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Locatelli: non sar˛ il ministro del Family Day

Federico Capurso, La Stampa, 12 luglio

Redazione InPi¨ 12/07/2019

Locatelli: non sar˛ il ministro del Family Day Locatelli: non sar˛ il ministro del Family Day «Prima la Disabilità, poi la Famiglia». Anche rispetto al suo predecessore, Lorenzo Fontana, il cambio di passo è deciso, a partire dalle battaglie contro le famiglie arcobaleno, che «non saranno una mia priorità, mi occuperò di tutte le famiglie in difficoltà», fino all’attenzione verso i disabili a cui, dopo i tagli decisi nell’ultima legge di bilancio, «voglio dare un peso centrale». E persino al ricordo di un vecchio attacco al Presidente Sergio Mattarella, di fronte al quale ha giurato mercoledì, è netta: «Non lo rinnego». Fontana da ministro della Famiglia patrocinò il Congresso delle famiglie tradizionali a Verona e in molti hanno notato che lei non andò. Il neo ministro  della Famiglia e della disabilità, Alessandra Locatelli, annuncia il suo ‘programma’ intervistata da Federico Capurso per La Stampa del 12 luglio. Dicono sia più moderata. È così? «A Verona non sono andata, ma non voglio distaccarmi totalmente da quella realtà. Sono cristiana e cattolica, ma la mia priorità da ministro non sarà quella di occuparmi delle famiglie arcobaleno o della legge sulle unioni civili. Sono qui per tutelare le famiglie, nel rispetto della Costituzione, delle leggi e dei diritti». Già così sembra distante dal suo predecessore, ma che ne pensa delle famiglie arcobaleno? «Non voglio esprimermi sulla differenza tra una famiglia e un’altra. Mi impegnerò a tutelare tutte le famiglie dove ci sono delle fragilità e cercherò di individuare delle misure utili a incrementare la natalità». Prima, però, le disabilità. Perché? «Per mettere a frutto le competenze di una vita. Ho lavorato a lungo in questo mondo e ci sono ancora barriere architettoniche, limiti nei percorsi educativi e lavorativi, risorse da incrementare per aiutare l’inclusione. È un tema che tocca trasversalmente la nostra società». Eppure proprio questo governo ha confermato nell’ultima legge di bilancio dei tagli importanti alle risorse destinate  all’inclusione scolastica dei bambini disabili…«È vero, ci sono stati tagli un po’ lineari. Poi nelle realtà locali si fa fatica a gestire le risorse per i minori con disabilità; c’è una domanda sempre crescente e questo mi fa pensare che ci debba essere anche un’attenzione crescente. È ovvio che ci sono dei ragionamenti da fare». Si impegna a far ripristinare i finanziamenti tagliati? «Mi impegno a declinarli in modo migliore, anche in base alle necessità. Per questo voglio conoscere i territori, le strutture, le associazioni che stanno facendo tanto e affrontano situazioni di fragilità». Quando parla di fragilità non ha l’aria da «sceriffa». Poi però uno pensa a quando da vicesindaca a Como ha fatto la guerra ai senza tetto e ai migranti. Loro non erano in condizioni di fragilità? «Como è una città di confine. Per colpa delle politiche migratorie dei precedenti governi si erano create situazioni non tollerabili e c’era bisogno di dare delle regole. Mi sento solo una persona in grado di dare risposte chiare ai cittadini». Giurando da ministro non si è sentita in imbarazzo al ricordo di quando un anno fa chiese di togliere le foto di Sergio Mattarella  dagli uffici degli amministratori  leghisti  perché non lo riteneva un garante imparziale? «Ma no,nessun imbarazzo.Secondo me non ci ha pensato neanche il Presidente. Sono stata accolta con grande cordialità». Lo rifarebbe? «Per carattere non rinnego mai quello che ho fatto, ma un anno fa si era aperta una grave crisi in seguito ad alcune decisioni prese dal Colle. Erano condizioni particolari».
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