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Altro parere

Cittadinanza onoraria

Redazione InPi¨ 26/07/2017

Altro parere Altro parere Massimo Bordin, Il Foglio
Nella sua “Bordinline” sul Foglio Massimo Bordin scrive della cittadinanza onoraria consegnata dalla sindaca di Roma Virginia Raggi al magistrato Antonino Di Matteo. “Fra le reazioni di ieri – premette Bordin - vale la pena di ricordare la sintetica definizione di «sconcia buffonata» proposta come giudizio da parte di Mauro Mellini, che è stato deputato radicale e membro del Csm”. E poi, prosegue, “vale la pena segnalare, leggendo dalle agenzie le parole pronunciate dai due protagonisti nel corso della cerimonia, l’accorata recriminazione per il mancato accoglimento da parte del tribunale romano della natura mafiosa dei reati sanzionati nella nota e recentissima sentenza. La sindaca si è detta spaventata, il dottore Di Matteo ha espresso un giudizio più articolato, sostenendo come non si sia «compreso che il sistema criminale con cui oggi ci dobbiamo confrontare è integrato fra metodi mafiosi e sistema corruttivo». La sua tesi porta come conseguenza la contestazione dell’associazione mafiosa nei processi a esponenti politici per reati contro l’amministrazione. E’ la tesi che Di Matteo già sostenne quindici anni fa alla procura di Palermo per la vicenda Cuffaro, quando uscì sconfitto, insieme ai dottori Ingroia e Scarpinato, in un teso contraddittorio con il procuratore capo Pietro Grasso e l’allora procuratore aggiunto Giovanni Pignatone, contro cui particolarmente si addensarono le critiche, contrari a contestare il reato di concorso in associazione mafiosa. In quel caso però la procura poi la causa la vinse”.
 
Michele Serra, Repubblica
L’Amaca di Michele Serra su Repubblica prende di mira Patrizia Prestipino, membro della direzione nazionale del Pd, che ieri aveva parlato di «rischio estinzione per la razza italiana». “Si accettano con mesto sollievo, e soprattutto per buona educazione, le scuse dell’onorevole Prestipino a proposito della terrificante corbelleria che le è sfuggita – scrive Serra -. Allo stesso modo si accettano le scuse di tutti gli esponenti politici autori di analoghe scemenze sfuggite alla loro digitazione frenetica, e subito dopo rimangiate con un «ops!» sempre comunque successivo ai rimbrotti e alle pernacchie che li sommergono. Però ci scusino a loro volta, Prestipino per prima, se ci chiediamo che libri hanno letto e quali luoghi frequentato, di quali temperie politiche e dibattiti ideali essi sono il frutto, visto l’impressionante deficit culturale del quale, essendo nuova classe dirigente, così spesso danno prova. Non si pretende che citino Kierkegaard, ma in un lavoro fatto fondamentalmente di parole, come la politica, dovrebbe essere richiesto un minimo livello di acculturazione. Noi rischiamo di diventare vecchi tromboni che scuotono la testa tra i loro scaffali polverosi; loro rischiano di restare giovani sprovveduti che parlano di «razza italiana» senza poter neanche citare, come pezza d’appoggio, la ricca pubblicistica fascista in materia”.
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