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Il testimone della sposa

Savyon Liebrecht, E/O - 2023

Ex libris - Elisabetta Bolondi 17/02/2023

Il testimone della sposa Il testimone della sposa Un breve romanzo che la scrittrice nata in Germania ma ormai  divenuta  israeliana Savyon Liebrecht, autrice di libri belli ed emozionanti, ci regala: è il caso di usare questo termine, per la leggerezza, la sensibilità, la profondità con cui viene descritto il rapporto tra un bambino di dieci anni, Micha, ed una diciottenne claudicante, molto miope, orfana, timidissima,  bruttina, che lui incontra in casa del nonno: la ragazza, che vive in collegio, potrebbe essere candidata a  sposare lo zio Mose, unico dei fratelli  della madre del bambino, rimasto in casa col padre, perché la sua condizione di salute non è buona. Tra la solitaria e povera Adela, guardata dai fratelli dell’ipotetico sposo, quasi quarantenne, e il bambino ingenuo ma diretto, scatta una forma di tacita vicinanza, fortemente osteggiata dall’intera famiglia; anzi, a Micha, viene vietato di frequentare la casa del nonno dove la famiglia si riunisce ogni settimana per lo Shabbat. Dopo molti contrasti e diverse altre proposte, Adela viene accettata dalla famiglia e sposerà l’handicappato Mose, a patto che Micha sia il testimone di nozze della sposa, come lei esige. Durante la cerimonia  del matrimonio un terribile affronto viene fatto ad Adela: una delle cognate le strappa gli occhiali, rendendola incapace di vedere quanto avviene intorno a lei; chiede a Micha di riportarglieli, ma il gesto affettuoso  gli viene impedito dalla madre. Adela vivrà anni terribili, prigioniera in casa con il suocero vecchio, il marito fragile ma incapace di difenderla dalla rapacità dei suoi fratelli, di cui è l’eterno succube. Molti anni dopo ritroviamo Micha, un giovane uomo emigrato con la sua famiglia a Los Angeles; è un ghostwriter affermato, si è sposato, separato, ha una figlia.
 
Riceve improvvisamente un invito a tornare a Tel Aviv, proprio da Adela, che gli chiede un incontro. Arrivato nella sua terra d’origine, per Micha si preparano molte sorprese; l’albergo lussuoso prenotato per lui da Adela è quello dove lei e Mose avevano passato la prima notte di nozze. Ma Adela ha cambiato nome, ora si chiama Adel, che è anche il titolo della seconda parte del romanzo. Una sorpresa per Micha, ma anche per noi lettori, la storia che la donna, ormai cinquantenne e divenuta imprevedibilmente bella e ricca, racconterà al suo testimone di nozze. Grande narratrice di storie intriganti, Savyon Liebrecht si rivela abile nel tratteggiare la psicologia di una ragazza sfortunata, tenace, determinata, che saprà rivoltare il suo destino con la forza della disperazione. Lingua affilata e precisa, quella di cui si serve la scrittrice, per raccontare una storia dura ma anche amorosa e piena di profondità nascoste.  La famiglia ebrea di stretta osservanza religiosa è un recinto di veri mostri, da cui la giovane Adela non si farà schiacciare, restituendo la sua dolorosa storia di vincitrice all’unico essere umano che aveva provato a capirla ed apprezzarla. In poche pagine Savyon Liebrecht è riuscita a condensare un ritratto della società israeliana che ne evidenzia le forti contraddizioni attraverso il ritratto di una donna speciale.
 
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