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Eravamo immortali

Marco Cassardo, Mondadori 2023

Ex libris - Elisabetta Bolondi 15/12/2023

Eravamo immortali Eravamo immortali Lo scrittore torinese Marco Cassardo pubblica il romanzo “Eravamo immortali” (Mondadori 2023): una narrazione  cronologica, lungo  sessantuno anni: dal 1939 al luglio del 2000. L’autore intervistato sulla genesi del libro,  afferma di aver lavorato cinque anni,  di cui tre dedicati allo studio dei documenti e delle fonti, per ottenere una narrazione quasi epica, che riassume in forma romanzesca una parte considerevole della storia italiana, partendo dall’amicizia tra i due protagonisti, Stefeno/Steu e Aimon Ferdinando, detto Nando. Il racconto parte da una gara fra ciclisti dilettanti, che si impegnano a raggiungere in salita la basilica di Superga: mentre Steu e l’amico Remo consumano le proprie energie , vengono superati da un magro e fortissimo atleta,  il suo nome è Fausto Coppi, il “Lampione azzurro”.  Dalla metafora della corsa ciclistica che mette alla prova energie, carattere, resistenza, competitività di chi ci partecipa, si passa alla guerra, che nel frattempo è scoppiata e vede le truppe naziste dilagare in Europa. Anche gli operai comunisti torinesi Stefano e Remo sono inviati sul fronte russo, anche loro, prigionieri  di  quell’inferno di ghiaccio, stenteranno a sopravvivere; Remo viene ferito, e l’amico Stefano combatterà per rimpatriarlo e salvarlo; imprevedibilmente l’incontro con il fascista Nando, sarà un punto di svolta nel rapporto fra i due uomini, che durerà per tutta la loro vita. Cassardo ci accompagna lungo tutto il corso della storia del secondo Novecento.  L’occupazione delle fabbriche torinesi da parte degli operai comunisti,  la fine della guerra e la liberazione di Torino da parte dei partigiani, e ancora tutto il faticoso dopoguerra occupano gran parte del racconto. Stefano si è sposato con Fernanda,  conosciuta in fabbrica, e ormai sono un famiglia con due figli, il maggiore, Remin, porta il nome del caro amico ferito in guerra. Anche Nando si è sposato,  avrà una moglie colta e  progressista, Piera,  e  una bella figlia, Sabrina. Arduo riassumere tutte le storie che si intrecciano nel corso degli  anni che costituiscono la trama del romanzo; il  libro è diviso in quattro parti, a cui Marco Cassardo ha dato altrettanti titoli: Furore, Tormento, Orgoglio, Eclissi, che rappresentano altrettante parole chiave che delimitano i fatti storici che interagiscono con il privato dei nostri  protagonisti; il dissidio ideologico tra Stefano e Nando, comunisti e fascisti per sempre, anche se la società italiana è cambiata profondamente, ma il passato e l’appartenenza non si dimenticano.  Nella storia compaiono l’attentato a Togliatti , la ricostruzione dalle macerie della guerra, il ‘68, le Brigate rosse e il terrorismo, la cassa integrazione e gli scioperi in Fiat sotto il pugno di ferro  di Valletta, gli anni Ottanta. I personaggi  vivono drammi personali, la depressione di Fernanda, la gelosia di Nando nei confronti della moglie divenuta professoressa, e poi ancora morti, incidenti, perdite. Questo libro si può paragonare ad  un testo di storia,  ricco, prezioso, pieno di risvolti coinvolgenti, capaci di raccontare attraverso le vicende di un gruppo di torinesi di diversa origine ed estrazione, la parabola della società italiana, passata dal dramma della Seconda guerra mondiale ai risultati raggiunti all’alba del terzo millennio; Marco Cassardo sa raccontare evoluzione, errori, ripensamenti, equivoci che hanno tessuto una storia lunga sessant’anni, attraverso le vicende reali e metaforiche del gruppo di personaggi messi in scena. Amicizia, amore, cameratismo, competizione, partecipazione alla storia collettiva, gelosia, lealtà, abbandono, sono i temi  che sottolineano molti passaggi della trama  del romanzo epico che, con l’aiuto di una lingua mescolata al dialetto piemontese, ci consegna un affresco suggestivo e pieno di sfumature, dal quale sembra essere assente ogni forma di manicheismo: i personaggi sono descritti a tutto tondo, con la loro individualità le convinzioni che hanno maturato, gli errori che hanno commesso, le disgrazie che si trovano a fronteggiare, pronti a rivedere, cambiare, crescere. L’esergo del romanzo, tratto dai Dialoghi di Leucò di Cesare  Pavese, “Avevamo del coraggio?....Non so. Non importa……Eravamo immortali”. ….Racconta in modo emblematico l’ispirazione di questo bellissimo romanzo tutto  italiano.
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