Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 15/07/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Zingaretti: Salvini riferisca in Aula o non gli daremo tregua
Il ministro Salvini riferisca in Aula sul cosiddetto Russiagate o il Pd non gli darà tregua. Così il segretario dem, Nicola Zingaretti, intervistato da Stefano Cappellini per la Repubblica. — Nicola Zingaretti, pochi mesi fa in Austria il Russia-gate che ha coinvolto il leader sovranista locale è costato la caduta di un governo. In Italia il governo Conte, alias Salvini, va avanti senza problemi. Dov’è l’errore? «Sia chiaro, noi non daremo tregua a Salvini finché lui o Conte non verranno in Parlamento a riferire nella sede propria la loro versione». Salvini dirà: non ho preso rubli, Savoini non parlava a nome mio. «La Procura, e non la politica, dovrà accertare la verità sulla presunta tangente di 65 milioni alla Lega trattata da uno stretto collaboratore del ministro degli Interni. Il quale, però, in maniera goffa ha preso le distanze da questo signore quasi non lo conoscesse, smentito da centinaia di foto ed eventi. Salvini ha anche negato di aver fatto invitare Savoini nelle delegazioni ufficiali ma è stato smentito da Palazzo Chigi. Davvero credono che si possa discutere in Parlamento un decreto sicurezza promosso da un ministro che dice bugie?». Conte smentisce Salvini su Savoini. Ma sulle sanzioni alla Russia la pensa come lui. «Se il primo ministro si illude di lavarsi le mani indicando nel suo ministro il responsabile del falso non ha capito che si sta dando la zappa sui piedi. Le responsabilità del governo sono palesemente comuni. Il presidente Fico e la presidente Casellati come possono pensare che il Parlamento non sia informato?». Diciamo la verità: c’è il rischio che anche stavolta Salvini non paghi dazio. «Non ha avuto nemmeno il buon gusto di dire che, soldi o no, Savoini in quel nastro dice cose gravissime. La strategia di Salvini è sempre la fuga. Da bravo illusionista ogni volta droga il dibattito pubblico con dibattiti surreali - le ong, i mini-bot, i rom - rimuovendo i problemi veri sul tappeto. Ma stavolta non funzionerà e sa perché? Perché? «Non so se il governo cadrà per il Russia-gate. Ma so che Di Maio e Salvini devono andare a casa perché hanno fallito e tradito gli italiani. Il governo è sorretto da una maggioranza numerica unita solo dalla paura di lasciare il potere. Per il resto nulla. Non dico una visione comune, ma nemmeno un programma. Ormai si litiga su tutto: fisco, sicurezza, autonomia e regionalismo, cantieri. I due vicepremier dopo aver negato per settimane l’esigenza di una manovra correttiva per evitare la procedura d’infrazione, erano assenti dalla riunione del Cdm che l’ha varata. Avevano paura di ammettere che i conti sono saltati e la crescita si è fermata. C’è un rischio molto concreto che la contropartita per evitare l’aumento dell’Iva possa essere un massacro dei servizi pubblici essenziali con netti tagli alla scuola e alla sanità».
 
