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Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 19/04/2018

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Nava (Consob): Siamo all’anno zero, dobbiamo risvegliare il risparmio
La Consob è all’anno zero. Ora occorre risvegliare il risparmio. Lo spiega il prossimo (da lunedì) presidente della Consob, Mario Nava intervistato da Marco Zatterin per La Stampa. La Consob non è uscita bene dalla Commissione parlamentare sulle banche. E adesso? «Prendo la guida della Consob in un momento di bassa reputazione. Il lavoro della Commissione d’inchiesta va studiato a fondo per vedere cosa fare per migliorare il nostro operato, a cominciare dalle relazioni con Bankitalia, Ivass e Tesoro. Si richiede un salto di qualità di cui credo tutto il nostro personale abbia voglia». Che vuol dire «essere più autorità di mercato»? «Privilegiare l’intervento preventivo rispetto a quello sanzionatorio ex post. Servono relazioni continue, istituzionali e stabili coi partecipanti al mercato. Intendo creare un gruppo in cui chiamerò i principali operatori, le banche, i consumatori, le aziende quotate, gli emittenti di titoli, gli intermediari. Si tratta di ragionare e vedere assieme cosa è meglio per tutti». Il parlamento del mercato? «Un gruppo di parti interessate con un flusso di informazioni bidirezionale. Mi aspetto che loro ci dicano cosa non funziona. Noi dobbiamo dire loro che cosa va migliorato. Riunioni ogni 6-8 settimane. Vorrei presiedere la prima, ma poi dovrebbero farlo loro». Come valuta Piazza Affari? «Non è all’altezza dell’economia nazionale, che è la sesta nel mondo, mentre i mercati finanziari sono solo al diciottesimo posto. Urge ridurre questo divario. Ma il problema non è solo questo. La questione centrale è dare agli investitori un’alternativa per finanziarsi rispetto al canale bancario. Passare dal bancocentrismo - sistema meno stabile, soprattutto in tempi di crisi - al mercatocentrismo».
 
Brunetta: Salvini si rimangi il veto su Pd. Di Maio dice stupidaggini
Salvini si rimangi il veto sul Pd. E’ l’invito rivolto da Renato Brunetta, ex capogruppo forzista alla Camera, in un’intervista ad Alessandro Di Matteo per La Stampa. Renato Brunetta, il leader M5s insiste: per loro il centrodestra non esiste, parlano solo con la Lega... «La dichiarazione di Di Maio è falsa, sia in punta di diritto che dal punto di vista politico. È la legge a prevedere le coalizioni. Nel caso del centrodestra, l’alleanza ha vinto più di 170 collegi uninominali alla Camera proprio come coalizione. La coalizione non è scindibile. Io sono stato eletto nel mio collegio di San Donà per la coalizione, non per FI, o per la Lega o per FdI. Quindi, dal punto di vista giuridico Di Maio dice una fesseria. E dal punto di vista storico il centrodestra esiste dal 1994, ha governato quasi dieci anni su venti. Quindi una doppia stupidaggine. E la coalizione di centrodestra esiste in Friuli e in Molise (dove si voterà rispettivamente il 29 e il 22 aprile, ndr). Di Maio è fuori dalla realtà». Ma anche nel 2013 c’era una coalizione tra Pd e Sel, che poi si ruppe dopo le elezioni: i democratici formarono un governo con il centrodestra e Vendola restò all’opposizione... «Certo, ma quella coalizione si è rotta autonomamente, nessuno ha detto “tu sì, tu no”. E si tennero il premio di coalizione (che dava al centrosinistra la maggioranza alla Camera, ndr), pur avendo rotto l’alleanza». Di Maio spera che accada la stessa cosa...«Sì, ma non può dire che la coalizione non esiste e che lui parla solo con la Lega. E poi: nessuno parla di FdI, ma ci so- no anche loro nella coalizione. Io non ho nulla in contrario a fare un governo con il M5s, purché sia di tutto il centrodestra che ha vinto le elezioni. Ma non è accettabile un governo Lega-M5s che discrimini tanto FI che FdI. Allo stesso modo, aggiungo, è sbagliato il veto di Salvini nei confronti del Pd. Nessuno nel centrodestra ha mai deciso questo veto, lo ha deciso Salvini».
 
Virzì: Il blitz in sezione lo farei anche con il M5S
Il blitz fatto nella sezione Pd lo ripeterei nache con il M5S. Lo afferma il regista Paolo Virzì intervistato da Marco Gasperetti per il Corriere della Sera. Allora, Paolo Virzì l’ha rinnovata la tessera del Pd? «Fake News, mai avuta la tessera del Pd. Solo quella del Pci. Mi iscrissi nel 1989 dopo la Bolognina perché m’interessava assistere al dibattito che era in corso in quel momento». Perché è andato al circolo Ostiense del Pd? «Per iscrivermi a parlare e per provare a dir qualcosa». Ed è stato durissimo col Pd... «Ho solo discusso, fatto proposte, criticato». Lei è contrario a un’eventuale alleanza tra Pd e M5S? «Ma che ne so, io faccio un altro lavoro». Sul veto di Renzi a un eventuale accordo con i grillini che ne pensa? «Non si può che capire umanamente. Renzi ha la tentazione di dire “ve l’avevo detto che si finisce nella palude: adesso sbrigatevela voi”». Lei è spesso critico con i 5 Stelle. Governano la sua città natale, Livorno. «Su Livorno non posso dare un giudizio accurato perché manco da troppo tempo. Su quelli di Roma dico che sono una presenza invisibile. Non demonizzo il ‘grillismo’, ho tanti amici che l’hanno votato, spesso per rabbia, a volte per vendetta. Qualcuno ha riposto in loro la propria disperata speranza». Che idea si è fatta sui grillini come movimento nazionale? «Che sono un mistero, un grande enigma e sarei molto curioso di capire quale sono davvero le loro proposte oltre la propaganda, i programmi che scrivono e poi cambiano in corsa dopo il voto. E sarei curioso anche di assistere alle loro riunioni, andare nelle loro sezioni a ficcare il naso». E perché non ci va? «Perché le loro decisioni politiche non vengono prese all’interno di organismi osservabili e trasparenti». 
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