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Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 09/07/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Toninelli: i nostri provvedimenti hanno evitato l’incidente
«I provvedimenti che abbiamo già preso sono stati decisivi domenica. Il terzo rimorchiatore, per esempio, ha probabilmente evitato una collisione. Prestissimo avrete novità sia rispetto alla soluzione temporanea sia sulla scelta del progetto definitivo per il terminal crocieristico». Lo annuncia il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli, intervistato sul Corriere della Sera da Lorenzo Salvia dopo l’incidente sfiorato domenica scorsa a Venezia da una nave da crociera. Lei ha indicato due soluzioni per il nuovo terminal, Chioggia e Lido San Nicolò. Qual è la migliore? «Abbiamo due studi di fattibilità da noi commissionati. Ogni opzione può avere pregi e difetti, stiamo valutando. Di certo, abbiamo registrato con favore come Chioggia abbia il sostegno sia dell’industria crocieristica che delle popolazioni locali. In ogni caso, dopo anni di inerzia, abbiamo avviato un percorso che porterà via le grandi navi dalla Giudecca e da San Marco». Lasciare la parola ai veneziani con un referendum potrebbe essere una strada? «Il tema del dibattito pubblico non è un mio capriccio, ma un principio sacrosanto di condivisione democratica presente nel Codice degli appalti. Delineeremo a breve un percorso». Ma da quando le grandi navi non passeranno più dalla Giudecca e dal bacino di San Marco? «Molto presto metteremo in campo una riduzione graduale. In ogni caso, daremo ai veneziani una prospettiva certa dopo anni in cui i ‘bravi’ della politica non hanno dato risposta alcuna». Il Comitato no grandi navi, un anno fa, la accusava di non voler prendere una decisione. A quali navi sarà impedito il passaggio? «Col nuovo porto croceristico a tutte quelle sopra le 40 mila tonnellate. Nel frattempo lavoriamo a una riduzione graduale».
 
Landini: abbassare le tasse a chi le paga davvero
«E’ stato importante evitare la procedura d’infrazione, ma la Commissione ci ha solo rimandato ad ottobre, perché i problemi strutturali del Paese, dalla mancata crescita all’evasione, dalla disoccupazione alla politica industriale, restano irrisolti». Lo afferma il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, intervistato su Repubblica da Marco Patucchi. Il ministro Tria minimizza la portata dell’assestamento di bilancio. «La si può chiamare come si vuole, ma in sostanza è una correzione di conti che non tornavano rispetto a quelli accettati dallo stesso governo lo scorso dicembre». Tria confida per la prossima manovra nella lotta all’evasione. «Noi riteniamo che l’unico modo per combattere davvero l’evasione fiscale sia agire contemporaneamente con tre semplici interventi: massicce assunzioni all’Agenzia delle entrate di professionalità specifiche che sappiano manovrare i dati. Poi un piano di utilizzo di questi dati per una lotta preventiva e non a posteriori. Infine una drastica limitazione del contante, tracciando tutto il tracciabile». Mentre la Lega insiste per la Flat tax, Tria promette di abbassare le tasse alle classi medie. Non le sembra una contraddizione? «Nel governo dovrebbero mettersi d’accordo su cosa vogliono. Io rispondo con i numeri: l’85% del gettito Irpef arriva dai lavoratori dipendenti e dai pensionati, l’80% di questi sono sotto i 28mila euro di reddito, un terzo delle entrate riguarda la fascia tra i 28mila e i 50mila. Quindi occorre abbassare le tasse a chi le paga davvero, aumentando le detrazioni per il lavoro dipendente. D’altro canto la tassazione media sui lavoratori è intorno al 40%, quella su rendite e capitali non supera il 26% e Bankitalia ci dice che la ricchezza patrimoniale complessiva vale otto volte il Pil. Ognuno deve dare in base alla propria capacità contributiva, non solo in base al reddito. È una questione di giustizia sociale e di rispetto della Costituzione».
 
Costa: basta liti sui rifiuti a Roma
Basta liti tra Regione e Comune sui rifiuti. Lo auspica il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, intervistato sul Fatto Quotidiano da Luca De Carolis in merito all’emergenza rifiuti nella Capitale. Com’è messa la città? «Rispetto a tre giorni fa la situazione è migliorata, stando alle foto e ai report che ho ricevuto. Venerdì la Regione Lazio ha emesso un’ordinanza per ampliare la capacità di ricevere rifiuti di nove siti del Lazio, ma partendo nel fine settimana il provvedimento ha fatto un po’ più di fatica a dare i suoi effetti. Ora stiamo entrando a regime». Per la sindaca Raggi l’ordinanza è inapplicabile e un’azienda di Aprilia, la Rida, ha ottenuto un’integrazione del provvedimento dalla Regione. E oggi sempre la Rida ha scritto una nuova lettera, in cui sostiene che l'ordinanza può essere applicata solo per una settimana. Bel guaio no? «Tutto è nato con velocità, sia sull’ordinanza che sulla raccolta dei rifiuti. Oggi al ministero ci sarà una riunione della cabina di regia con le amministrazioni e con il prefetto. E sarà l’occasione per ricalibrare qualcosa, sia per quanto riguarda il provvedimento che per il piano straordinario di raccolta dei rifiuti». La Regione deve correggere il testo e il Campidoglio deve organizzare meglio la raccolta. Grave, non crede? «Bisogna modificare qualcosa, da una parte e dall’altra. Può accadere in condizioni del genere». E’ normale che Regione e Comune litighino con video e comunicati? «Dobbiamo andare oltre la sterile polemica e risolvere il problema dei troppi rifiuti a terra. Possiamo pensare che i controlli li facciano le parti politiche? In riunione suggerirò di lasciare spazio ai tecnici, ossia di fare effettuare le verifiche all’agenzia regionale Arpa e all’Ispra, che dipende dal mio ministero. Organi terzi, che potranno dare consigli ai soggetti coinvolti».
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