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Altro parere

Sindrome Lehman a Genova

Redazione InPi¨ 20/09/2019

Altro parere Altro parere Marco Zatterin, La Stampa
Sulla Stampa Marco Zatterin si occupa del caso Carige. “Mai così pochi hanno creato una minaccia così grande per così tanti. E raramente, neanche nell’intricato caso dei sinistrati istituti veneti, si è arrivati in Italia a uno scontro bancario così bizzarramente figlio della più crudele delle commedie dell’arte, quella in cui il padrone della bottega antepone discutibili ragioni personali alle esigenze del pubblico, scatenando una crisi che nemmeno i più saggi degli uomini riescono a disinnescare. Può capitare oggi, a Genova; può succedere con Carige, dove tutto sembra un paradosso. Una banca che vanta radici più vecchie della scoperta dell’America è stata condotta in alto mare da una lunga serie di manager e azionisti, che non sono riusciti a navigare come volevano o come avrebbero potuto. Gli ultimi arrivati, la Famiglia Malacalza, non hanno smesso di sobbalzare e ogni volta hanno cercato di ridarsi un’opportunità con i repulisti ai piani alti, consumando presidenti e manager come i meno esperti bruciano i cerini per accendere un fuoco nel bosco. La congiuntura non li ha aiutati. Neanche il buonsenso, pare. Ora si presenta sul tavolo di un’assemblea affollata come una finale di Coppa un piano di salvataggio messo in piedi con cura certosina per non azzerare le ultime ambizioni dopo il duro lavoro dei commissari nominati in gennaio. Basterebbe un «sì» d’altruismo, accettare il destino e non consumare l’onore in scontri legali probabilmente inutili e certo distruttivi. Invece siamo nel dubbio che corrode animi e portafogli. Se Malacalza si presenta, vota contro o si astiene, è finita. A quel punto, Carige sarà liquidata ovvero messa in risoluzione secondo le regole europee, col destino di segnare la città della Lanterna come fonte del primo “bail-in” italiano. Siamo alla vigilia di una possibile tempesta perfetta scatenata in un bicchier d’acqua, una trama in cui - se andrà male - non ci sarà nessuno a guadagnare, se non i legali a cui si dice l’Azionista pensi di rivolgersi per cercare rivalsa contro Bce e Consob”.
 
Nicola Porro, Il Giornale
“L’ambientalismo fase suprema del comunismo”. Parafrasando Lenin, Nicola Porro commenta sul Giornale la bozza del decreto Clima. “La tassazione per redistribuire il reddito sta gradualmente lasciando lo spazio alle tasse verdi. Questo governo - spiega Porro - ha scritto un decreto che il nostro Lenin verde avrebbe apprezzato. Citiamo solo tre perle. Abbiamo reintrodotto la rottamazione delle auto. Ma è una rottamazione tout court: nel senso che lo Stato fornirà degli incentivi a chi rinuncerà del tutto all’auto, non per sostituirla con una nuova. In cambio darà loro uno sconto fiscale per comprare l’abbonamento ai mezzi pubblici e al car sharing. Si tratta di un «incentivo regressivo»: è destinato a chi ha meno bisogno delle automobili perché vive nelle zone meglio servite. Le signore dotate di bicicletta e cestino a fiori ringraziano. Poi si incentivano i cibi venduti sfusi. Siamo il paese dei bar, che ha abolito le zuccheriere perché l’Europa ci ha obbligato alle bustine: più igieniche e costose. Ma se andate al supermercato potrete comprare la pasta sfusa. La storia delle tax expenditure invece fa piangere. Si tagliano venti miliardi di euro di sconti fiscali concessi a particolari categorie, in una progressione del 10% l’anno. Si tratta, per farla semplice, di un aumento dell’imposizione di due miliardi all’anno. Metà di queste risorse andrà ad alimentare un nuovo fondo ambientale che avrà certamente obiettivi favolosi. Insomma aumento le imposte per finanziare nuova spesa pubblica. La nuova religione verde non permette deviazioni. Chi è contrario è nemico del popolo e cioè dell’ambiente”.
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