Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Altro parere

Un taglio alla lagna sui parlamentari

Redazione InPi¨ 09/10/2019

Altro parere Altro parere Claudio Cerasa, Il Foglio
“Per nessuna ragione il taglio del numero dei parlamentari può essere considerato un attacco alla nostra democrazia rappresentativa”. Il Foglio va controcorrente e il suo direttore, Claudio Cerasa, ricorda che si tratta di una riforma che i parlamenti, sin dalla bicamerale del 1983 presieduta da Aldo Bozzi, cercano di approvare dalla bellezza di trentasei anni. “Dal punto di vista storico – spiega Cerasa -, la revisione del numero dei parlamentari non nasce come una battaglia in difesa della grammatica anticasta ma nasce, a partire dagli anni ’70, come una battaglia in difesa dell’efficienza del Parlamento. Ma esiste anche un dato di natura politica altrettanto importante, che ci può aiutare a capire bene la ragione per cui oggi la modernizzazione della Costituzione non può che passare da una serie di passaggi tipici della politica formato spezzatino. La vittoria del No ai referendum costituzionali del 2006 e del 2016 ha di fatto archiviato la possibilità che in tempi brevi l’Italia possa avere non solo un sistema maggioritario puro ispirato al modello francese, ma anche una riforma organica delle istituzioni politiche all’interno della quale rendere più efficiente tanto il potere legislativo quanto quello esecutivo. In assenza di un’opzione organica, dunque, non resta che affidarsi all’opzione disorganica, che è l’opzione che vive nella scelta di fare del taglio del numero dei parlamentari non un fine ma un mezzo per una riforma complessiva del potere legislativo. Lavorare per avere un’unica Camera che possa dare la fiducia al presidente del Consiglio oggi è un’idea troppo utopistica. Ciò che però deputati e senatori possono fare è allineare progressivamente gli elettorati di Camera e Senato, eliminando la base regionale e abbassando l’età per votare per Palazzo Madama, per avere così due Camere che siano il più possibile uguali e che possano arrivare alla fine del percorso-spezzatino a votare insieme, in un’unica seduta, la fiducia e la sfiducia al presidente del Consiglio. Il voto di ieri è tutto tranne che uno scandalo – rimarca Cerasa - : è il risultato naturale di un paese che, strizzando l’occhio ai professionisti del disordine, ha scelto di avere chissà per quanto tempo non solo il caos ma anche un riformismo a metà”.
 
Beppe Boni, Quotidiano Nazionale
Beppe Boni sul Quotidiano Nazionale critica la decisione della Corte di Strasburgo che ha respinto il ricorso dell’Italia contro la sentenza che rende inammissibile la rete dei benefici (permessi e lavoro esterno) a chi sconta il «fine pena mai», il cosiddetto ergastolo ostativo, nei confronti di esponenti delle cosche e del terrorismo. “L’orientamento di Strasburgo – argomenta Boni - può essere condivisibile nel valutare l’obiettivo della riabilitazione e della reintegrazione sociale. Ma non tutti i detenuti sono uguali. E il fenomeno mafioso soprattutto è una peculiarità italiana che racchiude un mondo di sangue e terrore, che contempla boss e stragisti per i quali il concetto di pietà giudiziaria va usato al minimo. Ci sono criminali che negli anni si comportano bene, forse si ravvedono, ma se scontano la pena fino in fondo, senza benefici né fuori né dentro al carcere, non è un affronto all’umanità. Spesso la Giustizia si dimentica di considerare che le vittime e i loro familiari non possono usufruire di alcun beneficio. Sono condannati alla sofferenza e al silenzio. A vita, senza sconti. Chissà se la Grande Camera europea sa che l’abolizione del carcere duro fu l’oggetto del ricatto fallito di Salvatore Riina per fermare le stragi di mafia? La Cassazione ha appena respinto gli arresti domiciliari per Giovanni Brusca, il macellaio dei corleonesi a cui sono addebitati 150 omicidi, lo scioglimento nell’acido del piccolo Giuseppe Di Matteo e il massacro di Capaci dove morirono Giovanni Falcone, la moglie, la scorta. Saggia decisione. Fu proprio Falcone a concepire il 41 bis. Era un uomo giusto, attento ai diritti umani. Ora l’indignazione della politica è trasversale. E se verrà davvero cancellato l’automatismo del carcere duro resta la discrezionalità dei singoli giudici. Facciamoci il segno della croce”.
Altre sull'argomento
L'ingorgo istituzionale 2020
L'ingorgo istituzionale 2020
Taglio dei parlamentari, referendum leghista sul maggioritario, nuova ...
Altro parere
Altro parere
E vanno pure in Chiesa
Dopo i parlamentari, tagliamo le Regioni
Dopo i parlamentari, tagliamo le Regioni
Nei Paesi federali gli Stati hanno 4-5 milioni di abitanti. Da noi ...
Altro parere
Altro parere
Missione dura per Giuseppi Bond
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.