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De Masi: Salvini si sta mangiando il M5s

Giuseppe Alberto Falci, Corriere della Sera, 4 luglio

Redazione InPi¨ 06/07/2018

Domenico De Masi Domenico De Masi «Con il decreto dignità si rischia di aumentare la disoccupazione». Questa è la premessa di Domenico De Masi, sociologo del lavoro ma anche uno degli studiosi più aperturisti verso il M5s, intervistato sul Corriere della Sera da Giuseppe Alberto Falci. Professor De Masi, dopo la premessa c’è lo svolgimento. Perché non la convince la misura del governo a firma Luigi Di Maio? «Mi servo di un esempio per spiegare cosa sta succedendo. Mio padre era un medico ed è deceduto in età abbastanza giovane perché ebbe contemporaneamente il diabete e la nefrite. Curando la prima, lo distrusse la seconda. Ecco l’Italia si trova in questa situazione». Tutto questo cosa c’entra con il decreto dignità? «Da anni il mercato del lavoro è entrato nel tunnel della precarietà. È passato il seguente concetto: meglio avere un lavoretto per qualche giorno piuttosto che restare a spasso. Questa medicina contrasta con il tunnel della precarietà». Cosa avrebbe dovuto fare Di Maio? «Al suo posto avrei puntato sul modello tedesco». In cosa consiste? «Non propongo nulla di utopistico. In Germania hanno puntato su due fattori: ridurre il numero di ore lavoro e incrementare la produttività». Può essere sufficiente? «Certo. Così i tedeschi sono usciti dal tunnel della precarietà raggiungendo un livello di occupazione pari al 79%. Il ragionamento è semplice: se diminuisco il monte ore lavoro pro-capite di conseguenza allargo il numero di persone occupate. In Italia invece si procede sempre in altra direzione e la percentuale degli occupati a tempo indeterminata è ferma al 58%». E allora perché non gliel’ha consigliato al ministro del Lavoro? «Certo che l’ho fatto. Ai Cinque Stelle ho anche fornito una ricerca che verteva proprio sul modello tedesco, pubblicata da Marsilio. Titolo: Il lavoro nel 2025». Nel decreto dignità non c’è traccia del reddito di cittadinanza, una norma sbandierata in campagna eletto rale. «Invece è importantissimo. Un tempo un lavoratore entrava in Fiat a 20 anni e ne usciva a 60 anni. Oggi lo stesso lavoratore entra ed esce più volte dal mondo del lavoro per questo motivo necessita del reddito di cittadinanza. Senza quest’ultimo quando non ha un’occupazione muore di fame». Però il ministro dell’Economia Tria tiene chiuse le casse dello Stato. «Scusi, ma se i soldi se ci sono per la flat tax per quale motivo non si trovano per il reddito di cittadinanza?». Non crede che l’eccessivo protagonismo di Salvini stia eclissando Di Maio? «Salvini si sta mangiando il Movimento. I Cinque Stelle sono un mucchio di sabbia, sono friabili, meno compatti, rischiano di sgretolarsi. La Lega invece ha una tradizione territoriale e di governo». È stato un errore allearsi con la Lega? «Lo dissi a suo tempo: meglio il Pd».
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