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Altro parere

Galileo e le leggi razziali

Redazione InPi¨ 08/01/2019

Altro parere Altro parere Alessandro Sallusti, il Giornale
Il direttore della Giornale, Alessandro Sallusti polemizza contro la presunta schedatura politica degli scienziati ad opera del ministero della Salute arrivando a citare Galileo Galilei e le leggi razziali. “Galileo Galilei sosteneva che «le verità scientifiche non si decidono a maggioranza, l’opinione di mille persone non vale quella di uno scienziato». Questo Galileo, padre della scienza moderna messo al bando perché non allineato al pensiero dei politici dell’epoca. Quattrocento anni dopo, un nuovo Sant’Uffizio scheda, processa e condanna gli scienziati politicamente non allineati con il pensiero unico grillino. A presiedere la corte è la ministra della Sanità Giulia Grillo, che ha commissionato un dossier sulle tendenze politiche degli accademici membri del Consiglio superiore della sanità, l’organo scientifico che presiede alla salute degli italiani. La scomunica grillina si è così abbattuta su sei membri, dal luminare colpevole di avere operato al cuore Silvio Berlusconi a quello che scrisse sulla Repubblica fino a quello sposato con una magistrata che collaborò con l’ex presidente del Senato Renato Schifani. L’incarico di indagare sul gotha della scienza medica la Grillo l’ha affidato a una collega, tale Celeste D’Arrando, diploma di tecnico di laboratorio, poi badante e infine, prima di approdare alla Camera, formatrice di addetti ai call center. Un curriculum in linea con quello della ministra, fino a ieri famosa per avere introdotto «l’obbligo flessibile» delle vaccinazioni, un ossimoro che gettò nel caos medici, scuole e famiglie in un colpo solo. Essere governati, anche sulla salute, da gente così mette i brividi. Prima della Grillo, e dopo il caso Galileo, solo Hitler e Mussolini indagarono sulla comunità scientifica per scremarla in base all’appartenenza politica e religiosa (solo pochi mesi fa, nell’ottantesimo anniversario, i rettori italiani chiesero solennemente scusa per quell’epurazione). Parlare della Grillo e della D’Arrando è tempo perso, non sono attrezzate per capire la gravità di ciò che hanno fatto. Ma certi silenzi istituzionali non sono meno gravi e non mi sorprenderei se illustri accademici accettassero incarichi nel nuovo Consiglio superiore della sanità da un ministro simile (successe, purtroppo, ai tempi delle leggi razziali). Consoliamoci con due massime. La prima è di Albert Einstein: «È più difficile scindere un pregiudizio di un atomo». La seconda, molto calzante, è di un comico americano: «Non dedichiamo abbastanza ricerca scientifica per trovare una cura per cretini».
 
Mattia Feltri, La Stampa
Il Buongiorno di Mattia Feltri sulla Stampa è dedicato alle polemiche contro Salvini reo di aver indossato ‘abusivamente’ un giubbotto dei pompieri. “Senza girarci attorno: Matteo Salvini aveva addosso una giacca dei vigili del fuoco, non una t-shirt di Totò Riina. Che un ministro dell’Interno se ne vada a spasso coi giubbotti dei pompieri o della polizia non sembrerebbe un attentato agli organi istituzionali, piuttosto un gesto d’affetto e sostegno alle sue forze dell’ordine - anche compiaciuto, forse pretestuoso, forse no: è così importante? E invece scandalo e sacrilegio. Un sindacato minore dei vigili del fuoco ha denunciato il ministro per porto abusivo di divisa. Chi ne veste una senza averne i titoli rischia una multa fino a 929 euro, perché può confondere un cittadino bisognoso d’aiuto. Cioè, un tale a cui stava andando a fuoco il granaio poteva scambiare Salvini per un pompiere e chiedergli di spegnere l’incendio. Diciamo che, se non si fa difendere da Bombolo, Salvini ha solide prospettive di assoluzione. Sulla vicenda si sono buttati quelli di Liberi e uguali, e vabbè. Ma ci si è buttato pure Roberto Saviano. Un abuso gravissimo, ha detto. Ora, chi ci segue sa che di Salvini qui si pensa maluccio, per esempio che sia già più indicativa la solidarietà offerta ai gilet gialli reduci da un assalto con ruspa a un ministero di Parigi. Ognuno si concentra su quel che crede, ma definire gravissimo l’abuso di Salvini in divisa rischia di sembrare più pretestuoso di Salvini che la indossa, e una critica pretestuosa indebolisce anche quelle serie, e non promuove l’opposizione ma la faida. Per Salvini si può sempre invocare l’attenuante di essere Salvini, non vorremmo invocare per Saviano l’attenuante di essere Saviano”. 
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