Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 18/10/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Buia (Ance): Dalla manovra troppi aggravi sul fisco
La manovra appesantisce troppo il fisco sul settore delle costruzioni anche se ci sono cose positive come il bonus facciate. Lo afferma Gabriele Buia, presidente dell’Ance, intervistato da Antonella Baccaro per il Corriere della Sera. Nuove risorse sulle opere pubbliche, «bonus facciata» per rigenerare i palazzi, proroga delle agevolazioni fiscali. L’Ance, l’associazione dei costruttori che lei presiede è soddisfatta delle misure in manovra? «Al netto dell’approvazione “salvo intese”, che spesso in passato ha riservato sorprese, apprezziamo la volontà del governo di spingere su alcuni fattori importanti per la crescita. Solo per fare un esempio il “bonus facciata” può generare un indotto di 2,5-2,8 miliardi». Sento che c’è un «ma»? «Ci preoccupano alcune cose. Ad esempio, il decreto fiscale prevede che le ritenute sui redditi di lavoro dipendente operate dall’impresa appaltatrice, affidataria o subappaltatrice, siano versate dal committente. È un aggravio inaccettabile. In più sui versamenti non è più possibile operare compensazioni con crediti propri». Intanto ci sono 3 miliardi sul contratto di programma Rfi-Anas e sulla manutenzione di ponti e gallerie. «Prendiamo atto che c’è la volontà di invertire la rotta. Faccio notare però che l’Anas ha fatto il 47% di quello che avrebbe dovuto produrre. Lo diciamo da sempre: si deve intervenire sulle procedure e i meccanismi di spesa. Anas per approvare un progetto oggi ci mette cinque anni». Ci sono 50 miliardi in 15 anni per investimenti sostenibili. «Misura importantissima anche se per il primo anno ci sono soltanto 650 milioni. Anche qui il problema sarà se e come verranno spesi questi soldi».
 
Urkan: Questa tregua sarebbe la resa per il popolo curdo
L’accordo di cessate il fuoco nel nord della Siria raggiunto con la mediazione Usa non è una buona cosa per i curdi. Lo afferma Ynnaz Urkan, dell’Ufficio  di  informazione del Kurdistan in Italia, intervistato da Marco Ansaldo per la Repubblica. «Diciamo che è un accordo raggiunto fra americani e turchi». E i curdi, in questo? «Per ora noi non siamo stati informati di tutto ciò. Strano. Non ci è arrivato proprio niente. Siamo bombardati dalle telefonate di persone che vogliono sapere, ma ancora non abbiamo notizie e come si muoveranno i curdi in questa situazione». Altre volte si è sviluppato un ritiro simile? «C’è stata un’altra volta, una proposta per 5 chilometri. Ma poi Erdogan ha ugualmente fatto attaccare i suoi militari». E adesso che cosa cambia? «Adesso lo abbiamo già visto. Sono nove giorni che sta uccidendo la gente». Però l’accordo raggiunto fra americani e turchi parla di 32 chilometri di ‘safe zone’. È ipotizzabile che questa intesa, che farebbe sgombrare tutti i combattenti curdi, sia stata raggiunta con il loro consenso? «Se i curdi sul serio accettano i 32 chilometri di fascia di sicurezza, che era l’obiettivo che Erdogan voleva all’inizio dell’invasione, allora varrebbe la pena che i curdi lasciassero la loro terra, e andassero davvero via. Questa non è una buona cosa». Che cosa, soprattutto, non è accettabile? «Il fatto che 32 chilometri sono un pezzo di terra importante. Vuol dire che tutta una seria di città curde della Siria verrebbero sgomberate della loro presenza». In passato ai curdi è stato più volte proposto di lasciare le armi e abbandonare le postazioni. E non hanno mai accettato. Questa volta sì? «A noi sembra davvero impossibile».
 
Scotti: Chiedete agli inglesi dove sia finito Mifsud
Non so dove sia finito il professor Mifsud e le affermazioni di Papadopulos sono falsità. Così Enzo Scotti sul Russiagate italiano intervistato da Francesco Grignetti per La Stampa. Scotti, lei quando  conosce Mifsud? «Attorno al2000.Era il direttore degli Affari internazionali dell’università di Malta. Successivamente è stato capo di gabinetto del ministro degli Esteri di Malta, rettore del consorzio universitario diAgrigento, professore ordinario all’università inglese di Stirling, in Scozia. Ma da noi non ha mai insegnato; non è stato un nostro professore». Eppure eravate in stretti rapporti, tanto che nel 2013 aveva acquistato il 35% delle azioni della Link Campus International srl. Di che si tratta? «Spiego subito: l’università si appoggia a una nostra società di gestione, la “Gem”, che a sua volta ha diverse srl per i singoli aspetti. Siccome Mifsud si era proposto per reclutare studenti in giro per il mondo,e tutta l’attività internazionale passa per questa srl, pretese il 35%della società». Era la sua provvigione, insomma. Funzionò? «Poco. Mifsud aveva tutto l’interesse a dirottare gli studenti internazionali nella sua isola, non a Roma». Lei  ha  definito  Mifsud  un «chiacchierone»,  certo  non un profilo di 007, e nemmeno un gran docente. «Me ne avevano parlato benissimo sia alla London School of Ecomics, sia alla Queen Mary. Università prestigiose. Nel 2016, in quanto “full professor” della Stirling, lo abbiamo invitato a tenere un corso da noi. Il poverino non ha fatto nemmeno una lezione, però, perché poi è scoppiato lo scandalo ed è sparito». Lei sa dov’è? «L’ultima volta che l’ho visto era qui al bar interno che dava un’intervista. Ho aspettato un po’ che finisse, poi sono andato nel mio ufficio. Da allora è scomparso senza un saluto. Più che a noi, di Mifsud dovreste chiedere in Gran Bretagna». Lo ospitavate in un appartamento vicino ai Parioli. «Una foresteria a disposizione per i professori stranieri. C’è stato lui come tanti altri. E’ prassi di ogni università». Il grande accusatore, tal George Papadopoulos, dice che la trappola è scattata qui, alla Link e che Mifsud glielo ha presentato lei. «Pura invenzione. Questo Papadopoulos, che io non ricordo e non riconoscerei in ascensore,venne qui per un seminario di un giorno nel marzo 2016 con il “London Centre of International Law Practice”, un accreditato centro studi. Era nello staff. E Mifsud era il suo capo, in quanto Direttore dell’InternationalStrategic Development e membro del cda. E li avrei presentati io?».
TAG: ff
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.