’Obolo in dieci anni è dimezzato, e solo 2 euro su 10 vanno davvero ai bisognosi. Come mai? «Ripeto, è una ricostruzione di cui non ho riscontro. Dire poi che il Vaticano è a rischio default è falso. La segreteria di Stato, fra l’altro, amministra anche le spese delle nunziature apostoliche. Gli ingressi economici di cui dispone vengono da più parti, non soltanto dall’Obolo. Ci sono, poi, le entrate dei musei vaticani che aiutano tutta la Santa Sede. A me sembra più che altro sia in atto una strategia di screditamento precisa». Quale? «Vogliono colpire il papato: prima dipingendo una Chiesa dove sono per la maggior parte pedofili, adesso mostrando una noncuranza economica. Ma non è così. Anche la vicenda che ha portato alle dimissioni del comandante della gendarmeria Domenico Giani merita approfondimenti diversi dai titoli di giornale». In che senso? «La pubblicazione del documento con i nomi delle persone sospese è stato un colpo basso contro di lui. A testimonianza che dentro il Vaticano continua a esserci un problema: qualcuno fa uscire le carte per destabilizzare».
 
Marcucci: Difficile pensare al M5S come alleato strategico
Difficile pensare al M5S come un alleato strategico e comunque ora basta liti con i renziano. Lo afferma il capogruppo dem al Senato, Andrea Marcucci, intervistato da Maria Teresa Meli per il Corriere della Sera. Senatore Marcucci, il segretario del Pd Nicola Zingaretti parla di un’alleanza strategica con M5S eppure vi siete scontrati proprio con loro sulla manovra. «Sono tra coloro che pensano che sia ancora molto difficile parlare di alleanza strategica con i Cinque Stelle. Bi- sogna prima vedere come funziona il rapporto al governo, quali sono i punti di intesa programmatici e solo dopo fare il punto sulle alleanze. Cosa diversa sono le Regionali, dove saranno i territori ad esprimere le loro preferenze: in Umbria come è noto insieme a Di Maio, in Toscana, in Campania e probabilmente anche in Emilia senza il M5s». Giuseppe Conte potrebbe essere il candidato premier di questa alleanza? «Vale il ragionamento precedente. Il Pd per fortuna ha delle regole, siamo gli unici nel panorama politico nazionale. Conte si candiderà alle nostre primarie, convincerà i nostri elettori? Ad ora, direi proprio di no». Non teme che gli elettori contrari all’intesa con i Cinque Stelle non votino più il Pd? «Quegli elettori dovranno aspettare, io non scommetterei per un’alleanza con i Cinque Stelle. Sinceramente è davvero troppo presto per darla come acquisita, io per dire non ci scommetterei».
 
Rosato: Non siamo noi a volere le elezioni, chiedete a Zingaretti
Non è Italia Viva a chiedere le elezioni. Per questo occorre chiedere a Zingaretti. Lo afferma il deputato di IV, Ettore Rosato, intervistato da Giovanna Casadio per la Repubblica. Rosato, voi di Italia Viva ci state provando con Forza Italia ma la risposta per il momento sembra negativa. «Vedremo. Non ci stiamo provando, stiamo costruendo un campo largo e nuovo i cui paletti sono nel nostro manifesto che è aperto a chi vuole dare un contributo e condividere le nostre idee. Certo chi era in piazza con Salvini le nostre idee non le può condividere. Ma chi non ci è andato pur militando nel centrodestra ha compreso che quel centrodestra non esiste più, ormai c’è solo la destra. Ci aspettiamo altri arrivi». Faceva un certo effetto ascoltare gli attacchi dalla Leopolda a quello che fino a ieri è stato il vostro partito, il Pd. Se ne pente? «Non so che Leopolda abbiate visto. Io ho sentito ore di dibattito su contenuti e proposte, migliaia di persone coinvolte». Continuate a dire che la lealtà di Italia Viva non viene meno. Ma è difficile crederlo dopo tutte le contestazioni al governo. «Nessuno di noi ha mai messo in discussione la lealtà a questo governo. Sono altri che vogliono andare a votare». E chi? Lei allude al segretario del Pd, a Nicola Zingaretti? «Domandatelo a lui. Ma voglio ricordare che se non abbiamo Salvini a Palazzo Chigi è perché Renzi ha impedito questo scempio. Può mai ora Renzi farlo cadere? Noi semplicemente avvisiamo quando si commette un errore».
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