Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Altro parere

Ci˛ che Ŕ fatto a prezzi

Redazione InPi¨ 11/10/2018

Altro parere Altro parere Fulvio Scaglione, Avvenire
Avvenire dedica l’editoriale a firma Fulvio Scaglione al caso Kashoggi. "Se vivessimo in un mondo più o meno normale, oggi tutte le cancellerie occidentali sarebbero impegnate a chiedere chiarimenti e inviare proteste alla casa reale dell’Arabia Saudita. E qualche Governo più deciso degli altri potrebbe magari convocarne l’ambasciatore per avere spiegazioni. Invece quasi tutto tace e, a parte le indiscrezioni lasciate filtrare ad arte dai servizi segreti della Turchia, un silenzio appena imbarazzato accompagna la sorte di Jamal Khashoggi, giornalista assai noto e apprezzato in Arabia Saudita e non solo, visto che di recente era diventato anche editorialista per il “Washington Post”. Donald Trump, grande sostenitore dei sauditi, ha taciuto per giorni e poi si è detto «preoccupato», lasciando a Mike Pompeo, il segretario di Stato, il compito di sfidare il ridicolo e invocare presso i sauditi una «inchiesta accurata» sulla sorte del giornalista. Il problema è che c’è poco su cui indagare. Khashoggi è entrato nel consolato del proprio Paese a Istanbul il 2 ottobre, lasciando la fidanzata turca sul marciapiede ad attenderlo. E non ne è mai uscito perché, fanno sapere i turchi, sarebbe stato ucciso, poi addirittura fatto a pezzi e infine portato via da un commando di quindici agenti arrivati lo stesso giorno su due voli privati decollati dalla capitale saudita Riad. Ci sono i nomi, ci sono i volti, si sa che alcuni di loro fanno parte della guardia personale del principe ereditario Mohammed bin Salman e che con loro viaggiava anche un anatomo-patologo, a quanto pare incaricato di sovrintendere allo smembramento del corpo. Khashoggi, peraltro, non era un fanatico oppositore o , per dire, un qualche sovversivo che voleva minare le basi del regno sunnita-wahabita. Al contrario, era un giornalista sperimentato e, a suo tempo, molto inserito negli ambienti della casa reale saudita. Più volte aveva fatto parte della delegazione ristretta che accompagna il principe nei suoi spostamenti internazionali. Purtroppo per lui, negli ultimi tempi aveva cominciato a manifestare qualche dubbio sulla bontà delle politiche di Mohammed bin Salman. La guerra nello Yemen, che non approda a nulla tra mille atrocità. Il piano per la riforma economica del regno, chiamato “Vision 2030”, che fa acqua. Le purghe ai danni dei notabili sauditi della vecchia guardia. Troppo, a quanto pare. Non l’ha salvato nemmeno il fatto di essersi trasferito negli Usa. Che altro serve per un minimo di sdegno? Soprattutto in America e in Europa, dove la libertà della stampa e dei giornalisti è un bene considerato prezioso e come tale sempre difeso. Invece nulla o quasi, anche da parte dei Governi che pure, or non è molto, hanno duramente criticato la Turchia per i giornalisti messi sotto processo e poi costretti all’esilio. Destino triste, il loro. Ma non come essere fatti a pezzi con una sega in una sede diplomatica. Quanto avviene, o meglio non avviene, in questi giorni riflette a perfezione lo stato delle relazioni internazionali, in cui tutto il gran parlare di diritti e valori non vale per gli ‘amici’ ma solo per i ‘nemici’. E l’Arabia Saudita è un amico troppo importante per tutti”.
 
Andrea Marcenaro, Il Foglio
La rubrica quotidiana Andrea’s Version sul Foglio, firmata da Andrea Marcenaro, prende spunto dalle parole del Papa sull’aborto e, con la consueta ironia, prende di mira le (non) critiche al governo. “Sento un gran nervosismo in giro perché il Papa si è lanciato in un giudizio negativo contro l’aborto. Contro l’aborto. Il Papa di Roma. Chi l’avrebbe mai pensato? E scarsissimo nervosismo invece, anzi, il moltiplicarsi di raffinati dibattiti accademici, su un governo che dà la caccia ai negri, dichiara di voler chiudere i giornali, chiede l’oro alla patria, gioca alla Grande proletaria che si è mossa, indica in quello con le corna Soros l’ebreo e cazzo c’entra perciò col fascismo?”.
Altre sull'argomento
Trump e gli americani in divisa
Trump e gli americani in divisa
Due realtÓ incompatibili
Usa, spaccatura giudiziaria
Usa, spaccatura giudiziaria
I giudici e gli Attorney General
Se torna la vittoria mutilata
Se torna la vittoria mutilata
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Laboratorio di opposte rivoluzioni
Laboratorio di opposte rivoluzioni
Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.