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Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 31/07/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Meloni: Ok a dl sicurezza. Ma no a fiducia e subito al voto
Fratelli d’Italia voterà sì al dl sicurezza bis perché “quando c’è di mezzo l’interesse nazionale e quando condividiamo il merito del provvedimento non abbiamo difficoltà a votarlo” ma non accetteremo un voto di fiducia. Lo afferma la leader di FdI, Giorgia Meloni intervistata da Paola di Caro per il Corriere della Sera. Ma se il vostro voto, in caso di defezioni del M5S, fosse decisivo? «Ripeto, non potremmo votare la fiducia, perché siamo contro questo governo, non ci siamo voluti entrare anche se avremmo potuto e crediamo che sia un bene per l’Italia che questa esperienza finisca al più presto e si torni al voto. Ma se in qualche passaggio, anche per rendere più efficace e rigido il testo, servisse il nostro apporto, noi ci saremmo». Con quali conseguenze? «Beh, questo lo vedranno loro. Certo, se in un provvedimento così importante e strategico per uno dei due partiti della maggioranza, si registrassero divisioni, sarebbe ben difficile andare avanti». Lei vede il voto? «Io lo auspico, perché credo che con questa maggioranza non si possa affrontare seriamente una sessione di bilancio delicata, dove serve un governo forte, con una visione comune delle cose da fare, come Lega e FdI hanno. La possibilità di avere un nuovo governo in carica per varare la manovra c’è ancora, anche se i tempi sono strettissimi». Si è chiusa la finestra per andare a votare in autunno? «Io credo che ancora qualche giorno ci sia: il voto sul decreto Sicurezza potrebbe essere l’ultima occasione perché si apra la crisi e si vada subito alle elezioni. Altrimenti corriamo rischi molto più grandi». Quali? «Il primo è che il governo si trascini in una continua lite che non porta a nulla. Il secondo è che cada in autunno e che, dovendo affrontare la sessione di bilancio, si arrivi a soluzioni simil-tecniche, sostenute da una maggioranza spuria tipo quella vista in Europa tra Ppe e Pse con l’appoggio del M5s. O peggio, potrebbe nascere un governo M5S-Pd, contro ogni volontà degli elettori».
 
Delrio: Nessun tatticismo su Tav, saremo in Aula contro il M5S
Il Pd non farà nessun tatticismo sulla questione Tav e in Aula voterà compatto contro il M5S. Lo afferma l’ex ministro Graziano Delrio intervistato da Giovanna Casadio per la Repubblica. Delrio, il governo è spaccato sulla Tav. Il Pd cosa fa? «Il Pd insiste con la sua coerenza, dicendo che l’Alta Velocità serve sia al Sud che al Nord. Serve a connettere il paese, a dare opportunità di lavoro e di investimenti. La Tav presenta grandi benefici e rende accessibili i territori. Tutti gli studi dimostrano che va fatta». Voi dem avete presentato una mozione Pro Tav. Voterete contro quella No Tav dei 5Stelle al Senato. Ma, al di là delle tecniche parlamentari, non è che togliete le castagne dal fuoco alla maggioranza di Lega e 5Stelle che potrebbe implodere proprio sulla Tav? «No, non credo sia nostro compito togliere le castagne dal fuoco a nessuno, men che mai al governo. Da ministro ho firmato gli accordi per la Tav. L’opera, così come finanziata dai governi di centrosinistra, ha visto una forte riduzione dei costi che sono passati nella tratta in Val di Susa, da 4 miliardi a 1,9. Quindi abbiamo fatto quello che era utile per evitare sprechi, utilizzando nel progetto in gran parte la linea storica, non come volevano Berlusconi e la Lega». In quale modo è diversa? «Il centrosinistra aveva un progetto di logistica per questo paese, per cui le merci mondiali arrivate nei nostri porti venivano distribuite via treno ovunque. Cito alcuni dati: tra Italia e Francia viaggiano oggi 3 milioni di Tir. Il 92% del traffico merci con la Francia, che è il nostro secondo partner commerciale, viaggia su gomma. I nostro obiettivo è stato di spostare le merci sempre più su ferro, avendo come esempio la Svizzera». Lei invita la Lega a votare la mozione dem Pro Tav? «La differenza tra noi e i governi di centrodestra è molto chiara. Abbiamo una concezione diversa delle opere infrastrutturali. Noi avevamo lasciato 135 miliardi in consegna a questo governo che poi ha bloccato tutto, dalla Gronda di Genova alla Torino-Lione. Un governo che per un anno ha perso tempo, stoppando anche le opere in gran parte già finanziate. Il centrodestra mise pochi soldi e poca programmazione».
 
Di Maio: Su Bibbiano lo Stato ha sbagliato. troppi poteri a Coop e Onlus
“Questi  scandali sempre  più spesso accadono  quando  lo Stato si ritira dando spazio a imprese, cooperative, Onlus magari ‘politicamente’ o ‘ideologicamente’ vicine, con una esternalizzazione o peggio  privatizzazione  dei servizi pubblici. Questo processo lo abbiamo già visto in diversi casi». Lo afferma il vicepremnier Luigi Di Maio intervistato da Evaristo Sparvieri per La Stampa. Di Maio, dopo Salvini ha annunciato anche lei  una  visita  a  Bibbiano. Non crede si possano generare ulteriori problemi di ordine pubblico per una comunità già esposta a minacce di ogni tipo a causa proprio della sovra-esposizione dovuta all’inchiesta? Quando verrà lo farà come leader M5s o come rappresentante del governo? «La mia visita insieme al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, sarà una visita istituzionale per fare il punto della situazione con i sindaci, incontrare associazioni e famiglie, e presentare il progetto della squadra speciale istituita dal Ministro. Non cisarà alcun comizio». Il  ministro Bonafede ha annunciato una squadra speciale sugli affidi, per indagare l’intero sistema. Crede ci siano responsabilità  anche  da  parte del tribunale dei minori? «Questo non sta a me dirlo ma al lavoro della magistratura. Il ministro Bonafede ha avviato una ispezione e la squadra speciale, che presenteremo la prossima settimana nella visita in Vald’Enza,avrà diversi compiti. Inoltre va avviata una riflessione ad ampio respiro. Lei ha definito il Pd «il partito di Bibbiano», beccandosi un annuncio di querela dai dem. Non ritiene che ci sia un eccessivo sciacallaggio politico e giustizialista, soprattutto sui social, sull’inchiesta  Angeli e Demoni, che di fatto è ancora in una fase iniziale? «Io mi fido del lavoro di magistratura e Carabinieri. Basta leggere gli atti,ci sono intercettazioni allucinanti. Non vedo alcuno sciacallaggio politico. Quanto alle minacce di morte, non sono mai accettabili. Per quanto riguarda il sindaco di Bibbiano posso dire che sicuramente è innocente fino al terzo grado di giudizio,ma sicuramente ha responsabilità politiche che prescindono dagli esiti giudiziari».
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