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Redazione InPi¨ 17/04/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Piano: Il legno? Una buona idea per la ricostruzione
Usare il legno come materiale per la ricostruzione di Notre Dame è una buona idea. L’architetto Renzo Piano, intervistato da Elvira Serra per il Corriere della Sera prova a guardare al futuro della cattedrale parigina dal suo osservatorio di archistar.  Vorrebbe dare un contributo alla ricostruzione? «C’è già un architetto capo della Fabbrica di Notre-Dame, che è anche un bravo costruttore: Philippe Villeneuve sa come fare queste cose. Io darò il mio apporto di cittadino parigino, un contributo civico. Questa è una perdita che tocca tutti». Quanto tempo ci vorrà? «Sono cose lunghe, ma non serviranno decenni. Mi è difficile fare una valutazione, ci saranno accertamenti. Ma dobbiamo ricordare che ieri (lune- dì, ndr) sembrava la fine del mondo, e invece per fortuna la volta di pietra è crollata solo parzialmente dove c’è il transetto, dove era appostata la cuspide. L’incendio ha bruciato la “foresta”. I Vigili del fuoco sono stati molto bravi, hanno operato con perizia: i loro getti d’acqua spegnevano le fiamme, certo, ma raffreddavano le pietre; questo ha impedito che crollassero». Come vedrebbe la ricostruzione? «Parliamoci chiaro: si tratta di ricostruire il tetto, una parte che non è nemmeno visibile, che sta sopra la volta di pietra. Ma non si potranno rimettere Non si troveranno più querce secolari come quelle che sono andate perdute. «Dovrà esserci continuità stilistica e storica con la struttura preesistente. Ma l’edificio dovrà essere più leggero. Le querce si trovano ancora, anche se non saranno del ‘200 o del ‘300. La Francia è ricca di foreste, usare il legno è un gesto intelligente, anche dal punto di vista ecologico. Ci sono i boschi di rovere: lo abbiamo usato nel parco pensile del nuovo Tribunale di Parigi. È importante sapere che ogni metro cubo di legno utilizzato oggi corrisponde a un albero che ha bisogno di 60 anni per ricrearsi in natura». Molti hanno paura del legno, perché prende fuoco. «Sì, la gente pensa che le strutture di legno siano pericolose perché bruciano, ma è più facile che succeda con legno antichissimo quando non è trattato in maniera ignifuga. Il legno brucia lentamente, c’è voluto del tempo prima che la cuspide di Notre-Dame cadesse. Chi si occuperà della ricostruzione userà legno trattato con metodologie scientificamente più moderne e manterrà continuità con la storia, altrimenti si corre il rischio della Mole Antonelliana: fu ricostruita di cemento e per questo cadde subito, era venuta a mancare la continuità fisica».
 
Marini: l’Ho fatto per me, non per il partito
Le dimissioni sono state un gesto personale, non per il Pd. Così, Catiuscia Marini, ormai ex governatore dell’Umbria, intervistata da Goffredo De Marchis per la Repubblica. «Non è corretto dire che misono sentita mollata dal mio partito. Sicuramente alcune dichiarazioni mi hanno sorpreso. E ferito». A chi si riferisce, ex governatrice Marini? «Ho letto le parole di Calenda, quella della coordinatrice De Micheli. Pensavo che il Pd del 2019 fosse una forza riformista e garantista, non una comunità di giustizialisti. Mi sbagliavo». È l’eterno dilemma della sinistra. «Un dilemma facile da risolvere. Non dobbiamo tornare indietro di 30-40 anni. Il giustizialismo è una malattia. Noi continuiamo ad averla anche quando il Movimento 5 stelle si sta avvicinando al garantismo. Questa cosa fa ridere, non trova? Però spero che siano voci dal sen fuggite». Il Pd quindi l’ha costretta al passo indietro? «Non è vero, non è così. Stavo ragionando da un po’ su come ritrovare la libertà di difendermi. Non potevo essere un presidente in carica che si deve proteggere da accuse ingiuste. Rimanere presidente avrebbe limitato le mie possibilità di reagire. Non l’ho fatto per il partito, l’ho fatto per me». In effetti, l’inchiesta ha aspetti pesanti sia per il Pd umbro sia per lei. «Ecco, appunto. Voglio tutelare il lavoro di questi anni, non voglio che siano messi in discussione il mio ruolo e la mia onorabilità. Ho sempre combattuto i sistemi di potere e le consorterie. Per farlo sono stata spesso accusata di essere altezzosa. Lo ero a salvaguardia delle istituzioni». Queste cose le ha spiegate al suo partito? Perchè dimettersi allora? «Ho spiegato tutto. Ho detto che la vicenda va oltre la mia persona, che il Pd dovrebbe affrontare anche il tema di come si pone di fronte alle inchieste, non solo all’inchiesta in cui sono coinvolta; di come si garantisce il rispetto delle persone indagate. Ecco, il Pd è chiamato a prendere una posizione netta su questi argomenti».
 
 
Castelli: Salvini parla, noi agiamo
Le polemiche sul dl crescita sono ingiustificate. Mentre Salvini parla noi agiamo. E’ quanto rivendica il vice ministro all’Economia, Laura Castelli, intervistata da Annalisa Cuzzocrea per la Repubblica. Viceministra Laura Castelli, il decreto crescita si è perso nei meandri di Palazzo Chigi? «Arriva, arriva. È una questione di giorni. Sono norme corpose, c’è appena stata l’ultima riunione al Dipartimento affari giuridici e legislativi di Palazzo Chigi». Le divergenze con la Lega sono superate? «Non ce ne sono mai state». Allora perché è stato approvato “salvo intese”? «I testi non erano completi». Il ministro dell’Interno Salvini ha contestato la norma sul debito di Roma. «Non credo le sue critiche si riferissero alla norma, che conoscono sia il suo ministero sia i leghisti che l’hanno scritta con me. Immagino che contesti l’amministrazione di Roma e che lo faccia perché non vede l’ora che la capitale vada al voto. Stanno facendo di tutto». Il Movimento non ha mai pensato, dopo l’arresto di De Vito per corruzione, di staccare la spina alla giunta Raggi? «Perché dovremmo farlo? Roma ha tante beghe che stiamo cercando di risolvere. La gestione commissariale, l’impegno del governo e dell’assessore al Bilancio dimostrano che quando si vogliono mettere a posto le cose si può fare». Si riferisce alla norma sul debito nel decreto crescita? «La struttura commissariale rischiava di andare in crisi di liquidità. Abbiamo fatto un’operazione a costo zero che garantisce la chiusura della massa passiva di Roma. Debito creato da Alemanno e Rutelli». Quanto può andare avanti il governo se con la Lega litigate ogni giorno su tutto? «Salvini dice che tutte le città capoluogo hanno problemi di debito. È vero. Per questo le ho convocate al ministero. C’è chi fa lanci di agenzia e chi mette tutti seduti intorno a un tavolo per risolvere i problemi. Spero che gli attacchi siano solo propaganda e che si pensi a lavorare».
 
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