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Altro parere

Saldi parlamentari di fine stagione

Redazione InPiù 12/09/2017

Altro parere Altro parere Alessandro Campi, il Messaggero
Le esigenze del Paese e quelle dei partiti. Una dicotomia resa evidente dalle leggi in discussione al Parlamento dopo la pausa estiva. Lo scrive Alessandro Campi nel suo editoriale sul Messaggero: “La ripresa dei lavori parlamentari - dopo la lunga pausa estiva - ci consegna un interrogativo delicato: in quale Paese vivono i rappresentanti politici della maggioranza di governo? Alla fine naturale della legislatura mancano sei mesi: ma i giorni effetti- vi di lavoro per deputati e senatori sono poco più di sessanta. Da impiegare come? Di sicuro nelle prossime settimane bisognerà varare un’impegnativa legge di bilancio. Pare invece che le grandi priorità degli italiani siano, secondo la maggioranza che sostiene il governo, una legge per reprimere l’apologia di fascismo realizzata attraverso la Rete, una legge per estendere la cittadinanza secondo il principio dello ius soli e una legge per abolire i vitalizi dei parlamentari. La prima è inutilmente ideologica, la seconda intempestiva e poco meditata, la terza demagogica e potenzialmente incostituzionale. Tutte e tre, più che a una necessità reale dei cittadini, sembrano dunque rispondere ad una comprensibile convenienza politico-elettorale del Pd. Le elezioni si avvicinano, c’è bisogno di compattare i ranghi e pazienza se si alimentano polemiche di cui si farebbe volentieri a meno o se si appesantisce il calendario parlamentare. Ma la vera domanda è un’altra: qualcuno (a sinistra e non solo) si è chiesto cosa serva realmente agli italiani e cosa si possa fare di utile da qui alla fine della legislatura? Una legge elettorale condivisa che eviti il caos politico-istituzionale che tutti temono all’indomani del voto, nel caso si vada alle urne con l’attuale normativa, sarebbe certamente una risposta reale ai loro problemi concreti. Sempre che non sia già troppo tardi”.
 
Mattia Feltri, la Stampa
Piove sul Terzo Mondo. Usa un gioco di parole Mattia Feltri nel suo Buongiorno sulla Stampa per commentare le classiche polemiche post nubifragi nelle città italiane: “Soltanto in una città del terzo mondo la metropolitana si allaga e viene chiusa per un acquazzone. Un acquazzone molto violento, d’accordo, ma sono cose che succedono soltanto in una città del terzo mondo... Quanto ci divertiamo a dirlo, vero? Quanto ci divertiamo a rinfacciare a Raggi quello che lei rinfacciava ad Alemanno e Marino, e quanto ci divertivamo a rinfacciare a Marino quello lui rinfacciava ad Alemanno? Adesso, poi, è uno spasso. Bastava pulire i tombini, liberare le caditoie, bastava niente, dicevano i cinque stelle, e oggi dicono che però ci sono i cambiamenti climatici, bisogna applicare Kyoto... Possono dire quello che vogliono: soltanto in una città del terzo mondo! Poi, se apriamo il portone e guardiamo fuori dal cortile, vediamo che rovesci del cielo e rovesci urbani si accompagnano ovunque. Parigi, 10 luglio 2017, in pochi minuti di temporale si allagano e vengono chiuse quindici stazioni della metropolitana e le stazioni ferroviarie; Madrid, 7 luglio 2017, bomba d’acqua sulla città, allagata e chiusa la metropolitana, fermati i voli a Barajas, un uomo annega in un furgone; Berlino, 30 giugno 2017, per le piogge la metropolitana è allagata e chiusa, si pubblica la foto di un uomo che nuota per strada. Londra, 23 giugno 2016, un nubifragio allaga la metropolitana che viene chiusa interamente, chiuse anche le stazioni ferroviarie. Bruxelles, stesso giorno, città travolta dal maltempo, metropolitana allagata e parzialmente chiusa. Però, davvero bello esteso questo terzo mondo”. 
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