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Quel che la marea nasconde

Maria Oruna, Ponte alle Grazie 2022

Ex libris - Elisabetta Bolondi 01/07/2022

Quel che la marea nasconde Quel che la marea nasconde Nella città di Santander, a nord ovest della Spagna, fa parte della Guardia Civìl la giovane Valentina Redondo. Malgrado fosse reduce da un evento drammatico dove era stata gravemente ferita, perdendo il figlio che aspettava, non si è arresa: viene incaricata di indagare su un misteriosissimo delitto. Nella cittadina iberica c’è un celebre club tennistico, e proprio in quei giorni la Presidente del circolo, la potente Judith Pombo, ha invitato personaggi in vista del mondo sportivo ed imprenditoriale, ad un grande evento: una piccola crociera con cena a bordo del veliero d’epoca  Giralda, appena restaurato, degna cornice per la presenza di un ristretto gruppo di vip: l’ex tennista Basil Rallis, una leggenda, un coppia di  imprenditori, lui italiano, Marco Fiore, lei Rosana, più anziana e ricchissima; una ragazza, Victoria Campoamor, consigliera del club, fervente repubblicana, con suo zio Emilio Rojas,  e ancora Pablo, un ragazzo coraggioso  che gioca a tennis in sedia a rotelle, dopo un incidente  che lo ha paralizzato. Mentre Judith, appena giunta da Londra, si imbarca non senza aver pubblicamente redarguito la segretaria Margarita, che non aveva osservato scrupolosamente le sue indicazioni riguardo alla cena, e va a chiudersi nella cabina armatoriale, gli ospiti seduti a tavola sentono un urlo spaventoso provenire  da quella cabina: tutti accorrono, il comandante dà ordine che si abbatta la porta e di fronte agli attoniti passeggeri ci si trova di fronte alla bella Judith morta, solo una piccola macchia di sangue al centro del petto. Siamo solo all’inizio di questa storia misteriosissima: chi ha potuto compiere il delitto, visto che l’oblò e la porta erano serrati dall’interno? La scrittrice-avvocato, pubblica in italiano il quarto libro della serie che ha per protagonista Valentina Redondo: i quindici capitoli in cui è organizzato il  romanzo,  sono  preceduti da altrettanti esergo  tratti per la maggior parte dai romanzi celeberrimi di Agatha Christie, anche se non mancano Edgar Allan Poe, Unamuno, Crispin, Conan Doyle, Leroux: infatti il debito letterario e in seguito vedremo anche storico che l’autrice paga ai grandi giallisti classici è molto significativo e rende la narrazione avvincente, piena di colpi di teatro, di sospettati che si riveleranno innocenti, anche se in questa intricata storia  innocenza è una parola grossa e forse abusata: Marìa Oruna  tratta i suoi tanti personaggi con il sospetto che anche noi lettori siamo pronti a tributare. E, come annunciato dalla stessa regina del giallo, “Nei libri gialli c’è sempre un secondo delitto, dopo un po’. Quello che sa qualcosa viene fatto fuori, prima che possa parlare” (Agatha Christie, È un problema, 1949).  Non si può rivelare altro di questa trama ben congegnata, con personaggi interessanti e credibili, con una grande attenzione alla loro psicologia. Molte figure femminili compaiono nella storia: oltre alla tenente Redondo, oltre alla prima vittima, Judith, che nessuno rimpiange e per la quale nessuno prova pietà, c’è il medico legale Clara  , c’è la giovane agente Marta Torres, c’è Melania, la sorella di Judith, pittrice single e maltrattata come lo è anche la segretaria Margarita; insomma il tema del ruolo delle donne nel mondo dello sport professionale, il tennis in questo caso, nell’imprenditoria, la competizione con i maschi, ancora perdente, visto che le vittime saranno tutte donne, mostra una società spagnola in piena evoluzione, dove il dibattito politico istituzionale è molto presente,  nella quale le forze dell’ordine sono  notevolmente  evolute sul piano investigativo, ricche di mezzi tecnologici all’avanguardia, determinate a raggiungere obiettivi ambiziosi.  La gelida Valentina Redondo, dagli occhi di diverso colore, decisa a consumarsi fino allo stremo per rimuovere i suoi laceranti sensi di colpa, attraverso la sua rigorosa indagine compirà anche un percorso personale che le servirà a riacquistare la lucidità necessaria per affrontare la vita e le sue tante imprevedibili incognite. Un grande gioco di squadra, quello che la scrittrice ci racconta, denso di emozioni, di figli per i quali si è disposti a tutto, di amori violenti e talvolta insani, di sacrifici drammatici in nome di quello che si crede vero amore. Traduzione impeccabile, a quattro mani, per Ponte alle Grazie. Seguiranno altri romanzi della serie.
 
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