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Altro parere

Non si sogna mai da soli

Redazione InPi¨ 27/09/2019

Altro parere Altro parere Mauro Magatti, Avvenire
“Fridays For Future è un movimento che va preso sul serio perché, forse persino aldilà della consapevolezza dei suoi attori, sta dicendo qualcosa di importante al nostro mondo, portando alla luce una critica di cui chi sta all’interno dell’ordine normale delle cose sembra non riuscire a cogliere la portata e l’urgenza”. Lo scrive su Avvenire Mauro Magatti. “Per alcuni aspetti, la frase «Ci avete rubato i nostri sogni» pronunciata dalla piccola Greta davanti all’assemblea Onu, sembra esprimere risentimento. Come se gli adolescenti fossero arrabbiati perché non potranno accedere ai livelli di benessere che sono stati goduti dagli adulti. Ma l’espressione può rinviare anche a un diverso significato. La domanda che bisogna farsi è infatti 'perché e chi ha rubato i sogni' visto che nessuno ne aveva l’intenzione? In questa prospettiva, la protesta dei ragazzi può diventare una preziosa occasione per riflettere criticamente sul nostro modo di vita. Il problema – sottolinea Magatti - è la radice antropologica del modello di sviluppo che si è affermato negli ultimi cinquant’anni, a partire dal ’68 e cresciuto poi nell’habitat neoliberista: l’origine dei nostri problemi non è forse aver detto che ogni singolo individuo è portatore del proprio sogno e che l’economia è il sistema deputato ad aumentare le opportunità disponibili? E’ perché ha creduto in questa idea che la nostra generazione ha finito per costruire un mondo in cui alla fine i sogni non esistono più. Semplicemente perché ce li distruggiamo a vicenda, distruggendo nel contempo tutto ciò che ci circonda. E’ questo il nodo che va affrontato per aprire una prospettiva davvero nuova e impegnativa. I giovani hanno tutto il diritto di sognare. Non smettano di farlo! Imparando però la lezione che i fallimenti della nostra generazione insegna: non si sogna mai da soli. Si sogna sempre con gli altri, su un pianeta che ci ospita e in un cosmo che ci abbraccia”.
 
Maurizio Crippa, Il Foglio
Sul Foglio Maurizio Crippa commenta con tagliente ironia la notizia secondo la quale, tra i reati contestati dalla Procura di Firenze a Silvio Berlusconi c’è anche il fallito attentato a Maurizio Costanzo. “Fosse andata in porto come la disegnano i magistrati di Firenze, la storia d’Italia sarebbe andata avanti come niente fosse, tra una strage impunita e un’inchiesta farlocca ma sarebbe cambiata del tutto la storia della televisione. Non nel senso che ci saremmo persi vari decenni di Maurizio Costanzo show, che sarà mai. Ma che si dovrebbe riscrivere per intero il ruolo di Berlusconi e anche mettere in dubbio il suo proverbiale senso dello spettacolo. Secondo la procura di Firenze, che ha riaperto le indagine sulla stagione stragista di mafia del 1993, Berlusconi è infatti indagato anche per il fallito attentato con autobomba a Costanzo del 14 maggio 1993. Autobomba con la quale, con un masochismo che farebbe impallidire persino il famoso Leopold Von, il tycoon di Canale 5 avrebbe fatto fuori la sua gallina dalle uova d’oro, la sua assicurazione sulla vita in seconda serata, il fuoriclasse dell’audience. Strano che i distopici pm di Firenze non abbiano ipotizzato anche un tentativo del padrone del Milan di far fuori Marco Van Basten. Siamo un paese giudiziario che farebbe ridere, non fosse tutto tragico. O tragicomico. Perché la parte più assurda della storia è il modo in cui Berlusconi ha saputo di essere indagato per aver tentato di ammazzare il Maurizio Costanzo show. Doveva presentarsi a Palermo per il talkshow detto processo Trattativa, e i suoi avvocati hanno chiesto a Firenze per sapere se non fosse indagato, lì, per qualcosa di collegato: perché il Cav. ci teneva a sapere se avrebbe dovuto presentarsi in veste di testimone, oppure di indagato. Buona camicia di forza a tutti”.
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