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Altro parere

Bersani fa una strage

Redazione InPi¨ 09/11/2017

Altro parere Altro parere Alessandro Sallusti, Il Giornale
Commentando la decisione di Bersani e D’Alema “di rompere tutte le alleanze presenti e future con il Pd, chiudendo la porta definitivamente a qualsiasi accordo con Renzi e decretando di conseguenza l’impossibilità della sinistra di vincere qualsivoglia elezione, locale o nazionale che sia”, il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, nota che “stiamo assistendo all’innesco della procedura di suicidio programmato di uno dei tre blocchi che si contende la guida del Paese”. Premettendo che la cosa non gli dispiace, Sallusti osserva però che “a Renzi si possono imputare tante colpe, ma non certo quella di abuso del titolo di guida del Pd: ha vinto due primarie di seguito, l’ultima pochi mesi fa con consenso bulgaro. Lui è il capo, non c’è dubbio, e qualche diritto lo avrà pure di decidere linea e strategia, a meno di non ammettere che le primarie sono una truffa, un modo per raccogliere soldi e illudere gli elettori di contare qualche cosa”. Sallusti mette poi in guardia dal rischio “di un Mdp in libera uscita. È possibile cioè che, per completare l’opera di distruzione di Renzi, questa formazione si offra di aiutare - prima, durante e dopo le elezioni - il movimento di Grillo, cosa che già accadrà, come annunciato, il 19 novembre al ballottaggio di Ostia tra il candidato dei Cinquestelle e quello del centrodestra. Non vorremmo quindi che le macerie della strage a sinistra di Bersani avessero le sembianze di un governo tra Grillo e i comunisti di Mdp. Già presi singolarmente sono una minaccia, insieme – Di Maio, Davigo, Grasso e D’Alema - potrebbero fare strage dell’intero Paese”.
 
Michele Serra, Repubblica
Nella sua Amaca su Repubblica Michele Serra parla di Ostia e dell’avvenuto pestaggio, da parte del fratello di un boss del quartiere, di un giornalista Rai, “cronache – scrive Serra – che danno l’idea della location ideale per una serie tivù a budget molto ridotto: romanzetto criminale. Laddove il noir è dato anche dall’orientamento politico delle bande indigene. Tra i pochi votanti (l’astensionismo è stato oceanico) l’hanno spuntata la candidata grillina e la candidata della destra (Fratelli d’Italia). Entrambe parlano italiano peggio della Meloni, ma bisogna sapersi accontentare. Piuttosto colpisce che il Pd, sconfitto al primo turno, non dia indicazioni di voto per il ballottaggio. Del resto il gioco di società più diffuso, nella sinistra alla frutta, è trascorrere il dopocena chiedendosi quale esito elettorale sia il più nefasto, se una vittoria grillina o una vittoria berluscona. Non so per il Pd, ma certamente per il paese (in posti come Ostia soprattutto) credo sia molto peggio una vittoria berluscona, fortemente virata al nero. Quanto al Pd: in un momento di supremo caos come questo, almeno il buon vecchio antifascismo darebbe un aiutino a ritrovare una fisionomia riconoscibile. Poi se i grillini, che odiano tutti, non ricambiano, pazienza. Le cose giuste non si fanno per averne un tornaconto”.
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