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Colpo fatale sul cammino della pace

Sintesi degli editoriali dei principali quotidiani

Redazione InPi¨ 06/12/2017

Colpo fatale sul cammino della pace Colpo fatale sul cammino della pace Bernardo Valli, Repubblica
“La decisione americana di spostare l’ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme e il riconoscimento di quest’ultima come capitale di Israele infliggono un colpo fatale a una ripresa del processo di pace”. Ne è convinto Bernardo Valli, che su Repubblica bolla l’annunciata iniziativa di Trump come “un’inutile provocazione”. “La questione di Gerusalemme – spiega Valli - sonnecchiava nella tormentata ma trascurata crisi israelo-palestinese. Ora la mossa Usa rende rovente il problema della città tre volte santa. Ogni sei mesi, il presidente americano deve decidere se rinnovare la deroga a una legge del ‘95 che impone di installare la rappresentanza diplomatica a Gerusalemme. La scadenza era lunedì. Trump non ha avuto la stessa preoccupazione dei predecessori e dei governi dei Paesi che mantengono le loro ambasciate a Tel Aviv”. Il motivo di tanta preoccupazione è che “lasciando aperta la questione di Gerusalemme si lascia uno spiraglio per avviare nuovi negoziati, risolvendola con una decisione unilaterale si rende superflua di riflesso anche la trattativa per i due Stati”. Inoltre, “la mossa di Trump rischia di sconvolgere ancora di più la situazione mediorientale. L’ostilità tra l’Arabia Saudita, sunnita, e l’Iran, sciita, ha creato un’alleanza tra la prima e Israele, massima potenza militare della regione e quindi un appoggio prezioso nel confronto con Teheran. La questione di Gerusalemme getta adesso un’ombra su quel sodalizio. Non sarà facile al principe Salman far accettare la decisione di Trump ai musulmani integralisti. Non sarà facile neppure per le altre capitali musulmane mantenere la calma delle masse religiose”.
 
Paolo Lepri, Corriere della Sera
Sul Corriere della Sera Paolo Lepri esprime un giudizio più sfumato. L’annunciata decisione di Trump, scrive Lepri, “è uno strappo, anche doloroso, e come tutti gli strappi può produrre nuove, imprevedibili lacerazioni, oppure può essere ricucito in maniera quasi invisibile. Ma c’è anche la possibilità che il tessuto venga sostituito da uno più forte, in grado di resistere maggiormente all’usura del tempo”. Certo, è una “scelta azzardata”, che “può cambiare tutto, anche in un mondo nel quale il conflitto israelo-palestinese aveva perso la sua dimensione centrale”, e tuttavia “bisogna riconoscere che la soluzione dei due Stati nei modi ipotizzati in questi ultimi anni è una formula che la realtà dei fatti ha reso inconsistente. Il piano, affascinante sulla carta, ma non in quella geografica - sostiene Lepri - poteva essere uno scenario praticabile all’epoca dei No di Arafat a Bill Clinton, prima che le esigenze di sicurezza di Israele si scontrassero sempre di più con l’instabilità aggressiva dei suoi vicini, con il gioco pericoloso compiuto dai principali attori del Medio Oriente, con l’espandersi della presenza ebraica nei territori occupati nel ‘67. Riusciranno le onde anomale provocate dallo strappo di Trump a provocare un chiarimento, costringendo tutti, sulla scia dell’emergenza, a lavorare su nuove proposte? Non è escluso. Lo scenario più terribile, che non vogliamo nemmeno immaginare, sarebbe invece quello di sfruttare un eventuale aggravamento della situazione per compiere altre azioni unilaterali o giri di vite ingiusti nei confronti di tanta popolazione, lontana dal terrorismo, che vive in questa terra divisa”.
 
Marcello Sorgi, La Stampa
“L’accelerazione decisa in conferenza dei capigruppo a Palazzo Madama sul Biotestamento ha sollevato più di un mugugno, soprattutto da parte di Forza Italia, per una ragione molto semplice: il vero calendario che interessa tutte le forze politiche ormai è quello delle polemiche politiche che stanno animando la campagna elettorale, partita da tempo con gran frastuono”. Lo scrive Marcello Sorgi sulla Stampa, sostenendo che il “il timore di molti, e soprattutto degli avversari di Renzi, è che due giorni di dibattito sul fine vita possano  distogliere l’attenzione dei media dalle vicende di Banca Etruria, con la nuova inchiesta su Boschi padre e le reazioni della figlia Maria Elena, e dagli sviluppi del lavoro della commissione d’inchiesta sulle banche, anch’essa un po’ in affanno nelle ultime settimane di vita della legislatura e alle prese con quali e quanti testimoni convocare”. “Tenere Renzi, Boschi e il Pd sotto pressione – secondo Sorgi - serve infatti a impedirgli di chiudere l’accordo con Pisapia (che non si accontenta del testamento biologico e continua a pretendere anche l’approvazione dello Ius soli, per la quale mancano i numeri). Seppure la maledizione di Banca Etruria dovesse dissolversi, ma non è questa l’aria, non è detto tuttavia che l’intesa tra Pd e Campo progressista si realizzi così facilmente. Perché le vere riserve dell’ex sindaco di Milano non riguardano soltanto il calendario dei lavori parlamentari, piuttosto il dubbio che Renzi, di fronte a un assai probabile risultato incerto delle elezioni, consideri l’ipotesi di fare un governo con Berlusconi, niente affatto tramontata”.
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