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Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 11/07/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Savoini: l'audio di BuzzFeed è un attacco politico a Salvini
«È chiaramente un attacco politico a Matteo Salvini». Così Gianluca Savoini, il consigliere di Salvini registrato a Mosca mentre cerca di ottenere fondi russi per la Lega, definisce la vicenda in un’intervista ad Amedeo La Mattina della Stampa. La butta subito in politica? «Perché, lei ha dubbi che questo finto scoop di Buzzfeed sia un attacco politico a un leader sulla cresta dell’onda, che gode di un largo consenso in Italia? Sono gli stessi che hanno attaccato Trump mentre il Russiagate è finito nel nulla, fallito. E' tutto così ridicolo, buffonate. Né un rublo, né un soldo». Lei stava al Metropol di Mosca, si sente la sua voce che parla con imprenditori italiani, russi, tutti impegnati a discutere di affari, forniture di carburante. «Erano persone che avevo incontrato poche ore prima al convegno organizzato dalla Confindustria alla quale era presente anche Salvini. Nella hall dell’albergo mi hanno riconosciuto e ci siamo messi a parlare. Se c’era da discutere di qualcosa di veramente riservato secondo lei ce ne stavamo nella hall o saremmo andati in una sala riservata? Gli imprenditori parlavano di affari, facevano previsioni, citavano percentuali, tutte cose di cui io non capisco nulla. Io come presidente dell’Associazione Lombardia-Russia mi occupo di cultura. Ero a Mosca per incontrare persone legate ai musei, volevano organizzare una mostra di quadri, attività comuni tra il Bolshoi e la Scala di Miliano. Deve essere chiaro una cosa: io sono un leghista dai primi anni Novanta, conosco Salvini da 25 anni, ma non sono un suo emissario, non ho nessun mandato a trattare alcunché per conto della Lega. Ma secondo lei le grandi aziende per fare affari hanno bisogno del piccolo Savoini? Ma per favore. Io non sono una persona che organizza finanziamenti illeciti e chi dice il contrario viene denunciato. Il resto è fuffa, buffonate».
 
Di Maio: l’Autonomia non dividerà il Paese
«Fino a quando ci sarò io, nessuno spaccherà il Paese in due. Stiamo lavorando per un'autonomia che sia equa, in sintesi non possiamo permettere che alcune Regioni si arricchiscano a discapito di altre. Siamo stati eletti per tutelare tutti i cittadini: da Nord a Sud». Lo assicura il vicepremier e leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio in una lunga intervista rilasciata a Roberto Calpista della Gazzetta del Mezzogiorno. In particolare Veneto e Lombardia sull’Istruzione chiedono docenti, dirigenti e personale Ata alle loro dipendenze, ma soprattutto gestione della disciplina contrattuale. Se queste regole verranno accettate non teme due scuole diverse in Italia, con il Nord ancora una volta notevolmente avvantaggiato? «Stiamo facendo vari incontri proprio per risolvere tutte le criticità che ci sono. Un nodo da sciogliere è proprio quello dell’istruzione. E sui concorsi regionali ci potrebbe essere un rischio di incostituzionalità. Per me il testo deve essere perfetto, senza sbavature, e non possiamo permettere di creare scuole di serie A e scuole di serie B. Questo per me è un principio cardine. Il Paese è unico e tale deve rimanere. La stessa cosa vale per la scuola». L’emendabilità in parlamento ci sarà? Non si tratta di un escamotage per annacquare la riforma delle Regioni e allungare i tempi a dismisura? «Per un tema così complesso sarebbe opportuno fare un passaggio in parlamento. Qui il problema non è allungare i tempi ma fare bene questa riforma: se serve più tempo non è un problema. Noi stiamo lavorando in maniera trasparente, dicendo sempre la verità agli italiani, e se dico ai cittadini che questa riforma non spaccherà il Paese dovete credermi. Agli slogan preferisco i fatti concreti».
 
Bitonci: tasse sul 50% delle somme nelle cassette di sicurezza
Intervistato sul Corriere della Sera da Lorenzo Salvia, il sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci (Lega) spiega cosa ci sarà in concreto nella nuova edizione della pace fiscale. «Premesso che molte cose sono ancora in fase di elaborazione, posso dirle che in quella che noi chiamiamo pace fiscale 2.0 non ci sarà una rottamazione quater delle cartelle. Ci sarà, invece, il potenziamento di alcuni istituti già previsti, come l’accertamento con adesione e la conciliazione, che consentono di chiudere i conti con il Fisco quando il contenzioso è partito da accertamenti di tipo presuntivo o induttivi puri, come i vecchi studi di settore. In questo caso sarà possibile chiudere il contenzioso senza versare interessi e sanzioni e tagliando una percentuale, ancora da definire, dalla somma dovuta». Ci sarà anche la procedura per far emergere i contanti nelle cassette di sicurezza? «Sì, la stiamo studiando. Sarà su base volontaria e, sia chiaro, riguarderà solo le somme non dichiarate al Fisco. Non quelle che possono derivare da altri reati, come il riciclaggio o peggio ancora». Come funzionerà? «Intanto riguarderà solo le cassette di sicurezza in Italia. Si dovranno pagare le relative imposte sul reddito, applicando l’aliquota Irpef del proprio scaglione, cioè dal 23 al 43% a seconda dei casi. E anche l’Iva se si è soggetti a partita Iva. Ma entrambe le tassazioni si applicheranno solo su un parte dei contanti che si vogliono sanare. Le ipotesi sono 30, 40 o 50%, dobbiamo decidere». Perché solo su una parte? «Perché ci sarà la presunzione che queste somme siano state prodotte non solo negli ultimi cinque anni, cioè quelli possibili per l’accertamento fiscale».
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