Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

Oggi hanno detto

Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 09/02/2018

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Di Battista: Non mi pento, italiani si assumano proprie responsabilità
Nessuna marcia indietro, anzi. Sul termine ‘rincoglioniti’ Alessandro Di Battista rincara e chiede agli italiani di assumersi le proprie responsabilità per il voto. L’esponente grillino lo spiega in un’intervista a Emanuele Buzzi per il Corriere della Sera. Come mai ha usato una affermazione così dura? «Ci sono in Italia tante persone che si lamentano ma non hanno ancora la forza di cambiare. Credo che sia troppo comodo prendersela esclusivamente con i politici. Il nostro è un Parse che è stato poco a poco anestetizzato dalla vecchia politica e dai media». Non si è pentito di quello che ha detto? «Io non mi pento mai delle mie idee, soprattutto quando ho il tempo di spiegarle meglio. E non mi scuso. Credo che gli italiani si debbano assumere le loro responsabilità. E io non parlavo di dare il voto al Movimento: non mi permetterei mai. Ognuno voterà chi vuole, ma la partecipazione alla vita politica è fondamentale comunque la si pensi». A qualcuno ha ricordato Berlusconi quando insultò chi vota a sinistra. «Ho detto una cosa diversa. Comunque questo è un Paese che si scandalizza di più per una frase detta di fronte a 500 operai a rischio disoccupazione piuttosto che alla presenza politica di un uomo come Berlusconi». Voi parlate di convergenze post-voto. Intendete che siete pronti a un governo di scopo? «Certi termini io li lascio agli opinionisti della politica. Qualora dovessimo avere incarico di governo manderemmo messaggio chiaro per convergere su alcuni temi per il bene del Paese».
 
Renzi: Spari razzisti, ma non è terrorismo
Traini è un razzista ma non un terrorista. E Salvini si comporta squallidamente. Lo afferma il segretario Pd, Matteo Renzi intervistato da Stefano Cappellini per la Repubblica. Segretario Renzi, il sindaco di Macerata ha chiesto di sospendere ogni manifestazione in città, con il risultato di equiparare il corteo democratico indetto dall’Anpi e i presidi neofascisti. Non è un grave errore rinunciare alla piazza? «Quando accadono fatti così gravi il compito di un sindaco è quello di abbassare i toni. E recuperare un clima di tranquillità. Sono vicino al sindaco di Macerata Romano Carancini e non solo perché è un bravo sindaco. Ma perché so come ci si sente, ci sono passato anche io. Dicembre 2011, piazza Dalmazia, Firenze: un neonazista uccide Mor e Modou, due ragazzi senegalesi. Motivo: razzismo. Ancora oggi ci sono dei momenti in cui sogno quei giorni. Se il Sindaco Carancini ha fatto quell’appello, noi stiamo con lui. Nessuno rinuncia alla piazza antifascista, ma se viene fatta a Roma anziché a Macerata, con il consenso dell’Anpi, non ci vedo nulla di male. Eviterei di fare polemica anche su questo». Dice Delrio: “Siamo alla vigilia di una stagione neofascista, la politica non può tacere”. Se ha ragione lui, lei sta sottovalutando il rischio. «Non parlo di terrorismo, misuro le parole. Non ho parlato di guerra dopo il Bataclan, non parlo di terrorismo oggi. C’è un fatto di cronaca terribile causato dall’ideologia neonazista. Va perseguito il colpevole e combattuto una battaglia per sconfiggere questa cultura di morte. Dire che il Pd sottovaluta non è ingeneroso: soprattutto è falso. Ma a differenza degli altri non soffiamo sul fuoco delle polemiche. Perché siamo responsabili. E non ha senso alzare le tensioni per lucrare mezzo punto di consenso nei sondaggi».  Salvini attacca il Pd ogni giorno. Lei tiene un profilo basso perché teme di perdere voti sul tema dei migranti? «L’atteggiamento di Salvini è inqualificabile. Se proprio si deve qualificarlo, la parola giusta è squallido. I fatti: un esponente della Lega prende una pistola e spara a sei ragazzi di colore. E spara alla sede del Pd di Macerata. Anziché tacere, Salvini che fa? Getta la responsabilità sul Pd, tanto va di moda darci la colpa di tutto. Squallido, appunto. Tuttavia non lo inseguo nella sua lucida follia. Non lo considero il mandante morale e non lo etichetto come corresponsabile. Dico, più semplicemente, che chi ha sbagliato deve pagare. E che se si vuole trarre un giudizio politico: con quale credibilità afferma di essere in grado di controllare il territorio uno che non riesce a controllare i propri candidati?». Minniti sostiene di aver deciso la stretta sugli sbarchi perché prevedeva un caso Traini. Da sinistra lo accusano di leghismo. «In un Paese normale quando accadono certi fatti si condanna l’evento e ci si stringe intorno alle istituzioni. Vivisezionare le parole del ministro dell’Interno per far polemica contro il governo è allucinante. Recuperiamo serenità di giudizio, per favore. Minniti sta facendo un ottimo lavoro».
 
Calenda: Bene la vendita di Ntv ma la quotazione era meglio
La vendita di Ntv al fondo Usa Gip è positiva ma la quotazione sarebbe stata un’opzione migliore. Lo sottolinea il ministro per lo sviluppo economico, Carlo Calenda, intervistato da Marco Zatterin per La Stampa. Ministro, resta che nella difesa dell’opzione «Borsa» si potrebbe vedere la voglia di tutelare la «vostra» Trenitalia. «Figuriamoci! Io credo che l’azionista di Italo debba rimanere privato. Penso solo che sarebbe stato bello se gli azionisti avessero mantenuto una quota per continuare a partecipare allo sviluppo successivo dell’azienda». Un passo indietro. l’Italia è stata la prima ad aprire l’alta velocità alla concorrenza. Bilancio positivo? «È un esempio di scuola per spiegare che la concorrenza è importantissima. Si è aperta la porta a un grande investimento industriale nel settore dei servizi che dà lavoro a tanti, ha avuto effetto sui costi e sulla qualità del servizio per i cittadini. Essere stati i primi è stato un vantaggio. Sbaglia chi non lo ha fatto». Trenitalia deve preoccuparsi per il concorrente americano, nuovo e dinamico? «Per nulla. Non si può dire che Italo non fosse dinamico. Gpi è un investitore finanziario - in questo caso non un avvoltoio - abituato a investimenti di lungo periodo. Resta però un investitore finanziario. Gli imprenditori per me sono sempre preferibili nella gestione di un’azienda. Per questo Padoan ed io auspicavamo rimanessero dentro gli imprenditori perché avrebbero continuato a guidare come hanno fatto fino a adesso bene anche in condizioni difficili».
Altre sull'argomento
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Oggi hanno detto
Oggi hanno detto
Interviste da non perdere
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.