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Le linee storte di Dio

Torcuato Luca De Tena, Vallecchi - 2022

Ex libris - Elisabetta Bolondi 13/01/2023

Le linee storte di Dio Le linee storte di Dio Ha oltre quarant’anni questo insolito romanzo che fu pubblicato nel 1979. La casa editrice Vallecchi lo fa uscire tradotto dallo spagnolo da Ariase Barretta. Torcuato Luca de Tena, morto nel 1999, era un noto giornalista madrileno   poco noto in Italia. Questo romanzo ha dato spunto ad una serie tv, che la Netflix ha intitolato “Quando Dio imparò a scrivere”, liberamente ispirato alla trama del libro. La storia è ambientata in un antico monastero spagnolo, rimodernato per accogliere un manicomio, dove vivono circa 800 pazienti: schizofrenici, dementi, maniaci, fobici, violenti, una sorta di corte dei miracoli di cui nel corso della narrazione l’autore non ci risparmierà particolari spesso tragici. Giunge in questo luogo di sofferenza una donna quarantenne, Alice Gould, una investigatrice privata. E’ stata incaricata da un cliente di indagare sul delitto il cui autore non era stato mai scoperto, e lei, con una falsa diagnosi di malattia mentale, ha accettato di farsi ricoverare nella struttura per indagare su questo delitto. Il direttore del manicomio, Samuel Alvar, è al corrente della falsa prescrizione e l’aiuterà; ma   al suo arrivo il direttore è in vacanza, e tornerà dopo qualche settimana. Viene visitata dal direttore clinico, lo psichiatra César Arellano, che subito apprezza la donna bella, elegante, poliglotta, coltissima, affascinante, dalla forte personalità. Anche la giovane psicologa Monserrat Castell subisce il fascino di Alice, che nel suo desiderio di indagare si avvicina a vari pazienti, cercandone l’amicizia. Ma chi è in realtà Alice? E’ colei che ha tentato di avvelenare il marito Heliodoro, che peraltro è scomparso? E come mai il direttore Alvar, una volta rientrato in servizio, non la riconosce come falsa malata mentale anzi, si accanisce contro di lei imponendole cure violente, quelle riservate agli alienati più gravi e pericolosi? Tutto la narrazione è piena di ambiguità, tanto che i lettori non riescono ad orientarsi. E’ una pazza manipolatrice Alice, che in manicomio viene chiamata Alicia ed è stata spogliata dei suoi abiti firmati, dei suoi accessori di lusso, ridotta ad indossare abiti dimessi e a convivere con i pazienti più gravi, sgradevoli, pericolosi; oppure è stata reclusa perché il marito ha voluto liberarsi di lei, erede di un grosso patrimonio?
 
Nelle oltre 400 pagine in cui la storia si sviluppa, ad ogni capitolo ci convinciamo di un’altra realtà, compaiono nuovi personaggi che negano quanto si era affermato prima, che ribaltano la situazione narrativa, che immettono nuovi sospetti nella trama che procede così verso un inatteso finale. L’abilità narrativa dell’autore che ci immette in una realtà da lager, dove veri mostri convivono con persone in via di guarigione. Il direttore Alvar, che detesta Alice è un innovatore, ha levato le sbarre alle finestre, permette le uscite e una certa libertà ai malati meno gravi, ma questo non evita che nella struttura avvengano suicidi e atti violenti. La legge Basaglia, del 1978, che rinnovava in Italia il trattamento dei malati di mente, sembra riecheggiare in questo romanzo molto duro e in certe pagine molto difficili, anche se l’intreccio è molto ben congegnato. I personaggi, sani e malati, schizofrenici e ossessivi, sono descritti con grande pietas cristiana, di cui la stessa Alice si fa interprete. Romanzo assolutamente singolare, la cui fama resiste verosimilmente nel corso dei decenni. Una novità per i lettori italiani. Il titolo, efficace, si riferisce alle storture che talvolta Dio/la natura, propongono agli umani: tema che induce profonde riflessioni di cui lo scrittore Torcuato Luca de Tena si fa interprete sensibile e profondo nel corso di tutto il romanzo, lungo e inquietante.
 
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