Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 22/05/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Salvini: il Governo non cadrà, avanti con Di Maio
«No, no, il governo non cade. Va avanti per quattro anni e lo farà perché ha lavorato bene». Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini a Marco Cremonesi, che l’ha intervistato per il Corriere della Sera. Però lo scontro con i 5 Stelle non è un’invenzione della stampa. Vuole la rassegna di giornata? «No, non ho dubbi. Ho già letto otto dichiarazioni dei 5Stelle contro di me. Non ho risposto a nessuna». La più irritante? «Sono riusciti a imputarmi il fatto che non fosse stato espulso l’infame che a Modena ha dato fuoco alla palazzina. La notizia sapete qual è? Che sarà espulso grazie al decreto Salvini, appurato che si era finto minorenne. Ma ripeto: io non rispondo». Ma come si spiega il clima nel governo? «Molto banalmente: in tutte le Regionali la Lega ha vinto. Il governo è partito nel marzo 2018 con la Lega al 17 e i 5 Stelle al 30% e molto probabilmente con il voto di domenica vedremo che le proporzioni si sono invertite. Ma a me non importa, io sono davvero per il lavoro di squadra». Resta il fatto che moltissimi sono convinti, leghisti inclusi, che il rapporto sia irrimediabilmente guastato. «Macché... Io con Di Maio ho lavorato bene. E sono convinto che da lunedì torneremo a lavorare come abbiamo sempre fatto. E come i provvedimenti approvati, me lo lasci dire, dimostrano». Di Maio ha anche detto che «su dieci provvedimenti varati, nove sono targati 5Stelle». Non è un po’ irritante? «Le ho detto: ho scelto di non rispondere. Se non con i fatti: Quota 100, di chi era? Chi chiedeva il superamento della Fornero? E poi, la legittima difesa è legge. Lei ricorda chi l’ha voluta? La Pace fiscale: lo scriva, dopo aver migliorato la situazione di tante persone, l’obiettivo è estenderla alle società. E con la flat tax sarà un nuovo miracolo italiano. Si tornerà al boom da anni Cinquanta, altro che questa Europa grigia e triste di precari».
 
Renzi: alle politiche un nuovo centrosinistra
Serve un nuovo centrosinistra “moderato” che si riorganizzi “prima delle Politiche” e che cerchi di vincere “al centro, non a sinistra”, le prossime elezioni politiche. Lo afferma l’ex premier Matteo Renzi, che in un’intervista al direttore del Quotidiano Nazionale, Michele Brambilla, torna a bocciare ogni ipotesi di accordo tra Pd e M5s. Come si spiega il passaggio dal trionfo alle Europee del 2014 alla situazione di oggi? «Dobbiamo abituarci a rovesci improvvisi, la politica di oggi è così, i capovolgimenti sono frequenti». Anche Salvini arriverà al 40%? «Non credo proprio. Resterà molto lontano. Quanto a noi, i cicli si aprono e si chiudono. Ma penso che sia vicino il tempo in cui noi torneremo a vincere». Ha detto due volte ‘noi’. Ma ‘noi’ chi? «Il nostro Pd era un partito del 40%. Lo è stato dalla vittoria alle Europee fino alla sconfitta al referendum. Che si vincesse o che si perdesse, si era comunque al 40%. E credo che una parte delle ragioni della sconfitta sia dovuta al fuoco amico della sinistra. Pur di riprendersi la ‘ditta’ e far fuori me, hanno consegnato il Paese alla destra più estrema e sovranista». Non le è ancora andata giù, vero, questa storia del fuoco amico? «La nostra lealtà è fuori discussione. Ma è evidente che prima delle prossime politiche occorra riorganizzarsi. Bisogna guardare a un centrosinistra moderato, perché la nostra storia e tutto il mondo insegnano che le elezioni noi le vinciamo al centro, non a sinistra». Pensa insomma che un giorno si andrà oltre il Pd? «Questa è una discussione che deve aprire Zingaretti. Da parte nostra il segretario ha avuto la massima collaborazione». Non le sembra che ci sia un fermento, insomma un movimento che spinge per un’alleanza Pd-M5S? «C’è questa tentazione da parte di una corrente culturale nella società e di qualche aspirante ministro all’interno del Pd. Ma un’alleanza con i Cinque Stelle sarebbe una sciagura. Sarebbe la rivendicazione dell’incompetenza come sistema, come metodo, come valore».
 
Salamé: l’Isis ha cellule dormienti a Tripoli
«L’Isis sta approfittando della guerra per tornare in Libia, io credo che abbia cellule dormienti anche a Tripoli e altrove». L’allarme viene da Ghassan Salamé, rappresentante speciale Onu, intervistato sulla Stampa da Paolo Mastrolilli. Cosa può fare l’Italia per stabilizzare il Paese? «Abbiamo bisogno del cessate il fuoco, per tornare al negoziato politico, ma non possiamo averlo senza che i Paesi più coinvolti lo chiedano. Siamo allo stallo militare, dobbiamo tornare al processo politico. L’Italia ha molti amici in Libia, può dire loro che bisogna fare la tregua». Però Haftar ha detto al premier Conte che non fermerà l’attacco. «Ho sentito che l’incontro a Roma non è stato un successo. Nessuno ora è ansioso di fare la tregua, perché tutti credono che l’arrivo di nuove armi e la persistenza porteranno a una soluzione militare. È un errore, perché prima o poi servirà un accordo politico: allora perché aspettare?». Cosa pensa della linea del governo italiano di chiudere i porti? «Io sono risentito con gli europei, perché pensano solo a due questioni: migrazioni e terrorismo. In Libia ci sono 800mila stranieri che non hanno mai cercato di attraversare il mare. Poche migliaia ci hanno provato, e sono nei centri di detenzione. Non è vero che ogni non libico in Libia sogni Napoli. La soluzione migliore per il futuro è avere un’autorità unica e legittima in Libia. Gli europei dovrebbero concentrarsi su questo». L’Isis sta rialzando la testa? «Abbiamo avuto quattro attacchi in meno di due mesi, due a Ghodwa, uno a Sebha e uno a Zella. In totale 17 morti, 10 feriti e 8 rapiti. Daesh sfrutta la guerra per occupare il vuoto creato al sud, ma probabilmente ha cellule dormienti a Tripoli e altrove». È una minaccia anche per l’Europa? «Sì. Prima per la Libia, ma anche per l’Europa».
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.