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Onore alla vittima e al diritto

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 29/07/2019

Onore alla vittima e al diritto Onore alla vittima e al diritto Massimo Giannini, Repubblica
“L’immagine di uno dei due carnefici del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ammanettato, a capo chino e con una benda sugli occhi, è intollerabile. È una scena da Garage Olimpo, indegna di un ufficio investigativo dell’Arma. È la macabra esibizione di un altro corpo, in questo caso non martoriato ma comunque umiliato, che offende i principi costituzionali e i valori morali su cui si regge la nostra democrazia”. E’ quanto scrive su Repubblica Massimo Giannini, secondo il quale “quella foto ci parla di un ‘diritto della forza’ che nega la ‘forza del diritto’ (trasformandosi così in una ‘prova’ che gli avvocati dei due statunitensi potranno usare, per invalidare gli atti del processo). Lo Stato è credibile, ed è più forte, se perseguendo i delitti sa rispettare i diritti – afferma Giannini -. La Repubblica vince, ed è più solida, se difendendo i cittadini non snatura se stessa. La democrazia, prima di tutto, è limite. Fuori da questa consapevolezza c’è solo l’arbitrio esercitato del potere, o il “crucifige” invocato dalla massa. Ma tutto questo è inutile anche solo provare a spiegarlo, a chi tra un post con pane e Nutella e un tweet dalla sdraia di Milano Marittima delira su lavori forzati e pena di morte. Per questo (e per contrasto), va dato atto al comandante generale Giovanni Nistri di aver agito con tempestività e severità. Nessun tentativo di giustificare o, peggio di insabbiare, ma provvedimenti immediati: per i graduati che hanno adottato quella “procedura” nei confronti di un arrestato e poi anche per quelli che hanno diffuso la foto come fosse un trofeo di caccia. Dandola in pasto a quella tavola calda per antropofagi che è ormai diventata la Rete. Nutrendo la Bestia di Luca Morisi che si ciba di qualunque pietanza digitale, anche la più contraffatta e avariata, pur di far ingrassare politicamente il suo leader”.
 
Raffaele Marmo, Quotidiano Nazionale
“Bene ha fatto il Comandante generale dei Carabinieri a intervenire con immediatezza e trasparenza per denunciare come «grave» e sanzionare di conseguenza il comportamento dei militari che hanno bendato e ammanettato in una caserma dell’Arma uno dei due americani indagati per l’assassinio del nostro giovane vicebrigadiere”. Anche Raffaele Marmo plaude sul Quotidiano Nazionale ai provvedimenti adottati dal generale Giovanni Nistri. “In uno Stato di diritto – spiega Marmo - non c’è giustizia per nessuno senza il rispetto della legge. Perché in una democrazia, fondata sulla libertà e sulle regole, non c’è spazio per l’arbitrio vendicativo dei singoli, meno che mai se rappresentano lo Stato. Perché, ancora, proprio il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, con il suo agire rigoroso uomo di legge, è il testimone-martire di ciò che non è e non può essere il Far West. Il senso radicale della differenza con altri contesti e altri metodi, lo ricordava ai suoi uomini il capo della Mobile di Palermo, Boris Giuliano, ammazzato dalla mafia nel luglio di quaranta anni fa, quando ammoniva: «Noi non siamo come loro». La democrazia occidentale, nella plastica traduzione della nostra Costituzione, non ammette, infatti, zone franche e zone d’ombra nell’azione dell’autorità e del potere pubblici. Onorare chi muore per essa, per la sua difesa e per la sua affermazione quotidiana, vuol dire condurre a processo e condannare severamente e senza scampo gli assassini di Mario. Senza deviazioni in nessun verso. Senza vendette scomposte e senza atti che possono mettere a repentaglio proprio quello che tutti ci attendiamo: che chi ha inferto quelle terribili coltellate sia punito come merita”.
 
Angelo Panebianco, Corriere della Sera
“Per fare qualche ipotesi sensata sulla sorte futura di 5 Stelle e Lega, ma anche dei loro oppositori interni, occorre prima di tutto osservare il quadro internazionale”. Lo scrive sul Corriere della Sera Angelo Panebianco, secondo il quale bisogna analizzare gli scenari delle prossime presidenziali Usa se si vuole capire il destino dei “sovranisti” d’Europa. “La riconferma di Trump oppure la vittoria di un democratico dell’ala estrema – sostiene Panebianco - sarebbero ottime notizie per i sovranisti. Il crescente logoramento dei legami interatlantici e l’accentuazione delle divisioni nel campo europeo sono infatti condizioni necessarie per rafforzare la loro credibilità. Una diversa storia si avrebbe in conseguenza di una vittoria di Biden o di un altro centrista come lui. Chi ha una concezione determinista dei processi storici pensa che l’America è entrata irreversibilmente in una fase di declino, in cui la sua antica potenza è in via di ridimensionamento. Quando la potenza egemone declina, essa cessa di essere disponibile a sostenere ancora il «multilateralismo» in cambio della accettazione della propria leadership. Se verranno meno quelle condizioni che cosa accadrà? È lecito immaginare che l’Europa tornerebbe a dividersi. Per fortuna, però, le interpretazioni deterministe della storia non sono necessariamente le più plausibili. Casualità, contingenza, accelerano o ritardano certe tendenze in atto. A Washington, magari anche solo per una manciata di voti potrebbe ricostituirsi una leadership di nuovo favorevole al multilateralismo. In tal caso, le ricadute sull’Europa sarebbero notevoli, e forse anche piuttosto rapide. Salvini, Di Maio, Conte, Zingaretti, Berlusconi. Per necessità professionale i cronisti politici ragionano «come se» il destino del Paese fosse interamente nelle mani degli attori politici nostrani. Sappiamo che è così solo in piccola parte”.
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