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Altro parere

Il gallo e i suoi polli

Redazione InPi¨ 10/09/2019

Altro parere Altro parere Alessandro Sallusti, Il Giornale
“Se Giuseppe Conte pensa davvero che una volta liberatosi di Salvini potrà finalmente fare il premier, allora vuole dire che pur sentendosi gallo non conosce i suoi polli”. Lo scrive il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, sottolineando perfidamente di essere rimasto colpito, “più delle parole che ho ascoltato”, dai “non casuali silenzi di pollo Renzi, pollo Zingaretti, pollo Bersani e pollo Di Maio. È un silenzio inquietante – spiega Sallusti - che non lascia presagire nulla di buono circa la supremazia millantata ieri dal premier bis. Questo sarà sicuramente un governo di sinistra e se Conte vorrà sopravvivere dovrà aprire ben altro dei porti. Non si illuda di potere contare all’infinito sulle aperture e le benevolenze ricevute in questi giorni da oltre confine, perché anche in politica vale il vecchio detto che recita «passata la festa, gabbato lo santo». E in questo senso non so se per Conte sia stato un affare affidare il suo destino in Europa alle sapienti mani del suo predecessore Gentiloni, che del Pd è anima e corpo. Non ho mai visto in vita mia la sinistra, in tutte le sue declinazione, stare sotto padrone, neppure quando il padrone di turno era uno di loro, figuriamoci di un professore mai eletto da nessuno. «Lealtà» e «affidabilità» sono parole che da quelle parti non hanno mai avuto un senso definitivo e ben lo sa chiunque abbia avuto la disavventura di incrociarne i destini. Leggo che gli esperti di cose politiche prevedono una lunga vita di questo governo e portano a sostegno della loro tesi argomenti fondati e convincenti. Ma trascurano la componente umana, una variabile che è sempre in agguato quando si tratta di persone per lo più dall’ego e dalla arroganza sproporzionate e insaziabili. Tra Conte e il suo governo prevedo quindi una luna di miele tiepida e breve. Vedremo quanto sarà lunga la guerra di logoramento”.
 
Mattia Feltri, La Stampa
Nel suo Buongiorno sulla Stampa Mattia Feltri lancia un inquietante allarme sulla decisione presa da Facebook e Instagram di spegnere le pagine di CasaPound e Forza Nuova e dei loro dirigenti. “E’ successo ieri pomeriggio, di colpo, e dopo anni durante i quali da quelle pagine sono state diffuse idee piuttosto repellenti e al limite della legalità, almeno secondo i canoni di una stagione tremula e liberticida (la libertà d’opinione serve a tutelare specialmente le idee cattive, ché a tutelare quelle buone sono capaci tutti). Il problema non si esaurisce qui. Anzi, di problemi se ne aprono parecchi. Anzitutto è ignota la colpa specifica di CasaPound e Forza Nuova, se non quella generica di avere «diffuso l’odio», capo d’imputazione accettabile forse nei tribunali di Stalin e applicabile, ben oltre l’estrema destra, a metà della popolazione attiva online. Niente, la condanna è pronunciata e inappellabile per editto del Re Sole, ossia Mark Zuckerberg, padrone dei social. Così, siccome il Re Sole ha chiuso CasaPound e Forza Nuova, che sono bande di brutti ceffi, chi se ne importa: toccherà riparlarne quando per identico capriccio si dovessero tumulare pagine più socialmente presentabili. Soprattutto si coglie, stavolta lampante, il paradosso di Facebook e Instagram, aziende private - ormai evolute a servizio pubblico per l’uso quotidiano di partiti, sindacati, associazioni - che dichiarano inaccettabili pagine espressione di consiglieri comunali, dunque accettabili per la Repubblica. Sulla legge dello Stato troneggia una legge privata, opaca e sovranazionale con cui si separano i giusti dagli ingiusti: se ne sono viste poche di robe più fasciste”.
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