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Le vie dell'Eden

Eshkol Nevo, Neri Pozza - 2022

Ex libris - Elisabetta Bolondi 07/04/2022

Le vie dell'Eden Le vie dell'Eden Nel suo ultimo romanzo, Eshkol Nevo ripete in parte l’architettura di “Tre piani”, da cui è stato tratto il film di Nanni Moretti: tre racconti, slegati solo apparentemente. Un filo rosso li unisce, sia per i temi trattati, sia perché quasi come un vezzo lo scrittore semina nel racconto tracce che fanno sì che le storie raccontate si chiudano fra loro come in un cerchio. L’amore di coppia ha le sue grandi difficoltà da superare: così appare squilibrato nel primo racconto il rapporto tra due sposi in luna di miele in Bolivia, Ronen Amirov e sua moglie Mor. Li incontra per caso il narratore della storia, turista, reduce da un recente divorzio, che percepisce subito che Ronen è poco loquace, in difficoltà, non felice. Di notte, solo nel suo ostello, Omri riceve la visita inaspettata della giovane donna, che ha lasciato il marito addormentato, e ora, dopo aver parlato dei suoi problemi matrimoniali, si avvicina allo sconosciuto e uscendo lo bacia. Tornato in Israele, Omri legge sul giornale di un incidente in Bolivia: Ronen è caduto dalla bicicletta sulla Strada della Morte rimanendo ucciso. Si sta celebrando la settimana di lutto e lui incontra di nuovo Mor. Tra i due parte una vicenda difficile da decifrare per Omri: Mor ha ucciso volontariamente suo marito? E Lui che parte ha avuto? Forse i due sono amanti e si sono disfatti del marito nevrotico? E’ quanto sospetta la polizia, messa sull’avviso dalla famiglia di Ronen. Chi è Mor? Nevo riesce a decostruire la storia assegnando a ciascuno una diversa verità. Solo la presenza della figlia Liori, consentirà ad Omri di tirarsi fuori da un labirinto che potrebbe costagli la libertà. La storia del dottor Caro e della sua specializzanda Liat è altrettanto inquietante: lui è vedovo dell’amata Niva, i due figli sono all’estero. La ragazza e lui sembrano avere tanto in comune, in fatto di cibi, gusti musicali, abitudini. Una consuetudine si è instaurata tra l’anziano primario e la giovane dottoressa che vede con atteggiamento paterno, o almeno così crede lui.
 
Quando una sera Liat si presenta a casa di Caro, riportandogli uno stetoscopio, è lei stessa che chiede una bevanda alcolica: il medico le si avvicina carezzandole la testa, come faceva con sua figlia bambina. Ma Liat reagisce in modo violento, si allontana indignata e lo denuncia per molestie. Il processo che ne deriva pone molti interrogativi, vista l’ambiguità della situazione. Il terzo racconto, quello conclusivo, vede ancora protagonista una donna, Heli Raz. