Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Ma c'e' vita oltre le urne?

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 10/06/2019

Ma c'e' vita oltre le urne? Ma c'e' vita oltre le urne? Francesco Verderami, Corriere della Sera
“Chiusa la parentesi delle Amministrative, che confermano la nuova geografia emersa alle Europee, resta da capire se in Italia c’è vita oltre le urne. E anzitutto se c’è ancora un esecutivo in grado di affrontare i problemi che avrà pure ereditato ma che ha anche aggravato”. Così Francesco Verderami commenta sul Corriere della Sera la fine dell’“estenuante stagione di campagna elettorale che per mesi ha stressato il sistema politico e l’opinione pubblica. «Governare a vista» - scrive Verderami - è stato il benefit di cui finora hanno goduto Di Maio e Salvini, per assenza di un’alternativa e per la capacità mediatica di scaricare sul passato ogni responsabilità. Tuttavia dopo un anno trascorso a Palazzo Chigi, è arrivato il momento di verificare se i vicepremier hanno un’idea, un progetto per il Paese, che vada oltre gli slogan e la logica del «giorno dopo giorno». La gestione dei conti pubblici e le relazioni con i partner dell’Unione sono prove ineludibili che richiederebbero un forte senso di responsabilità. Invece, man mano che i due appuntamenti si avvicinano, nei due leader si fa sempre più forte la tentazione di scartare, di liberarsi dai vincoli e dagli impegni con il solito approccio populista: fuori dal governo, Salvini alza sempre di più il tiro sull’Europa dei «tecnocrati»; dentro il governo, Di Maio chiede al «tecnico» Tria di «trovare i soldi» che abbisognano. Le dinamiche somigliano pericolosamente alla prova di forza tentata con Bruxelles nell’autunno scorso, all’epoca della precedente Finanziaria. Allora finì male, ma poteva andare peggio. Ora il peggio è davanti – conclude Verderami - e Salvini e Di Maio non possono continuare a «governare a vista», non possono immaginare di prolungare la campagna elettorale oltre le elezioni”.
 
Marcello Sorgi, La Stampa
“Adesso tutti diranno che da Livorno è arrivata la prova che Di Maio, pur di fermare l’avanzata di Salvini, si prepara a costruire un ribaltone, con un’alleanza di fatto con Zingaretti”. Marcello Sorgi commenta sulla Stampa i risultati dei ballottaggi alle amministrative partendo dalla vittoria del Pd nella città dove nacque il Pci, a cui hanno contribuito molti elettori delusi dal M5S. “Abituati come siamo a cercare in qualsiasi mini-test le tendenze di un elettorato diventato instabile, volubile, oscillante tra l’astensione e il cambio di opinione nel giro di pochi mesi, attendevamo i ballottaggi di ieri non solo come secondo turno delle comunali, ma come prova d’appello del terremoto delle europee. Se questo, per arbitrario che possa sembrare, era il metro di misura, si può dire che il Pd può fino a un certo punto tirare un sospiro di sollievo, dal momento che le tradizionali “aree rosse” restano minacciate dall’invasione leghista, e Livorno e Reggio Emilia, sono le classiche rondini che non fanno primavera. Mentre appunto la Lega continua a conquistare pezzi di territorio, e i 5 stelle, in questa tornata, con l’eccezione di Campobasso, sono rimasti fuori dalla partita. Si dirà che un risultato del genere è molto legato al sistema a doppio turno, e che in un’elezione a turno unico, come sono state le regionali, il centrodestra non ha mai avuto praticamente rivali. Difficile dire se questo spingerà Salvini ad accelerare verso il voto anticipato, o a mantenere intatta la sua strategia che punta a logorare nell’alleanza di governo Di Maio e a consumare a poco a poco Berlusconi. Significativo quanto si vuole – conclude Sorgi -, il risultato dei ballottaggi non ha capovolto quello di due settimane fa. Ha solo rivelato che alleati e avversari del Capitano cominciano ad organizzarsi”.
 
Pierfrancesco De Robertis, Quotidiano Nazionale
“I ballottaggi ci dicono che evaporati i Cinquestelle è tornato il caro vecchio bipolarismo, che il Pd non è morto, che il centrodestra a livello locale va bene, conquista feudi da sempre «rossi» e prepara così l’attacco al fortino, che i voti grillini e democratici sono almeno in parte interscambiabili”. Così Pierfrancesco De Robertis interpreta sul Quotidiano Nazionale i risultati del secondo turno delle amministrative. “Indicazioni particolari sugli equilibri di governo nazionali non sono invece perentori – sostiene De Robertis -: d’altra parte se Salvini ha deciso di andare avanti con Di Maio nonostante solo due settimane fa abbia preso il doppio di voti non può essere certo il risultato di Ferrara o Livorno a fargli cambiare prospettiva. Saranno altri i test decisivi per l’esecutivo, a partire dal risiko europeo. Conviene se mai gettare un occhio sul girone di ritorno che si giocherà tra l’autunno e la primavera prossima, quando tutte e quattro le regioni rosse andranno al voto, e sul quale questi ballottaggi hanno invece detto molto di più. Se fossero replicati i voti delle scorse europee le ex roccaforti appenniniche cambierebbero padrone. E così ha senso notare che il debordante successo salviniano alle europee si è replicato a Ferrara e Forlì, passate al centrodestra per la prima volta, mentre il Pd abbia vinto a Firenze, Livorno e Prato invertendo la tendenza dei blackout dell’anno scorso e in Emilia-Romagna sia riuscito a tenere Modena, Reggio e Cesena. Un quadro contrastato che rende aperta la partita per i futuri assetti di potere del centro Italia, anche perché il destino dell’elettorato grillino è sembrato o incerto o terra di conquista più della sinistra che della destra. Come è apparso dai risultati di Livorno, ex M5s ora ai democratici, e di Campobasso, dove gli elettori Pd al secondo turno hanno contribuito all’elezione del candidato grillino”.
Altre sull'argomento
Altro parere
Altro parere
Contano i (non)fatti pi¨ delle parole
Il 59% degli italiani favorevole al Tav
Il 59% degli italiani favorevole al Tav
Contrari solo il 19% (ma il 45% degli elettori cinquestelle)
Che dovrebbe dire Conte a von der Leyen
Che dovrebbe dire Conte a von der Leyen
Domani l'incontro fra il nostro premier e la nuova presidente della ...
La giustizia della discordia
La giustizia della discordia
Nessuna intesa tra M5S e Lega sulla riforma del processo penale
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.