Landini: Pensavamo di partecipare a un incontro governativo
Alla riunione convocata da Salvini al Viminale sulla manovra pensavamo di partecipare a un incontro governativo. A questo punto ci dicano quanti esecutivi esistono. Così il segretario della Cgil, Maurizio Landini, intervistato da Roberto Giovannini per La Stampa.  «L’incontro è stato convocato su carta intestata del Viminale dal vicepremier e ministro degli Interni del governo in carica. Se convocati dal governo, noi sindacati andiamo per ascoltare, per dire cosa pensiamo e quali sono le nostre proposte. E così abbiamo fatto anche oggi: poi naturalmente ci siamo trovati di fronte a un vicepremier che aveva con sé solo rappresentanti di governo del suo partito. Addirittura c’era anche una persona che non fa più parte del governo». Landini, sta parlando di Armando Siri, che è sotto indagine... «Una presenza impropria, forse una provocazione per il resto della maggioranza». Eppure Luigi Di Maio si è scagliato contro di voi. «È singolare che Di Maio dica sì alla flat tax proposta da Siri a nome della Lega, e polemizzi con i sindacati perché al tavolo c’era anche Siri. Si metta d’accordo con sé stesso. A noi la flat tax così non piace; è lui che ha fatto il contratto con la Lega». Anche l’ex ministro Carlo Calenda dice che andando da Salvini lo avete legittimato. «Osservazioni senza senso. Ripeto, un sindacato se convocato dal governo ci va. Poi è diventato un incontro improprio, della Lega; ma la convocazione era del governo. Nei giorni scorsi avevamo incontrato il premier Conte e il vicepremier Di Maio, che si erano impegnati a convocare una serie di incontri, senza dare poi seguito alla cosa. Non siamo né suggeritori né ascoltatori: il sindacato ha una piattaforma di proposte, su cui da sei mesi ha riempito le piazze d’Italia. L’abbiamo consegnata anche al vicepremier Salvini, e abbiamo chiesto che il governo in quanto tale definisca tempi e modi per confrontarsi sulle nostre rivendicazioni e sulla legge di Stabilità. Non vogliamo essere strumentalizzati da chicchessia: vogliamo portare a casa risultati per le persone che rappresentiamo». Ma a questo punto c’è veramente un governo, secondo Lei? «Me lo chiedo: il governo è uno o ce n’è più di uno? Ci aspettiamo che dalla Presidenza del Consiglio arrivi la convocazione degli incontri. Certo che quello che è avvenuto oggi ci ha fatto riflettere: proporremo a Cisl e Uil di valutare insieme la situazione, perché nessuno può permettersi di utilizzarci per dibattiti politici poco chiari o beghe interne».
 
Sala: La Lega ha chiesto i soldi a Mosca
La Lega ha chiesto i soldi a Mosca e questo è un fatto grave. Per questo Salvini deve riferire in Parlamento. Lo afferma il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, intervistato da Paolo Mastrolilli per La Stampa. Che idea si è fatto di Savoini e l’audio di Mosca? «Non possiamo dire se i soldi, ma credo che possiamo arguire che li abbiano chiesti, prima di tutto. In secondo luogo, l’impressione che mi sono fatto è che si siano mossi con molta disinvoltura, e pochissima esperienza, perché non è irrilevante chi ti apre alcune porte. Da questo punto di vista credo che abbiamo scelto persone sbagliatissime, non solo con un’immagine, ma anche un curriculum non immacolato. Quindi non posso che vedere male tutto ciò. Lasciamo ora che la magistratura indaghi». Ritiene che Salvini debba spiegare in Parlamento cosa è successo? «Mi pare inevitabile. Cavarsela dicendo che sono state solo cene mi sembra semplicistico. Alla fine se ha buone ragioni, perché non dovrebbe andare a spiegarle? E’ ancora tutto da determinare riguardo l’entità della storia». Salvini non ha dato spiegazioni contraddittorie del rapporto con Savoini? «Mi pare che abbiano scaricato velocemente parte dei loro partner, che non lo erano da oggi, ma da tempo. Quindi mi sembra veramente un comportamento troppo leggero». Se il ministro dell’Interno ha mentito, può continuare il suo lavoro? «Vediamo prima cosa va a riferire in Parlamento. Non appartengo ad un certo tipo di attitudine e quindi non mi sentirei oggi di chiedere le dimissioni. Mi sento però di chiedere che riferisca, cosa molto diversa». Deve chiarire la sua posizione su Mosca? «E’ necessario che lo faccia per due motivi. Primo, per capire qual è il senso delle relazioni con i russi; secondo, far capire agli italiani come ci muoveremo nello scenario geopolitico. Noi siamo stati sempre naturalmente alleati degli americani, e lo dico qui da New York. Prima di mettere a repentaglio questa solida partnership, fatta ovviamente di alti e bassi come tutte le partnership, bisogna fare molta attenzione».
 
Altre sull'argomento
D'Alema: Erdogan sta bombardando i nostri valori
D'Alema: Erdogan sta bombardando i nostri valori
Francesco Bei, La Stampa, 11 ottobre
D'Alema: Erdogan sta bombardando i nostri valori
D'Alema: Erdogan sta bombardando i nostri valori
Francesco Bei, La Stampa, 11 ottobre
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.