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Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 24/05/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Di Maio: Salvini è simile a Juncker
«Con Salvini oramai parlo soltanto in Consiglio dei ministri». Lo rivela il vicepremier e leader M5s Luigi Di Maio in un’intervista ad Alessandra Arachi del Corriere della Sera. Addirittura? «Prima c’era una collaborazione maggiore e al di là dei rapporti personali tutto è cominciato quando è scoppiato il caso Siri». Qualcuno dice che le vostre liti ormai quotidiane siano soltanto una messinscena. «No, no, è tutto vero. Ripeto la tensione è partita con il caso Siri». Una tensione che non accenna ad esaurirsi. Il sottosegretario Giancarlo Giorgetti ha usato parole poetiche per sferrare un attacco al presidente Conte: in giugno arriverà la grandine e i più deboli ed esangui saranno i primi a cadere. «Se gli attacchi al presidente del Consiglio sono una vendetta sul caso Siri, nel paese della nuova Tangentopoli questa è una follia, perché per la prima volta in trent’anni invece di tenere un politico indagato per corruzione è stato fatto fuori». Nella Lega ci sono altri casi di politici indagati per reati legati alla corruzione. «Il presidente della Regione Lombardia Fontana è indagato per abuso d’ufficio. E sono contento che Salvini abbia fatto marcia indietro». Sul reato di abuso d’ufficio? «Sì, adesso dice che vuole migliorarlo e c’è una bella differenza rispetto alla volontà di abolirlo». Avete deciso dove posizionarvi in questo Parlamento europeo? «Non certo dove c’è quella sinistra che è sulle terrazze a bere champagne assieme ai banchieri, ma nemmeno lì dove ci sono i sovranisti con rolex e caviale». Mette queste due forze sullo stesso piano? «A breve Junker e Salvini si daranno la mano, non sono incompatibili: Orbán, Le Pen e Juncker dicono la stessa cosa sia sull’immigrazione che sull’austerity».
 
Salvini: col voto finiscono le scuse
«Non ho lavorato giorno e notte sul decreto sicurezza bis per sentirmi dire: ne parliamo la prossima settimana per rispettare gli equilibri in vista del voto. L’ho accettato, ma ora basta. Col voto finiscono le scuse». Lo afferma il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, intervistato sulla Stampa da Andrea Malaguti. Perdoni il francesismo dimaiano, lei dice stronzate? «Di Maio me ne dice di tutti i colori. Ma ho deciso di non rispondere». Non per deconcentrarla, ma Di Maio ha detto anche che la scelta di domenica è tra il M5S, cioè lui, e una nuova tangentopoli, cioé voi. «D’accordo, lo ammetto. Gli attacchi dispiacciono. Uno se li aspetta dal Pd o da Berlusconi. Sentirli arrivare dagli alleati di governo è strano. Ho imposto ai miei ministri di non rispondere e di continuare a lavorare a testa bassa». Anche quando sente dire dai 5 Stelle che sui rimpatri Gentiloni era meglio di lei? «Questa è meravigliosa. Spero che nessuno abbia nostalgia del passato. Al momento mi limito a constatare che con me al ministero per la prima volta le espulsioni sono state il doppio degli arrivi». Il premier Conte è imparziale? «Con lui lavoro bene». Vuole rivedere l’abuso d’ufficio per sbloccare il paese? «Oggi mi sono scambiato messaggi con Cantone. Sull’abuso d’ufficio la pensa come me. E sulla stessa linea è Carlo Nordio, il magistrato che ha fatto arrestare i corrotti del Mose. La verità è che ci sono ottomila sindaci preoccupati da ogni singolo atto che devono firmare. Che riguardi appalti, imprese, società sportive o volontariato non fa differenza. Basta che sbaglino una riga e sono fregati. Non si può vivere schiacciati dalla paura». La campagna elettorale giustifica qualunque insulto? «No. E spero molto che da lunedì tornino tutti più sereni».
 
Meloni: lunedì Lega e Fdi saranno maggioranza
Sull’esito delle elezioni europee «sono molto, molto ottimista». Lo rivela la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni in un’uintervista a Tommaso Rodano del Fatto Quotidiano. Vi aspettate il sorpasso su Forza Italia? «A giudicare dal nervosismo, mi sa che se lo aspettano loro». Anche Salvini è meno sereno ultimamente. «È stanco. La campagna elettorale molto aggressiva dei suoi alleati di governo non l’ha aiutato». Che quadro si immagina lunedì? Il governo si spacca? «La Lega andrà molto bene. Ma la questione non è se (e quanto) Salvini sarà più forte di Di Maio. Ma quanto saranno forti quelli che possono allearsi con Salvini per fare un governo senza Di Maio. È quello il mio obiettivo. Se confermeremo la nostra crescita, avremo i numeri per essere maggioranza autonoma». Forza Italia è fuori dai suoi piani per il centrodestra. In Europa portano i voti al Ppe, che si allea con i socialisti. Per noi non esiste: siamo gli unici monogami del centrodestra. «Di certo nel futuro vedo l’alleanza tra Lega e FdI. Il resto non lo so». Salvini vuole abolire il reato di abuso d’ufficio. Voi non siete legalitari? «Un po’ ha corretto il tiro. Io condivido la seconda parte del suo ragionamento: una cosa è l’abolizione, un’altra la rimodulazione. È sbagliato punire un amministratore che fa una telefonata in più per risolvere un problema». Nelle vostre liste ci sono riciclati e indagati. «Non so che cosa intende per riciclati». Per esempio la Gardini, berlusconiana storica. «La Gardini in Forza Italia ha combattuto battaglie importanti. Ha cercato di convincere il suo partito a lasciare i popolari per entrare nei conservatori, la nostra famiglia europea. Sugli “impresentabili” abbiamo uno degli statuti più rigidi».
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