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Altro parere

Centrodestra e 5 Stelle per superare l'impasse

Redazione InPi¨ 12/04/2018

Altro parere Altro parere Valerio Castronovo, Sole 24 Ore
L’Italia sta dando chiari segnali di ripresa economica, “Ma sul nostro Paese e sul suo futuro gravano pur sempre, come sappiamo, numerose ipoteche”. Lo scrive Valerio Castronovo in un editoriale sul Sole 24 Ore nel quale spiega un governo che Centrodestra-5 Stelle servirebbe a superare l’impasse. “Eppure, non soltanto sono sopravvissute certe mirabolanti promesse formulate durante la campagna elettorale dal movimento pentastellato e dalla Lega, che risultano per lo più incompatibili rispetto alle risorse disponibili e ai nostri impegni con l’Unione europea, ma sono rimasti largamente assenti nel confronto tra le due forze d’impronta populista uscite vincenti dalle urne, altrettante questioni cruciali e ineludibili: come ridisegnare in pratica regole e istituzioni pubbliche per favorire la crescita e gli investimenti di carattere produttivo; come ridurre concretamente il persistente divario economico e le diseguaglianze sociali fra il Sud e il Centro-Nord; come potenziare ricerca e innovazione per rafforzare le filiere tecnologiche delle imprese; come razionalizzare il regime fiscale e semplificare le procedure della pubblica amministrazione; come puntare di più su ambiente, cultura e logistica per creare nuove opportunità di sviluppo; come agevolare la crescita dimensionale delle Pmi e il consolidamento del loro impianto finanziario; e non certo, da ultimo, come creare strutture efficienti e diffuse per una formazione permanente al fine di aumentare un’occupazione qualificata e di scongiurare l’emarginazione di tanti giovani dal mercato del lavoro. D’altra parte, solo se giungiamo al più presto a fare i conti con la realtà, per quella che è effettivamente, sarà possibile anche avere voce in capitolo nel corso dell’appuntamento del Consiglio europeo in agenda per il prossimo giugno, quando si tratterà di riorientare la politica europea su alcuni importanti dossier e di tracciare le direttrici di marcia della Ue in uno scenario mondiale multipolare e interconnesso ma esposto adesso al pericolo di uno scontro militare in Siria fra gli Usa e la Russia. Perciò si spiega quanto sia urgente che, in una situazione in cui il Partito democratico si è autoescluso dall’eventualità di un appoggio esterno a un nuovo esecutivo, il Movimento 5S di Luigi Di Maio e lo schieramento di centro-destra capitanato da Matteo Salvini pongano fine a uno sterile braccio di ferro, a suon di diktat e di veti incrociati, e assicurino una guida al Paese in base a un programma di governo realistico ed efficace in un quadro di riferimento europeo. Altrimenti finirebbero per aggravarsi certi cronici nodi economici e sociali e ne risentirebbero intanto le posizioni e le quotazioni politiche dell’Italia in uno scacchiere internazionale denso di incognite”. 
 
Maurizio Crippa, il Foglio
La lettera di circa 500 donne del Pd che rivendicano di non fidarsi più ai vertici del partito è il tema del ‘Contro Mastro Ciliegia’ quotidiano sul Foglio firmato da Maurizio Crippa e intitolato: ‘Quattrocentosessanta donne (in più) nell’abisso del Pd’: “Devo confessare, per quel che mi interessa della politica italia- na, di recente, non ci vedo il quid e il casus belli. Però, a occhio, mi pare che il Pd, inteso il partito già e non più di Matteo Renzi, abbia altre gatte da pelare. Dal che fare con Giggino di Maio al ‘ritorno nelle periferie’, che sarebbe stato un bel titolo per Jack London, ma per Maurizio Martina sembra davvero sprecato. Però, che in tutto quel bailamme che hanno, ci siano quattrocentosessanta donne del Pd (460, che oggi come oggi sono quasi metà dell’elettorato) che si schierano contro i vertici Pd con un manifesto intitolato “TowandaDem” e si scagliano contro il dominio maschile (ma perché non chiamarlo patriarcale, che almeno viene anche la Boldrini con Asia Argento?) fa effettivamente ridere. ‘Il Pd è sovrastato nella rappresentanza femminile parlamentare dal M5s e dalla destra’, scrivono. “Un gruppo dirigente sempre più chiuso e muto si trincera in delegazioni e ‘trattative’ di soli uomini’. Una volta si trinceravano nei cinema, per soli uomini. Infine un perentorio: ‘E’ arrivato il momento di passare dalle promesse alle azioni. Vogliamo essere protagoniste della necessaria fase costituente del Pd a cominciare dall’effettiva rappresentanza paritaria ad ogni livello’. Insomma, di quei machisti ammosciati à la Franceschini non si fidano più. Bene, avranno anche ragione, e il contributo delle donne non lo staremo certo a mettere in dubbio. Ma appunto, per come sono messi, i dem, si può dire questo, senza passare per Weinstein? Se nel disastro abissale in cui il Pd sta precipitando siano in maggioranza i maschi, le femmine, o se siano invece in perfetta parità di gender, chissenefrega?”.
 
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