Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 16/07/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto D’Uva: Ma il vicepremier ha il dovere di spiegare in Aula
Su un caso come quello Lega-Russia e soprattutto se richiesto, il vicepremier ha il dovere di spiegare in Aula. Così il capogruppo M5S a Montecitorio, Francesco D’Uva, intervistato da Goffredo De Marchis per la Repubblica. Che idea si è fatto del caso Savoini? «Che bisogna fare luce ma sono convinto che Salvini possa tranquillamente spiegare. Che gli convenga, addirittura. Perché ne uscirà rafforzato». Non pare proprio che lui la pensi così. «Conviene a lui più che ad altri uscire a testa alta da questa situazione». Lei ha visto il capogruppo leghista Molinari. Ha avuto l’impressione che il Carroccio metta dei paletti, che freni sulla commissione? «Gli ho dato la bozza della proposta di legge. Ha detto che la leggerà e farà le sue osservazioni. Vogliamo fare chiarezza su tutti i partiti senza criminalizzare una singola forza politica o una singola nazione». In commissione chiamerete Salvini? «Decideranno i parlamentari chi chiamare nelle singole audizioni. Ma probabilmente saranno chiamati i tesorieri e i segretari dei partiti, mi sembra logico». Cosa volete scoprire? La base di partenza della commissione proposta dal Pd è chiara: ci sono finanziamenti russi al Carroccio? La vostra invece? «Vogliamo capire quali e quanti finanziamenti arrivano ai partiti, quali soggetti terzi li foraggiano o li hanno foraggiati, attraverso quali canali sono passati i soldi».
 
Casini: Dem e M5S sbagliano, non si fa campagna elettorale con le commissioni d’inchiesta
«Continuiamo pedissequamente a sfasciare le istituzioni, utilizzando impropriamente le commissioni d’inchiesta che diventano succursale impropria della campagna elettorale». Lo afferma il senatore Pier Ferdinando Casini, ex presidente della Camera intervistato da Dino Martirano per il Corriere della Sera a proposito dell’affaire Lega-Russia. Nella XVII legislatura, però, lei accettò di presiedere la commissione sulle crisi bancarie voluta dal Pd al governo che inseguiva il M5S allora all’opposizione. «Ho accettato di presiedere quella commissione , ritenendo di avere gli strumenti per svolgere con moderazione quel compito, ma prima non avevo votato per la sua istituzione. Mi domando infatti: sulle banche abbiamo fatto una cosa intelligente a spostare in una sede istituzionale il regolamento di conti tra renziani e non renziani? Credo che sia stata una grossa stupidaggine, creando problemi al sistema creditizio. Ma oggi vedo che stiamo percorrendo lo stesso sentiero. Il Pd ha sbagliato sulle banche e sbaglia oggi su Salvini». Il M5S chiede una commissione d’inchiesta sul finanziamento dei partiti. Sbagliano anche i grillini? «L’errore dei grillini è ancora più grande perché loro, non avendo la forza di aprire una crisi di governo, cercano un regolamento di conti con l’alleato della Lega». Perché il Parlamento non dovrebbe indagare sul presunto finanziamento russo della Lega? «Perché c’è già la Procura di Milano, una delle migliori in Italia, che indaga su questo caso con magistrati molto più preparati e attrezzati di quanto possiamo esserlo noi parlamentari. Le commissioni d’inchiesta con i poteri dell’autorità giudiziaria furono concepite dal costituente solo come un’eccezione e invece stanno diventando la regola».
 
Beghin: Questa Commissione cambierà l’Ue. Noi M5S ago del cambiamento
«Avete visto? Siamo l’ago della bilancia. Questa Commissione cambierà l’Europa». Lo afferma Tiziana Beghin capo-delegazione del Movimento 5 Stelle che, intervistata da Marco Bresolin per La Stampa, rivendica il peso dei voti grillini nell’elezione di von der Leyen. Siete risultati determinanti: come spenderete questo credito? «Questo voto dimostra che in Parlamento non c’è una maggioranza stabile. Noi cercheremo di incidere pesantemente sulle scelte che verranno prese di volta in volta in Aula». Cosa vi ha convinto a votarla? «La sua idea generale dell’Ue e il suo volersi fare portavoce di sensibilità diverse. Sia chiaro: noi non diamo un mandato in bianco. Però possiamo dire che rappresenta un’idea di Ue che ci piace». Cioè? «Il salario minimo, la revisione di Dublino, la centralità del Parlamento, il fatto che l’economia deve essere a servizio dei cittadini e non viceversa. Insomma ci sono tutti i presupposti perché diventi la Commissione del cambiamento». Addirittura? «Beh, nelle sue proposte ci sono molti punti del nostro governo. Anche sul clima è parsa molto decisa». La Lega invece dice che incarna la continuità con l’Europa franco-tedesca… «La Lega aveva detto una cosa, poi ne ha fatta un’altra. Ognuno è libero di fare le proprie scelte. Però...». C’è il rischio che il governo, in Europa, paghi le conseguenze di questo voto leghista? «Questo comportamento non aiuterà l’Italia. Mettersi contro questa Commissione, così apertamente, non mi sembra il modo migliore per ottenere dei buoni risultati».
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Polemiche sul figlio di Salvini sulla moto d'acqua della Polizia
Polemiche sul figlio di Salvini sulla moto d'acqua della Polizia
La Questura di Ravenna avrebbe avviato accertamenti
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.