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Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 23/07/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Zaia: Uno stop all’Autonomia sarà il big bang del governo
Un eventuale stop all’Autonomia sarebbe il big bang del governo. Serve un conclave con il premier Conte. Così il governatore del veneto, Luca Zaia, intervistato da Massimo Rebotti per il Corriere della Sera. L’onere di trovare un accordo spetta solo a Conte? Non dovete anche voi «cedere» su qualche aspetto? «Intanto, si parte da un’inadempienza del governo. La Costituzione dice che è l’esecutivo che deve proporre alle Regioni una bozza d’intesa. Noi la nostra l’abbiamo presentata nell’ottobre 2018. E dai referendum sono passati oltre 600 giorni, non so se mi spiego». Nel frattempo sono emersi i dubbi. «Il tempo in cui ognuno si alza e dice la sua su una riforma di cui non ha nemmeno letto tutto il testo, è finito». Parla dei Cinque Stelle? «I Cinque Stelle sono a un bivio. Devono decidere se continuare a fare la lobby del Sud, un ruolo anacronistico, oppure accettare la sfida». Parlerà con Conte? sulla sua esperienza di governo». Può cadere su questo? «Nessuno cerca l’incidente, ma l’autonomia può essere il Big bang del governo. Ma non sarà il Big bang dell’autonomia perché il Veneto la chiederà sempre».La riforma fatica anche perché ora Salvini guida una Lega nazionale? «No. Questo dibattito non sarebbe mai nato senza la forza elettorale della Lega. Salvini è stato sempre al nostro fianco. La dimostrazione che questo progetto non è contro il Sud è la quantità di voti che la Lega ha preso proprio in quelle regioni. Se si teme l’autonomia, non si vota per il partito che vuole l’autonomia».
 
Zanda: in politica si dialoga, giusto tentare di scardinare alleanza giallo-verde
«Chi di noi può augurarsi che la Lega e i 5Stelle restino per sempre alleati tra di loro?». Luigi Zanda, il tesoriere del Pd, amico personale e politico di Dario Franceschini, intervistato da Giovanna Casadio per la Repubblica, invita a «usare la ragion politica» per portare l’Italia fuori dalle secche antidemocratiche in cui la maggioranza gialloverde lasta conducendo. Zanda, ogni apertura dem ai 5Stelle apre uno scontro nel partito. Non converrebbe invece al Pd avviare un confronto con i grillini se vuole davvero scardinare la maggioranza? «Nessuno nel Pd oggi pensa ad alleanze, collaborazioni o governi con i 5Stelle, ma proprio nessuno, a partire dal vertice del partito. Non lo pensa certo Zingaretti, non lo pensa di sicuro Franceschini, né Gentiloni, non lo pensa l’intera segreteria». E lei? «Per quanto mi riguarda io ho un’opinione precisa: il livello di inaffidabilità del Movimento 5Stelle è incompatibile con una forza politica come il Pd. Non per nulla ho promosso una causa di risarcimento danni nei confronti di Di Maio per gravi falsità dette da lui in campagna elettorale». Ma il dialogo con i pentastellati è l’unico modo per logorare la Lega, non crede? «Parlare anche tra avversari in politica è sempre necessario, ma pongo un altro problema. C’è oggi una larga maggioranza parlamentare votata dagli italiani, che sta non solo impoverendo il paese da un punto di vista economico, ma soprattutto sta cercando di distruggere la nostra democrazia e di umiliare il Parlamento. Quindi le forze dell’alternativa devono porsi il problema di quale deve essere la loro azione politica per restituire a uno spirito democratico pieno quegli italiani che hanno votato 5Stelle e Lega, ma certo non vogliono la fine della nostra democrazia». Franceschini ha spezzato una lancia a favore dei grillini ed è stato attaccato dai renziani. Lo difende? «Franceschini ha negato ogni possibilità di governo con i 5Stelle e ha fatto un ragionamento politico sulla necessità di smontare l’alleanza gialloverde. Chi di noi può augurarsi che Lega e 5Stelle rimangano per sempre alleati tra di loro?».
 
Coppola: Contro di me accusa false. Nessuna risposta da Toninelli
Sono stato licenziato con una mail sulla base di false accuse e senza avere risposte dal ministro Toninelli. Lo afferma l’ingegner Pierluigi Coppola, ex membro della commissione costi benefici sulla Tav e consulente del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, intervistato da Christian Benna per il Corriere della Sera. Ingegner Coppola, perché Toninelli l’ha cacciata? «Vorrei saperlo anche io. Nella mail che ho ricevuto mi si accusa di aver violato il co- dice di comportamento dei dipendenti pubblici. Non ho mai offeso la pubblica amministrazione, né ho arrecato danno. Ho chiesto spiegazione al ministro ma non ho ricevuto risposta». Allontanato perché pro Tav? «Sulla base delle mie analisi ritengo che la Torino-Lione sia un’opera utile che porta benefici. E ho contestato i metodi degli altri esperti. Da allora non ho partecipato più alle loro riunioni. Non capisco perché vengo mandato via proprio adesso». Il ministro non risponde da marzo neanche agli altri esperti che hanno bocciato la Tav. «Sarà molto impegnato immagino. Noi siamo tecnici, non politici. Possiamo essere in disaccordo. Non ha senso finire in polemica». Dal Mit però si gettano ombre sul suo operato. Avrebbe fatto circolare il controdossier che dice che la Tav conviene. «È falso. Le mie stime sull’opera erano molto diverse da quelle dei colleghi che hanno contestato l’opera. Ho consegnato il mio dossier alla struttura del Mit e a Toninelli. Qualcuno l’ha fatto circolare online, ma non io». Il suo contratto da consulente quando sarebbe dovuto terminare? «Con la fine della legislatura. Ho cominciato a collaborare con il Mit quando era ministro Graziano Delrio. Poi Toninelli mi ha confermato per affiancare gli esperti di Marco Ponti nell’analisi costi-benefici che avrebbe dovuto mappare tutte le grandi opere in corso in Italia». Un Sì Tav in mezzo ai No Tav? «La domanda è posta in modo sbagliato. Noi tecnici valutiamo le opere secondo i calcoli che facciamo. Ciò che ci differenzia è il metodo. Ponti pensa che una nuova ferrovia eliminerà la Co2 dalle strade ma anche le accise che i tir pagano allo Stato. Per me è una cosa molto positiva, per lui negativa».  
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