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Interviste da non perdere

Redazione InPi¨ 10/11/2017

Oggi hanno detto Oggi hanno detto Bettini: Renzi come Macron?Costruisca un partito a sua immagine
Un centrosinistra frammentato, una legge che premia le coalizioni, una destra compatta. E adesso che fare? Tommaso Ciriaco, su Repubblica, lo chiede a Goffredo Bettini, eurodeputato Pd: «Se tutto rimarrà così, “i barbari” alle porte le varcheranno con facilità e la sinistra pagherà le sue imperdonabili responsabilità per un lungo periodo. Al di là delle diverse analisi sul voto siciliano e di Ostia, una cosa è chiara, il campo della sinistra si è presentato nel modo più frammentario e conflittuale possibile. Non sarà facile un processo di ricomposizione unitaria». Resta la domanda, che fare? «Molto dipende da Renzi, il segretario della forza più grande. Appare oscillante, incerto, seppure ancora una volta trasmette l’idea che le alleanze siano un peso e la sua “libertà” e il suo profilo rappresentino, invece, la vera carta per convincere gli italiani».  E sull’ambizione di Renzi di diventare “il Macron italiano”? «Allora penso che sia più utile favorire subito un big bang». Cosa intende? «Renzi si riprenda la sua libertà, sciolga i lacciuoli che gli impediscono di essere se stesso, costruisca un partito totalmente a sua immagine. Sarebbe un atto di onestà, seppure spericolato e ricco di incognite per tutti. Ma finirebbe un tira e molla dentro il Pd destinato a produrre una serie di successive separazioni».
 
Pasquino: sinistra eternamente divisa e frammentata
Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza politica, analizza sul Giornale intervistato da Pier Francesco Borgia il momento della sinistra italiana. Pensa anche lei che la sinistra sia masochista? Che preferisce dividersi pur di non far vincere Renzi? «Non credo che la sinistra, come dice lei, preferisca “dividersi”. Piuttosto è già eternamente divisa e frammentata». Quindi non è d’accordo sul fatto che molti le diano della masochista. «La sinistra soffre come in tutta Europa di una frammentarietà che la destra non conosce. Perché il centrodestra, anche se formato da partiti con origini lontane fra loro, riesce a difendere interessi comuni. Da quella parte c’è una coscienza di classe che nel centrosinistra manca». Viene prima la leadership o la coalizione? «Senza dubbio serve una persona che unisca le diverse anime della sinistra e che porti a identificare le priorità. Renzi è sicuramente un leader. Per far vincere il centrosinistra Renzi dovrebbe fare un passo indietro. Ha anche a provato a fare il Macron italiano ma non gli è riuscito quando aveva preso il 40% dei voti con le Europee, figuriamoci se può riuscirgli adesso».
 
Bindi: impresentabili, per Politiche più strumenti a commissioni elettorali
Sul tema degli impresentabili, che si ripropone dopo le Regionali in Sicilia, interviene la presidente della Commissione parlamentare Antimafia Rosy Bindi, intervistata da Lucio Musolino sul Fatto Quotidiano. “Abbiamo più volte lanciato l’allarme per le procedure e soprattutto per i tempi a disposizione delle commissioni che devono valutare l’eleggibilità e la candidabilità. Anche per le prossime Politiche, il Parlamento è in tempo per adottare dei provvedimenti che diano alle commissioni elettorali maggiori strumenti. Abbiamo visto che le auto-certificazioni non sono sufficienti. Naturalmente l’appello è alle forze politiche che devono prestare attenzione alla qualità dei candidati. Questo è fondamentale: alcune realtà non sono certificabili con atti giudiziari”. Così lei sta lanciando un allarme per le Politiche? “Non è un allarme, però dobbiamo fare tesoro delle esperienze. In questi anni sono emerse le debolezze del nostro sistema di controlli. Il caso della Sicilia, da questo punto di vista, è emblematico e forse in futuro ci sarà da pensare anche a un’eventuale correzione della legge Severino”.
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