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Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 13/11/2017

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Veltroni: devo constatare che dividersi è fisiologico per la sinistra
«Ho cercato in ogni modo di creare un partito di massa che non nascesse da una scissione, come sempre accade a sinistra, ma da un incontro. Devo constatare invece che per la sinistra è fisiologico dividersi e farsi del male». Il direttore di Libero, Pietro Senaldi,  fa il punto con Walter Veltroni sulla situazione problematica del Pd e della sinistra italiana. C’è un ritorno dell’antiberlusconismo. Può essere, al solito, il collante giusto? «Sarebbe un errore. Un caposaldo del mio progetto era il superamento di una sinistra che si basasse sull’antiberlusconismo. Tra i miei sbagli forse c’è pure questo. Se avessi continuato con lo schema della contrapposizione ideologica avrei avuto meno problemi .Ma non è nella mia natura». C’è una demonizzazione a sinistra di Cinquestelle e della destra populista: chi la spaventa di più? «Non ragiono così. M5S, Lega, Fdi esprimono culture che hanno pieno diritto di cittadinanza nel dibattito politico. Nessuna di queste forze ha progetti dittatoriali. Quello che mi preoccupa è la continua evocazione della paura, un mostro facile da cavalcare ma difficile poi da governare».
 
Rosato: dopo il confronto elettorale si deciderà chi va a Palazzo Chigi
«Non solo sono ottimista, ma siamo impegnati per superare le difficoltà che ci dividono da una coalizione di centrosinistra, impegno comune per costruirla. Ma la facciamo su un terreno fertile, di valori condivisi, che sono la premessa per programmi comuni». Lo evidenzia Ettore Rosato, capogruppo alla Camera per il Pd, ad Alessandro Trocino sul Corriere della Sera.  Pisapia vi lancia l’ennesimo messaggio: «Mi sembra che ci sia la presa di responsabilità di un bel pezzo del gruppo dirigente del centrosinistra che si debba stare insieme. Siamo convinti, come Pisapia, che serva una coalizione ampia. Dopo di che, naturalmente, ci vuole una fatica comune per costruirla». E il centro? Ci sono contatti con Alfano e Casini? «Una coalizione alternativa alla destra non può non guardare sia al centro sia a sinistra. Dovrà essere una coalizione nella quale ognuno contribuisce con dignità e condividendo le responsabilità». L’ostacolo maggiore sembra essere sempre Renzi. La sua premiership si può mettere in discussione? «Renzi ha vinto le primarie del Pd, è il suo segretario e suo candidato. Dopo di che, non pretendiamo che altri partiti riconoscano la sua premiership. Dopo il confronto elettorale, si deciderà chi andrà a Palazzo Chigi. Intanto, però, facciamo in modo che non ci vadano Grillo e Salvini».
 
Casini: ascolteremo anche Visco e Vegas. Ma alla fine.
Il presidente della Commissione d’inchiesta sulle crisi bancarie, Pier Ferdinando Casini, rispondendo su La Stampa alle domande di Ugo Magri conferma: “Ascolteremo Visco e Vegas alla fine”. Quando prevede che l’indagine parlamentare sul crac delle banche entrerà nel vivo? «Nel vivo ci siamo già. La Commissione d’inchiesta non ha perso tempo e segue una linea chiara: approfondire le crisi bancarie partendo dalle più recenti e procedendo a ritroso. Abbiamo indagato sui due istituti veneti, domani inizieremo con Montepaschi di Siena, cioè il caso più rilevante sul piano sistemico. Seguiamo un metodo istituzionale». Abbiamo appena assistito a uno scontro mai visto prima tra Banca d’Italia e Consob, con duri scambi di colpi. È giusto risciacquare in pubblico i panni delle istituzioni di vigilanza? «Invito a confrontare i nostri toni con quelli di commissioni analoghe di altri Paesi, incominciando dagli Stati Uniti. È difficile evitare le tensioni. E comunque, le divergenze tra Banca d’Italia e Consob non ce le siamo inventate noi commissari. Sono purtroppo una realtà. Migliaia di italiani hanno visto sfumare i loro risparmi non sempre per effetto delle normali dinamiche di mercato: molti collocamenti sono avvenuti senza che gli investitori conoscessero le condizioni di dissesto in cui versavano certe banche, oppure con modalità pregiudizievoli per le persone più sprovvedute e con la pratica diffusa delle cosiddette “baciate”».
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