Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 10/06/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Grasso: lascio tutto. Siamo finiti contro un iceberg
«Sono giorni che cerco di convincere il mio gruppo a non suicidarsi e a seguire una condotta realista. Mi pare di vedere dei ballerini che ballano sul ponte mentre il Titanic va verso l’iceberg. Il mio cruccio è di non essere riuscito a far passare un principio che dovrebbe essere condiviso da tutti. Evidentemente sono un illuso». Lo afferma Pasquale Grasso, toga di Mi, che lascia la presidenza dell’Anm dopo solo due mesi, intervistato su Repubblica da Liana Milella. La sua giunta cade per colpa del suo stesso gruppo.«Guardi, prima che fosse diffuso il documento che sfiducia la mia presidenza, stavo convocando il Comitato direttivo perché il disagio di tutti i colleghi è troppo forte».  Non è assurdo che sacrifichi lei per salvare i tre del Csm? «Non mi sta sacrificando nessuno. So cosa pensa il mio gruppo, ma io, giudice civile, padre di quattro figli piccoli, voglio seguire il mio rigore logico, la mia moralità intellettuale. Voglio attestarmi su una posizione equilibrata. Certo, Magistratura indipendente sta sbagliando nella difesa fideistica dei suoi consiglieri». Lei si è astenuto. Perché non ha votato contro il documento di Mi che chiedeva il reintegro dei colleghi? «Mi dicono che generalmente al Csm l’interfaccia con i politici non è una novità, ma il punto qui è che Lotti non è solo un politico, ma un politico inquisito. Non so se si sia trattato di distrazione o di altro. So però che tanti colleghi in Italia sono arrabbiati. Ma in questo momento un processo non si può fare». Un attimo, lei critica i colleghi del Csm, ma non è per le loro dimissioni come vorrebbero Area, davighiani e Unicost? «La mia corrente ha torto perché soggetti che hanno interloquito con un imputato per trattare il destino della procura di Roma devono dimettersi». E allora lei perché si è astenuto? «Perché sarebbe sbagliato dimettersi sulla base di notizie date solo dalla stampa».
 
Passera: parlare di minibot fa male all’Italia
«I ritardi di pagamento sono un problema grave. Tolgono capacità di credito alle pmi, ne acuiscono la fragilità, aumentano il numero dei fallimenti, riducono l’occupazione, frenano la crescita. Ma non si risponde certo con i mini-Bot». Lo afferma Corrado Passera, ex ministro dello Sviluppo economico e numero uno di Intesa Sanpaolo, intervistato sul Corriere della Sera da Federico Fubini. Anche il vostro governo nel 2012 pensò di emettere titoli per saldare le imprese. «Non è uguale. Noi imponemmo misure drastiche: io stesso chiesi di destinare 40 miliardi di nuove emissioni di titoli di Stato per pagare le imprese, sì. Ma con gli euro così raccolti sul mercato, non in titoli. Inoltre imponemmo interessi di mora all’8% e inserimmo penalizzazioni per le grandi imprese che pagano in ritardo». Perché allora il problema resta? «Anche per lentezze nelle autorizzazioni di pagamento. Ma i debiti scaduti dello Stato vanno pagati subito, mettere in difficoltà tante imprese è inaccettabile. Assurdo che lo Stato preferisca non indebitarsi anche a tassi bassissimi per saldare i suoi fornitori costringendo questi ultimi a indebitarsi in banca a costi anche dieci volte superiori». Perché non tentare con i mini-Bot? «In teoria, sono un modo di riconoscere che anche i pagamenti arretrati ai fornitori sono debito e che ha senso trasformarli in debito finanziario per saldarli. Ma il mini-Bot non funziona, per molti motivi. Il primo è che chi ne parla ha in mente altro: una valuta parallela, l’idea che l’Italia possa stampare moneta. La proposta viene dagli stessi che non hanno mai nascosto il desiderio di tornare alla lira». Ma sul piano tecnico? «Sarebbe un raggiro per le pmi. Se i mini-Bot sono titoli di Stato emessi a tassi zero, chi li riceve non solo non ha euro in mano dal valore chiaro e certo, ma perderebbe anche il diritto agli interessi di mora che noi avevamo introdotto».
 
Carelli: Conte deve avere pieni poteri
«Alcuni giornali scrivono di un clima di diffidenza verso Conte. Spero che nessuno voglia mettere in discussione il premier, che deve avere pieni poteri». Lo afferma Emilio Carelli, deputato M5S, che in un’intervista ad Alessandro Trocino del Corriere della Sera fa il punto su M5S e governo. Per settimane è stata paralisi. Chi ha sbagliato? «È normale che in campagna elettorale ci sia tensione. Ma la Lega ora abbandoni atteggiamenti da propaganda e si assuma le responsabilità». E voi? Non serve una vostra autocritica? «Sì, anche noi dobbiamo fare autocritica e stiamo dimostrando di avere la capacità di farla. In qualche momento ci siamo posti in un’ottica anti Salvini, quando invece sui grandi temi dobbiamo pensare al bene del Paese». Di Maio ha avuto bisogno di un plebiscito online. «Quel voto gli dà una grande legittimazione. Ora eserciti il ruolo di capo politico. Si è perso anche troppo tempo». Arriva, lentamente, una riorganizzazione interna. «Sì, finora abbiamo lasciato fare alla spontaneità, ma sono contento che Di Maio abbia parlato del superamento del limite del doppio mandato per i consiglieri e dell’alleanza con le liste civiche». Non è ora di far saltare il tabù del doppio mandato anche a livello nazionale? «Vedremo in futuro, solo gli stupidi non cambiano idea. È ottima anche l’idea di creare referenti per settori». La segreteria politica. «Non la chiamiamo così, non siamo un partito». Ci somigliate sempre più. «Diciamo che ci stiamo dando una struttura». Di Maio ha quattro ruoli: troppi, non trova? «Questa è una valutazione che lascio a lui. Mi sembra che abbia la maturità per decidere se ce la può fare». Pieni poteri a Conte anche in vista dell’Europa e della questione deficit? «Certo. Dobbiamo evitare strappi, solo così possiamo ottenere qualche incarico di peso. E Conte può avere un ruolo fondamentale».
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.