Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Altro parere

Del perchÚ davanti a una cosa cosý grossa ci nascondiamo al riparo di un dito

Redazione InPi¨ 07/06/2019

Altro parere Altro parere Maurizio Crippa, Il Foglio
Sul Foglio Maurizio Crippa scrive con sgomento della morte di Noa Pothoven. “Una ragazza olandese di diciassette anni, che sono stati un monte di dolore, si lascia morire nella (libera) coscienza che non ci sia altra uscita. Il punto non è se aiutata, e neppure medicalmente aiutata, per legge o contro legge. Il punto è, semplicemente, questo: è andata, ed è stata lasciata andare. Anche dai genitori, da chi le era in qualche forma vicino. E’ grossa. Una cosa grossa. Delle implicazioni di questa vicenda si può dibattere come si vuole, ma un’altra volta. La cosa che penso io è soltanto che è grossa e non ci si può nascondere dietro a un dito, sperando che indichi la faccia più rassicurante della luna. Lasciarsi morire per un’impossibilità a vivere in cui nessuno ha saputo, potuto, voluto penetrare, unito al lasciare andare attonito o devastato, certo non giudicabile da nessuno, non è un “caso limite”. Uno di quelli su cui solitamente si puntellano opposte strategie morali o politiche. No, è un punto di non ritorno, un’ultima desolata Thule del perché, e come, si vive. Riguarda noi, personalmente e collettivamente. E il motivo per cui siamo al mondo, e nel mondo. Invece mi ha colpito questo: un atteggiamento difensivo, il dito che si sforza di parare il colpo della luna. Bipartisan, se volete. Da un lato coloro che, anche sbagliando all’inizio, ma anche poi emendandosi, tendono a riportare questo macigno che ci si para davanti agli occhi alla prospettiva del dibattito eutanasico. Dall’altra parte i tanti che hanno insistito sul punto “non è stata eutanasia” e sul punto della fake news. Faccende interessanti pure queste, ma hanno parlato soltanto di quello. Evidentemente perché queste persone hanno anche loro capito che quella cosa è troppo grossa. La morte di Noa è un fatto che segna il punto di non ritorno di una doxa sociale in cui l’autonomia inviolabile della persona, il suo safe space psicologico e clinico e giuridico è tale che la stessa parola amore da lei usata non è più valida. Si “lascia andare”. E con la parola svapora non tanto la nozione di vita indisponibile, ma qualsiasi prendersi cura capace, o che abbia la pretesa, di entrare in contatto con l’altro. Si dovrebbe avere il coraggio di dire che è accaduta una cosa grossa, che non riguarda una ragazza piena di dolore, o gli olandesi, o i preti o Cappato. Riguarda come e perché viviamo. Troppo grossa per parlar d’altro”.
 
Mattia Feltri, La Stampa
Un Mattia Feltri ancor più corrosivo del solito sbeffeggia sulla Stampa il ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Oggi i ministri degli Affari interni dei ventotto paesi dell’Unione europea si riuniscono in Lussemburgo per parlare di migranti e rimpatri ma, disdetta, Salvini non potrà esserci perché va a Pomeriggio Cinque da Barbara D’Urso a parlare, si presume, di migranti e rimpatri, e prima va a Romano di Lombardia e a Novate Milanese, poi in serata a Paderno Dugnano, per tenere comizi in cui parlerà, si presume, di migranti e rimpatri. L’ultima volta, il 7 marzo, i ministri degli Affari interni dell’Ue si erano riuniti a Bruxelles a parlare di migranti e rimpatri ma, disdetta, Salvini non poté esserci perché era a Potenza a tenere comizi su migranti e rimpatri e a litigare sulla Tav con Luigi Di Maio. La volta precedente, il 7 febbraio, i ministri degli Affari interni dell’Ue si erano riuniti a Bucarest a parlare di migranti e rimpatri ma, disdetta, Salvini non poté esserci perché era a Pescara e poi a Bussi sul Tirino a tenere comizi sull’Europa che non si occupa di migranti e rimpatri. La volta prima ancora, il 6 dicembre 2018, i ministri degli Affari interni dell’Ue si erano riuniti a Bruxelles per parlare di migranti e rimpatri ma, disdetta, Salvini non poté esserci perché gli era toccato di rimanere a Roma per replicare ai radical chic Ringhio Gattuso e Pamela Anderson e a registrare un’intervista per Accordi&Disaccordi, sulla Nove, in cui parlò di migranti e rimpatri, e di quanto gli piacerebbe andare in Europa a dire tutto quello che si deve fare coi migranti e i rimpatri. Ma, disdetta, non ce n’è mai l’occasione”.
Altre sull'argomento
Come la Brexit ha distrutto la politica inglese
Come la Brexit ha distrutto la politica inglese
E il nuovo Parlamento europeo si ritrova al proprio interno un gruppo ...
Condono sul contante?
Condono sul contante?
Il rischio di "lavare" i soldi sporchi della criminalitÓ
Governo isolato in Europa ma tiene in Italia
Governo isolato in Europa ma tiene in Italia
L'apprezzamento dei cittadini resta al 52 per cento
Conte e i vivacchianti
Conte e i vivacchianti
Come evolvono i rapporti tra il premier e i due vicepremier
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.