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Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 04/12/2017

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Marina Berlusconi: Attenti agli eccessi dei giganti di internet
Occorre fare attenzione agli eccessi dei giganti di internet e bisogna poter competere ad armi pari. E’ un attacco frontale alle cosiddette Big five, quello di Marina Berlusconi, intervistata da Luca Ubaldeschi per la Stampa. Da che cosa nasce l’allarme? «Con l’aiuto della Casa Bianca di Obama, il mondo delle Big Five era riuscito ad accreditarsi come sinonimo di libertà e modernità. Chi osava suggerire qualche limite veniva tacciato di oscurantismo. Non discuto capacità imprenditoriali, lungimiranza e coraggio di coloro che questi giganti hanno fondato e sviluppato, personaggi che segneranno la storia. Ma se oggi i Cinque Grandi del web sono le maggiori società mondiali per valore di Borsa è anche perché hanno potuto operare in un contesto del tutto privo di regole». Non crede però che l’atteggiamento stia cambiando? «Mi pare si continuino a sotto- valutare le implicazioni economiche, politiche e sociali, di cui fatico perfino a immaginare la portata. E’ un mondo che va governato, prima che tanta potenza ci sfugga di mano». Governare vuol dire intro- durre la discussa web tax? La figlia di Silvio Berlusconi chiede una nuova tassa? «Non parlo solo di questo. Ma le pare accettabile che l’anno scorso Amazon abbia versato al fisco italiano 2,5 milioni di euro e Facebook neppure 300 mila? E poi ci sono i comportamenti ‘disinvolti’ delle multinazionali del web, sanzionati da multe miliardarie, ci sono le decine di cause - in Italia Mediaset ha fatto da apripista - sull’utilizzo di contenuti e copyright. Senza dimenticare che di questi campioni di modernità e trasparenza si sa ben poco: in Italia Amazon non fornisce dati di vendita, idem Google e compagnia». Ma non pensa che anche Mondadori, nel suo ruolo di leader, avrebbe potuto essere più intraprendente prima, invece di invocare barriere oggi? «Innanzitutto, considero il digitale importante, ma sempre strettamente connesso all’attività editoriale. Non vedo una Mondadori che fa e-commerce di viaggi. Per il resto, mi pareva ci accusassero di essere fin troppo intraprendenti. Dopo l’acquisto dei libri Rizzoli, l’Antitrust ci ha imposto di cedere due case editrici, Marsilio e Bompiani».
 
Bonino: Pronta a digiuno politico per abbattere il muro delle firme
Una battaglia come sempre condotta sulla sua pelle: stavolta per ottenere la modifica del Rosatellum che impone ai partiti non presenti in Parlamento di raccogliere 50mila firme in poco più di un mese nei 63 collegi plurinominali. «Una follia» denuncia la promotrice della lista +Europa. «Come scalare l’Everest con le scarpe da tennis».  Così Emma Bonino intervistata da Giovanna Vitale per la Repubblica. A che punto siete, Bonino? «Per il momento abbiamo investito un sacco di tempo a informare tutti i livelli istituzionali. E nessuno che mi abbia risposto: “Hai torto, non se ne parla”. Tutti assolutamente consapevoli che questa legge, che esclude soltanto noi, fatta per chi ha già santi in Parlamento, viola i principi di fondo della democrazia». In che senso li viola? «La legge elettorale prevede 6 mesi per raccogliere le firme. Ma qua 6 mesi non ci sono e nemmeno i moduli del Viminale, per di più in una situazione che è kafkiana, visto che non si sa manco quando si vota. Alla fine avremo 4-5 settimane, con metà Italia sotto la neve. Tra l’altro per gli stessi motivi nel 2012 fu fatto un decreto che riduceva la firme». Dal Pd a Mdp in tanti si son detti disposti a darvi una mano.  «Ma qui non si tratta di offrire aiuti sotto banco, aumma aumma, è una lotta per i diritti e le regole democratiche, inclusa la possibilità di ricorrere alle firme digitali, come da direttiva Ue disattesa dall’Italia». E quindi, ora che farete? «Oggi ci vedremo con Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova per decidere le iniziative non violente». Pensa anche al digiuno? Nelle sue condizioni non è rischioso? «Vedremo cosa diranno i medici».
 
Speranza: Alle urne sfideremo il Pd in ogni collegio
Il neo movimento Liberi e Uguali sfiderà il Pd in ogni collegio contando di vincere perché “siamo dalla parte giusta”. Così Roberto Speranza intervistato da M. Gu. per il Corriere della Sera in occasione dell’investitura di Piero Grasso a leader del movimento.  Le dispiace aver dovuto fare un passo indietro? «In quella sala che ha visto numeri incredibili, 3.500 persone dentro e 1.500 fuori, noi tutti abbiamo fatto un passo avanti. Sono contento, è andata proprio come l’avevo sognata, perché il progetto che avevamo in testa dall’inizio è finalmente forte e cammina». A 38 anni lei è il coordinatore di Mdp, Grasso ne ha 72. «Io non ho mai creduto nello scontro tra generazioni. La mia si è formata negli anni degli attentati a Falcone e Borsellino, e vedere Grasso con noi ci dà gioia. Non c’è niente di più bello che fare politica sapendo di essere dalla parte giusta». Puntate al 10%? «Siamo molto ottimisti, c’è uno spazio politico enorme per costruire una forza popolare vera, radicata. Non ci candidiamo per partecipare, ci candidiamo per vincere, per essere la vera sorpresa politica di queste elezioni». In campo ci sono già Berlusconi, Grillo e Renzi. Non è Davide contro Golia? «Le proposte in campo credo non soddisfino gli italiani. Berlusconi torna dopo vent’anni, Renzi ha tradito i valori del centrosinistra e poi c’è Grillo, incapace di trasformare la rabbia in proposta».
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