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Autobiografia dei miei cani

Sandra Petrignani, Feltrinelli

Ex libris - Elisabetta Bolondi 14/06/2024

Autobiografia dei miei cani Autobiografia dei miei cani Anche se insolito, questo nuovo romanzo autobiografico della scrittrice e saggista Sandra Petrignani,  colpisce, come afferma giustamente Ian McEwan, “per un incantevole esercizio di leggerezza”. Mentre mi accingo a scriverne,  devo dire che essendo quasi coetanea della scrittrice, ho trovato soprattutto nel racconto della sua infanzia fino alle soglie dell’università,  una comunanza di ricordi, sensazioni, oggetti, musiche, colori, modi di dire, vestire, mangiare, giocare,  fare sport, che mi hanno riportato indietro negli anni attraverso la  scrittura di Petrignani che  è sicura, dettagliata, precisa. Nelle pagine dedicate alle amiche d’infanzia, Wendy, bionda mezza americana con cui la bambina che nel libro si chiama Elettra gioca scavalcando una rete che divide i due giardini nella casa di Città Giardino, così si chiamava quel quartiere romano oltre la Nomentana, si rivivono atmosfere degli anni del dopoguerra, quando le famiglie borghesi cercavano di ricostruire giovinezze stroncate dagli anni del conflitto, e i bambini osservavano con curiosità amori clandestini e tentativi di ottenere successo in mondi difficili. In realtà al centro del romanzo la scrittrice pone ciò che le sta davvero a cuore: il suo rapporto con gli animali, cani soprattutto, ma anche gatti, galline, tutto ciò che di naturale ama nei non umani. Ecco  la lunga descrizione dei nomi, e cognomi, dei tantissimi cani che nelle varie fasi della sua vita ne hanno accompagnato  i momenti salienti: la presenza rassicurante, l’amore senza limiti, la scomparsa improvvisa e drammatica, l’invecchiamento, la malattia, la morte dolorosa. Rocky, Guapa, Scarlet, Soledad, Lenin , Tito, Mago, Querida,diverse razze canine, diverso pelo, personalità, carattere, ma sempre cani, di cui la “padrona” comprende il linguaggio, sa adeguarsi ai desideri, senza farli mai divenire ciò che non sono.
C’è anche una gatta bellissima, Topazia , dalla presenza fedele e terapeutica, vicino alla donna che in campagna, senza più l’amato compagno musicista, patisce il silenzio e la solitudine. A fianco degli animali, degli amatissimi cani, c’è anche tanta presenza umana nel libro in cui l’autrice ripercorre la sua vita: il padre militare, gran seduttore che condivide la vita sentimentale un po’ complicata della figlia scrittrice di successo; il figlio e a sua volta già padre; l’amato compagno che la lascia troppo presto; gli uomini che in passato hanno trascorso con lei fasi di amicizia o di amore e che ora sono scomparsi, lasciandole solo ricordi e nostalgie. E poi le passioni della vita: il nuoto da bambina, vissuto ai centri Coni, nella piscina olimpionica del Foro Italico dove una dura disciplina andava in cerca di nuovi campioni, tra odore di cloro e capelli  sempre fradici; le canzoni dei primi  anni sessanta, tra Volare e Carla Boni, i jingle di Carosello e le prime ingenue minigonne. Naturalmente non mancano le citazioni di care amiche con cui ha avuto un dialogo anche per la comune passione per i cani, la pittrice Giosetta Fioroni, la fotografa Paola Agosti,  e degli autori che hanno descritto i loro rapporti con i cani in libri memorabili, puntualmente elencati a fine volume:  Thomas Mann, Tolstoj, Marcel Proust, Baudelaire, Pamuk e Marguerite Yourcenar, di cui Petrignani aveva scritto nel libro  “La scrittrice abita qui”. Riprendendo in mano  il testo della grande autrice  belga, “Pellegrina e straniera”, Petrignani  ne cita un passo che l’aveva colpita:  “Accettare che quell’essere, che amavamo, sia morto. Accettare che questo  o quell’essere non sia che un morto fra milioni di morti…….Accettare di ricordarli, perché segretamente la memoria si nasconde al fondo dell’oblio…”    I morti animali e umani, il tema della memoria che si fa linguaggio comunicativo  attraverso la scrittura, la vera grande passione di Sandra Petrignani, che con questo libro parla di sé con sincerità e  onestà, consegnandoci un pezzo di vita piena, ricca di affetti e di grande apertura, in cui la natura, un uovo fresco appena uscito dal corpo di una gallina, è pura felicità. Già autrice affermata con libri importanti, penso a “Addio a Roma” e “La Corsara”, saggi dedicati ai personaggi della Roma letteraria e di Natalia Ginzburg, la scelta del romanzo autobiografico segnala una nuova fase nella scrittura di Sandra Petrignani, certamente interessante.
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