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Interviste da non perdere

Redazione InPił 12/01/2018

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Cofferati: LeU alternativa al Pd
«Siamo alternativi al Pd, se facciamo l’accordo rischiamo di non apparire coerenti». Lo dice Sergio Cofferati, ex segretario generale della Cgil, ora (probabile) candidato con Liberi e Uguali, a Matteo Pucciarelli, su Repubblica. Bocciando la possibile intesa con il Pd in Lombardia e Lazio. Mai e poi mai? «Con Zingaretti la sinistra governava già e quindi la situazione è più complessa e siamo alle prese con una contraddizione. Penso che un eventuale accordo dovrebbe avere delle valide ragioni programmatiche. Che però non mi pare di vedere neanche lì». Renzi dice: votare Leu fa vincere la Lega. Come risponde? «Il Pd non è più un partito di sinistra, ma di centro. E il richiamo al voto utile è una solfa ripetitiva. Comunque il favore alla Lega lo fa proprio il Pd quando dice che legge Fornero e Jobs act non sono riformabili». Ma non è che il giorno dopo il voto Leu si spaccherà? Già adesso sulle regionali le fibrillazioni sono molte. «Penso che al nostro interno si senta il peso delle storie pregresse e questo crea dialettica e tensioni. Il giorno dopo le elezioni andrà fatto uno sforzo per far partire una storia nuova, mettendo da parte il vissuto precedente di tutti».
 
Cesa: riporteremo alle urne molti delusi
Lorenzo Cesa, segretario Udc, non guarda (ancora) a possibili incarichi ministeriali. E nei primi 100 giorni di governo, sottolinea a Michele Di Lollo su Libero, promette sburocratizzazione per le imprese e aiuti alla famiglia. Lo scudo crociato ha ancora appeal tra i giovani? «Io credo proprio di sì. L’ho notato in Sicilia. Soprattutto tra la gente che ha dai 30 anni in su. Persone che hanno ricordi del simbolo e hanno ereditato dai loro genitori la storia della Dc». Una lunga storia… «Sì, tra i miei ho notato questo. Molti ragazzi e ragazze si sono candidati con noi perché figli di democratici cristiani. Avevano contezza che lo Scudo voleva dire difesa dei valori e concretezza». Cosa promettete ai ragazzi? «Basta con la politica dell’illusione. Bisogna parlare il linguaggio della responsabilità. Fare poche promesse, ma poi le poche promesse che uno fa deve mantenerle. I temi cari ai giovani sono: occupazione e speranza di poter svolgere in questo Paese un lavoro». Programma in breve: nei primi 100 giorni? «Occorre fare una forte azione di sburocratizzazione e semplificazione perché se oggi un ragazzo vuole dare vita a una start-up impiega mesi. Essere più concreti possibili per agevolare l’impresa e sostenere la famiglia». Chiederete ministeri? «Innanzitutto bisogna vincere. Per ora è un tema secondario. Ci batteremo fortemente per vincere. Il nostro polo formato dall’Udc con lo Scudo crociato insieme a Noi con l’Italia darà una forte mano al centrodestra alle prossime elezioni».
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