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Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 18/04/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Bonafede: riforma sui processi pronta da tre settimane
Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede è reduce da un vertice mancato: ieri avrebbe dovuto confrontarsi con Matteo Salvini e Giulia Bongiorno sulle riforme del processo penale e civile ma i leghisti non si sono presentati. Francesco Grignetti l’ha intervistato per La Stampa. Deluso da risposte che non arrivano? «No, doveva essere un vertice di maggioranza su un punto importante, ma non è che io aspettassi risposte. Mi attendevo un confronto che non c’è stato. Salvini non era presente per altri impegni. Lo dico senza nessuna nota polemica. Però è importante andare avanti, i cittadini ci chiedono processi con tempi brevi». Quali sono i punti irrisolti tra voi e la Lega? «Non si può dire che ci sono punti di distanza. Trattandosi di un tema importante e sentito, sarebbe stato importante confrontarsi. Ma va bene anche così. Avremo modo di farlo direttamente nel Cdm, il primo utile. Chiaramente i cittadini non vogliono più aspettare. E sono sicuro che tutto il governo sia compatto nel ritenere un obiettivo prioritario la brevità dei processi». Sull’obiettivo finale sicuramente sarete tutti d’accordo ma quale strada imboccare per arrivarci? «Ripeto: finora erano tutti pronti a scommettere sulle nostre divergenze. Invece abbiamo mostrato compattezza a partire dalla Spazzacorrotti». Tempi previsti? « La riforma è pronta già da 3 settimane circa. Ho portato avanti due tavoli con gli addetti ai lavori, che hanno portato a questi progetti di riforma. Ci sarà una legge delega. Mi ero dato l’obiettivo di averla entro giugno. I decreti attuativi avranno tempi molto ridotti perché non presenteremo una delega ‘in bianco’ nel pieno rispetto del Parlamento». Lei ha incontrato il neopresidente dell’Anm, Pasquale Grasso, che ha lanciato un allarme accorato sul pericolo dei processi mediatici, anticipati sui social. «Sono perfettamente d’accordo».
 
Brunetta: mi appello a Berlusconi, FI torni un partito
Intervistato da Daria Gorodisky per il Corriere della Sera, Renato Brunetta, responsabile economico di Forza Italia, lancia un appello a Silvio Berlusconi: «Basta con gli staff e i cerchietti magici. Sia la politica a fare la politica. Forza Italia torni a essere un partito. E smettiamola con i ‘torna a casa’ rivolti a Salvini. Altrimenti rischiamo di sparire». Non è Berlusconi che ha accettato il potere di staff e cerchi magici? «Ne ha passate tante. A volte un nocchiero si chiude sottocoperta aspettando che passi la bufera. Ma adesso è d’accordo con me». Due giorni fa la candidatura di Mara Carfagna alle Europee è stata bloccata. «Mettendosi a disposizione, Mara ha compiuto un atto di generosità che però ha sconvolto lo staff». E Berlusconi lascia fare? «Berlusconi ha tutti i difetti del mondo, ma i pregi sono di più. Nella vita ci sono contraddizioni. Se si sono commessi errori, non vanno più ripetuti. Usciamo dalle segrete stanze e torniamo a essere il partito di popolo che ha salvato il Paese nel ‘94». Nel Paese «da salvare» governa anche un vostro alleato a livello locale: la Lega. «Il Paese è allo sbando. Al governo ci sono due forze che si trovano agli estremi dell’arco politico. In Italia prima non era mai successo che due forze estremiste si unissero con l’Attack del potere. E, in prospettiva, il quadro politico si va sempre più radicalizzando». Parla di tutti i partiti? «Il centrosinistra è sempre più sinistro, forse per la voglia di tornare alle origini. Il M5S sente sempre più il richiamo della foresta dell’estremismo proletario, dell’antipolitica. E non sta meglio il centrodestra: la Lega è sempre più estremista, populista, sovranista, caratteristiche nuove rispetto alle sue radici storiche. A questo punto Forza Italia si trova davanti o il pericolo di sparire, o l’opportunità di coprire tutta l’area centrale dello schieramento politico».
 
Parisi: entro giugno operativi i 3mila navigator
Oggi sul sito internet di Anpal Servizi verrà pubblicato l’avviso per assumere i navigator. «Un risultato, raggiunto in pochissimo tempo, che definirei storico – commenta il neo presidente di Anpal, Domenico Parisi, intervistato sul Sole 24 Ore da Giorgio Pogliotti e Claudio Tucci –. Abbiamo fatto un lavoro preparatorio enorme: vogliamo introdurre innovazione e creatività nei centri per l’impiego, con un progetto di respiro più ampio per migliorare, strutturalmente, i servizi per il lavoro in Italia». La selezione per i 3mila navigator (il bando parla di 2.980 posizioni perché non si tiene conto delle 20 del Trentino Alto Adige, ndr) «sarà rapida: entro fine giugno saranno firmati i contratti». Professore, ci spiega in concreto cosa faranno i navigator nei centri per l’impiego? «Non si occuperanno di front desk, o pratiche burocratiche. Dovranno utilizzare le tecniche di case management per definire il piano personalizzato rivolto al disoccupato, per rispondere meglio alle sue esigenze al fine di un rapido inserimento occupazionale. I navigator dipenderanno da Anpal, ma opereranno in pieno raccordo con i centri per l’impiego. Saranno una risorsa disponibile, spetterà alle Regioni decidere come farne uso». Quali requisiti sono richiesti per diventare navigator, considerando che non esiste come professione? «È vero, non esiste un corso di laurea specifico. Sono due le caratteristiche di questa figura: è richiesta una preparazione accademica di base, abbiamo individuato 13 corsi di laurea in un range piuttosto ampio per la selezione. Insieme a una formazione di base, riceveranno una full immersion di due settimane e anche formazione continua, per 6/8 mesi, on the job. È pronto anche un manuale ad hoc».
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