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Altro parere

Il bluff del cialtro-sovranismo

Redazione InPi¨ 14/03/2019

Altro parere Altro parere Claudio Cerasa, il Foglio
La descrivono sempre come se fosse una struttura immobile, decadente, in fin di vita, senza identità, incapace, inutile, fatta di burocrati imbecilli e perditempo. La descrivono sempre come se fosse vuota, superflua, pigra, svogliata, indolente, dannosa. Il direttore del Foglio, Claudio Cerasa, stamane dedica il suo editoriale al Vecchio Continente. L’Europa-dei-burocrati, i cialtro-sovranisti la descrivono sempre così, sempre indolente, sempre sonnecchiante, sempre pigra, ma a cinque anni dall’inizio della legislatura europea si può dire che la storia dell’Europa immobile, senza identità, senza direzione e senza futuro è una storia che merita di essere ribaltata e analizzata da un punto di vista diverso: il problema dei nazionalisti non è l’Europa che non fa nulla ma è l’Europa che ha trovato una sua identità incompatibile con chi difende gli interessi dei paesi nemici dell’Europa. E’ stato il Parlamento europeo, nel maggio del 2018, ad approvare in via definitiva una legge con cui è diventato possibile introdurre dazi doganali più elevati sulle importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni statali. E’ stato il Parlamento europeo ad aver approvato una legge che ha proposto la cancellazione del criterio in base al quale il primo paese di accesso debba essere quello in cui il migrante presenta la richiesta d’asilo. E’ stato il Parlamento europeo, lo scorso settembre, ad approvare la nuova direttiva per aggiornare le regole sul diritto d’autore nell’Unione europea; a dare il suo consenso al più grande accordo commerciale bilaterale mai negoziato dall’Unione europea: quello di partenariato economico tra l’Ue e il Giappone (incredibilmente con i voti a favore anche del M5s e della Lega). Sotto molti punti di vista, lo sappiamo, l’Europa è ancora un gigante con i piedi di argilla ma quando vedrete un nazionalista spaparanzato su una poltroncina di un talk-show pontificare sull’inutilità dell’Europa dall’alto del suo 91 per cento di assenze al Parlamento europeo sappiate che il suo problema non è quello che non fa l’Unione europea. E’ tutto l’opposto: è quello che sta facendo per difendere i valori non negoziabili di una economia aperta, che prova ogni giorno a difendersi dai nuovi campioni delle democrazie illiberali. Viva l’Europa!
 
Alessandro Gnocchi, il Giornale
Il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio ha liquidato la manifestazione di Verona pro famiglia con queste parole: «È una destra degli sfigati se trattano così le donne». In realtà nessuno vuole limitare i diritti delle donne. Alessandro Gnocchi, in un fondo sul Giornale, si sofferma sulla difesa del ruolo della donna e della famiglia. Il Congresso mondiale delle famiglie, in programma dal 29 al 31 marzo, affronterà i seguenti temi: la bellezza del matrimonio; i diritti dei bambini; ecologia umana integrale; la donna nella storia; crescita e crisi demografica; salute e dignità della donna; tutela giuridica della Vita e della Famiglia; politiche aziendali per la famiglia e la natalità. Larghissima la partecipazione dei partiti conservatori, dalla Lega a Forza Italia passando per Fratelli d’Italia. Tutti «sfigati», secondo Di Maio. A Verona si difenderà la famiglia naturale, si ribadirà la dignità delle donne che scelgono (sottolineo: scelgono) di dedicarsi ai figli, si denunceranno pratiche come l’utero in affitto, si invocheranno sostegni economici per le coppie sposate con prole, si sentiranno parole pro life e contro l’aborto come metodo di contraccezione (perché, purtroppo, anche questo è diventato). C’è modo e modo di sostenere queste tesi. Ed è possibile condividerne alcune e rifiutarne altre. Ma nella loro essenza rispecchiano il pensiero di molti cattolici e anche di qualche non credente. Una deleteria idea di progresso che non è (ancora) obbligatorio condividere spinge a bollare i conservatori, cattolici e no, come barbari e trogloditi. La nostra società predica la tolleranza ma smette di praticarla verso chi espone concetti non allineati al politicamente corretto. Finché gli insulti arrivano dagli intellettuali italiani, che non conoscono il mondo della destra, si può liquidare il tutto con l’alzata di spalle riservata agli ignoranti. Altro discorso è essere insultati dal vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, che usa il termine «sfigati» per bollare chi ha fede in quelle idee, diciamo pure cattoliche o ispirate al cattolicesimo, che hanno sorretto la civiltà occidentale per qualche millennio.
 
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