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Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 12/03/2019

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Siri, serve un commissario l’emergenza c’è
«Noi avevamo un obiettivo prioritario: salvaguardare il finanziamento europeo. E l’obiettivo è stato raggiunto». Lo dice Armando Siri, sottosegretario ai Trasporti, nonché uno dei consiglieri più ascoltati da Matteo Salvini, intervistato da Marco Cremonesi sul Corriere della Sera. Il muso contro muso tra Lega e Movimento5Stelle sull’Alta velocità Torino-Lione sarebbe stato sbloccato grazie a un «lodo» pensato da Siri: avviare la procedura per la realizzazione della Tav esplicitando le «clausole di dissolvenza» nei confronti delle imprese interessate ai lavori. E ridiscutendo nel frattempo il progetto con la Francia e l’Unione europea. Siri, non sempre in politica i «lodi» hanno portato fortuna. Il suo avrà fortuna con la Tav? «La fortuna non ha elementi razionali. Noi ci siamo impegnati allo stremo perché prevalessero il buon senso e la razionalità. Ora possiamo avviare una tavolo con Francia e Unione che sulla Tav porti inequivocabilmente a un maggior peso dei benefici rispetto ai costi». Lei chiede un commissario all’emergenza infrastrutturale. Non è come chiedere di commissariare il ministro Toninelli? «Ma no. Il ministro può agire con la struttura che si riferisce a lui, il commissario avrebbe a disposizione tutti gli altri ministeri e le diramazioni della pubblica amministrazione e degli enti locali». Una cosa del genere non è possibile soltanto per le emergenze? «Il fatto che siamo impantanati da anni nella melma delle attuali procedure io credo sia un’emergenza». Però, i rapporti con i 5 Stelle sono tesi. Lei ha minacciato sfracelli se non arriverà la flat tax... «Il governo nel suo insieme ha un impegno con gli italiani: quello di ridurre la pressione fiscale introducendo la “tassa piatta”. Io l’ho ricordato. Stiamo lavorando a un progetto che prevede la riduzione dell’Ires dal 24 al 20% e un’aliquota unica al 15% per i redditi famigliari fino a 50 mila euro». Qualche dettaglio in più sul progetto? «Il nostro scopo è quello di modificare l’attuale impianto fiscale che vede nel singolo contribuente il soggetto d’imposta e introdurre invece un codice unico famigliare».
 
Bombassei, questi accordi non sono un pericolo
«L’accordo Italia-Cina sulla Via della Seta? Le esigenze di sicurezza degli Usa vanno tenute in considerazione, ma non si capisce come la Belt and Road Initiative, nella versione che conosciamo, possa creare effettivo pericolo per la sicurezza italiana ed europea», sostiene il patron della Brembo Alberto Bombassei, che dalla scorsa estate guida la Fondazione Italia-Cina, organizzazione che promuove gli scambi economici, politici e culturali tra i due Paesi in una intervista con Paolo Baroni su La Stampa. «Per i rischi in termini di sicurezza che possano nascere da relazioni più strette tra Europa e Asia - aggiunge - occorre grande cautela da parte dei governi del nostro continente, mettendo in chiaro però che non si tratta di una sfida europea agli Usa, che non è nemmeno un’eventualità immaginabile, ma pur garantendo grande attenzione al tema sicurezza, si tratta dello sviluppo di una nuova rete di connessioni. E non mi pare che questo sia incompatibile col resto delle relazioni tra Italia, Europa e Usa». Però ci contestano anche la nostra apertura a Huawei sulle nuove reti 5G. «La Fondazione finora non si è occupata di questi aspetti, anche se in futuro probabilmente dovrà farlo. Se posso dare un consiglio al governo suggerisco di prendere l’esempio della Germania che ha affrontato il tema negoziando con la società l’eliminazione di rischi in termini di sicurezza, di qualunque tipo». Il nostro governo nega che l’intesa nasconda fini politici e parla di semplici accordi commerciali… «Noi riteniamo che i percorsi di interdipendenza di largo respiro nel lungo termine portano a reciproci condizionamenti fra le economie che ne sono protagoniste. Credo che all’interno dell’Ue queste scelte vadano affrontate con una visione comune. Va tenuto presente poi che è possibile far pressione sul governo cinese eliminando i regolamenti distorsivi per le aziende europee. Occorre negoziare e dialogare chiedendo alla Cina di aprirsi. Pechino oggi sta promettendo innovazioni, ma dovrà dare segnali fattivi della volontà di dar corso alle promesse coi fatti».
 
Zanda, Genova come il Giubileo al sindaco poteri e tecnici
«Il Giubileo è stato un caso di successo di ricorso a un commissario straordinario anzitutto perché i poteri eccezionali furono affidati all’autorità naturale, il sindaco di Roma, Francesco Rutelli, che li svolse in modo impeccabile. La mossa giusta fu quella di costituire, alle dipendenze del sindaco-commissario, una Agenzia per il Giubileo che ha lasciato intatte le funzioni degli organi pubblici, statali, regionali, comunali, ma ha svolto una fondamentale assistenza tecnica di stimolo, di coordinamento e di controllo». Luigi Zanda, oggi senatore Pd, appena nominato tesoriere del partito da Nicola Zingaretti, ebbe un ruolo decisivo in quel successo come presidente dell’Autorità per il Giubileo ed è una delle persone oggi qualificate a parlare dei vantaggi e dei limiti dell’azione di commissari straordinari. «Mi pare – dice in un’intervista con Giorgio Santilli sul Sole 24 Ore – che il caso di Genova richiami in modo stretto quello dello del Giubileo e penso che possa essere destinato allo stesso buon risultato. Fondamentale è che il sindaco si avvalga delle strutture tecniche del comune». Cosa pensa delle proposte di questi giorni di istituire nuovi commissari per sbloccare le infrastrutture? In alcuni casi di effettiva emergenza, come terremoti o alluvioni, i commissari sono assolutamente necessari. In altri casi di eventi circoscritti, con tempi contingentati, come Olimpiadi, campionati di calcio o anche come fu per il Giubileo, i commissari sono utili per dare un punto di coordinamento alle diverse strutture amministrative competenti, a condizione, come dicevo, che siano coinvolte strutture tecniche pubbliche di qualità. Oggi la carenza che un commissario può supplire è proprio l’assenza di apparati tecnici adeguati. In questo caso un commissario, che possa utilizzare strutture tecniche di qualità, può avere una funzione. Il caso che facevamo di Genova mi pare adeguato.
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