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Altro parere

Un pensiero infame

Redazione InPi¨ 12/09/2018

Altro parere Altro parere Mattia Feltri, La Stampa
Nel suo Buongiorno sulla Stampa, Mattia Feltri parla della politica anti-immigrati di Salvini partendo dalla confessione-choc fatta dallo scrittore Edoardo Albinati, che a giugno scorso, durante un incontro pubblico, aveva rivelato di essere “arrivato a desiderare che morisse qualcuno sulla nave Aquarius». “Ad Albinati – scrive Feltri - il mostro non era venuto fuori lì mentre pronunciava quella frase. Gli era venuto fuori qualche giorno prima, quando l’aveva pensata. Cioè, quando aveva desiderato. Un morto, uno solo, magari un bambino che scenda a gambe in avanti dall’Aquarius, costretta al largo di Pozzallo colma di migranti, perché ci si renda conto dell’enormità di tenere prigionieri dei naufraghi. A enormità, enormità e mezza. Il problema, direbbe chiunque di noi, non è averla pensata, è averla detta. Tutti noi abbiamo pensieri osceni, e il filtro della ragione ci impedisce di tradurli in parole, e se ci scappano di mano cerchiamo di cancellare le tracce, di far sparire il tweet, il post, e se è impossibile chiediamo scusa: non lo penso davvero, io non sono così. Siamo proprio così, invece. È la santa ipocrisia che ci impedisce di apparire come talvolta purtroppo siamo. Ma Albinati ribalta: il problema non è averla detta, è averla pensata. Il problema non è mio Dio che cosa ho detto, semmai mio Dio che cosa ho pensato. Mio Dio, c’è l’abisso persino dentro di me. Quando crediamo di essere circondati dal peggio, rispondiamo con il peggio. Riconoscere il mostro è uno choc e un antidoto. Albinati parla di sé, forse anche perché qualcosa parli a noi”.
 
Alessandro Sallusti, Il Giornale
Il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, taccia di mafiosità il vicepremier Luigi Di Maio, che ieri ha annunciato di volere tagliare la pubblicità delle grandi aziende statali ai giornali e alle tv che odiano il M5s. “È nervoso il ragazzo – scrive Sallusti -. In tre mesi Salvini l’ha raggiunto e scavalcato nelle intenzioni di voto degli italiani, sull’Ilva ha dovuto arrendersi tradendo la promessa fatta ai pugliesi, il vero reddito di cittadinanza si allontana ogni giorno di più, Tav e Tap si faranno, alla faccia loro. E, come se tutto questo non bastasse, il suo ex socio Alessandro Di Battista gli sta scavando la fossa attorno, pronto a sostituirlo al momento opportuno. È nervoso il ragazzo, ed anche stupido nel senso letterale della parola, cioè «rivela scarsa intelligenza». Pensa di risolvere i suoi non pochi problemi ricattando chi si permette di svelare le sue bugie, evidenziare le contraddizioni, segnalare la sua ignoranza della lingua e della geografia, la comicità dei suoi ministri. Voi mi criticate? Io farò in modo di togliervi la pubblicità di Eni, Enel, Ferrovie e quant’altro, cioè vi creo un danno economico rilevante. Per Di Maio le società pubbliche sono roba sua e del suo partito. Quello della «cosa nostra» è un concetto mafioso del potere e Di Maio non ne fa mistero: toglie la pubblicità da giornali e tv non per l’efficacia o meno della comunicazione ma «perché mi odiano», quindi per quell’«interesse personale» che ben definisce la parola «mafioso». Tutto questo ci spaventa? Per niente. I Cinquestelle sognano un’informazione gratuita e senza pubblicità, cioè quella prodotta nei laboratori della Casaleggio & Associati e distribuita a piene mani. Mi spiace per loro, ma noi rimarremo come sempre al fai-da-te, con o senza pubblicità pubblica”.
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