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La casa sul Nilo

Denise Pardo, Neri Pozza - 2022

Ex libris - Elisabetta Bolondi 20/01/2023

La copertina del libro La copertina del libro Settembre del 1961: la famiglia della narratrice è appena giunta a Roma dal Cairo, l'Egitto dominato dal presidente Nasser ha estromesso dal paese tutti gli stranieri. La famiglia si è rifugiata a Roma, ha preso alloggio in un albergo dei Parioli, in attesa di una sistemazione più adeguata. Sono ebrei di origine italiana: Sam, il padre, la bellissima moglie Fanny, le tre figlie, ancora bambine piccole, e la nonna Berthe, detta Bobe, profuga a sua volta da Odessa, da cui era fuggita durante la rivoluzione bolscevica. Sam è un commerciante importatore di marmi da Carrara, che aveva fatto una grande fortuna economica in Egitto negli anni Quaranta e Cinquanta, quando regnava il corrotto re Faruq.
 
Il grande fascino del romanzo "La casa sul Nilo" è l'aver ricostruito una sorta di "dolce vita" che per anni fu consentita ad una società cosmopolita, estremamente ricca, che poté trascorrere tra il Cairo e Alessandria, in riva al mitico fiume Nilo, di fronte alle Piramidi, un'esistenza fatta di amicizie altolocate provenienti da tutta Europa, grandi privilegi, abitudini di vita comode e totale libertà di incontrare lingue, religioni, culture che riuscirono a rendere i loro soggiorni in quella terra colonizzata un paradiso in terra. Una pasticceria italiana raffinata, Groppi, alberghi di gran fascino, abitazioni ricche di arredi preziosi, personale di servizio indigeno fedele e devoto, scambi di inviti e di frequentazioni con la crème della società inglese, francese, greca, libanese, italiana, turca, abiti occidentali provenienti da Londra o da famosi couturier parigini, profumi di Floris o Patou, romanzi appena arrivati dall'Europa, una cucina internazionale che mescolava sapori arabi a gusti più occidentali, rapporti liberi tra cittadini egiziani e stranieri...
 
Tutto questo funzionò fino a quando, alla metà degli anni '50, l'impopolarità del corrotto Faruq, affamatore di un popolo miserabile, lo costrinse alla fuga: si rifugiò a Roma, dove continuò a vivere per la gioia dei rotocalchi. I militari guidati da Nasser, dopo un colpo di stato teso a nazionalizzare il canale di Suez, siamo nel 1956, cominciarono a estromettere gli stranieri, che pure avevano largamente contribuito al benessere dell'Egitto. Malgrado le amicizie profonde che legavano inglesi, italiani, greci, francesi, libanesi agli egiziani, questi, ormai insediati stabilmente al potere, militari anticomunisti e antisionisti, fortemente ostili agli inglesi ex padroni del paese, iniziarono una campagna violenta contro gli ex padroni.
 
La famiglia Baranes, giunta a Ciampino con cinquantadue valigie di cuoio, tutto quello che era stato loro consentito di portar via dal Cairo, appare disorientata nelle prime pagine del romanzo: la nonna apolide che si esprime in Yiddish, la bionda Fanny, guanti di camoscio e ombrello inglese, che canticchia "La donna riccia" di Modugno per calmare la figlia più piccola, le tre bambine che non capiscono dove si trovano e quando potranno tornare a casa, dalla tata Fawzia, dal fedele Abdul, alla scuola laica francese, alla dolcezza mediorientale nella quale erano felicemente  cresciute. Nel bel romanzo di Denise Pardo si mescolano sapientemente vita privata e storia, amicizie profonde e laceranti distacchi, ambienti esotici e abitudini di un mondo finito, perduto per sempre.
 
C'è nostalgia, dolore per quanto si è perso, ma anche realismo e consapevolezza da parte della giornalista, che scrive e ricorda che la sua stessa famiglia amatissima era stata troppo a lungo inconsapevole e superficiale nell'affrontare un cambio di coordinate storiche, politiche e sociali come la fine del colonialismo. Tuttavia il fascino del racconto ci prende e non ci lascia, insieme all'odore del gelsomino, dei frutti esotici, del caldo asfissiante e dei cieli blu, mentre "la luce della luna al Cairo è l'unico ricordo che non è riuscita ad eliminare", le parole con cui la scrittrice ormai italiana chiude il romanzo. Denise Pardo ha concesso numerose interviste, visto il successo che il suo romanzo sta riscuotendo presso il pubblico.
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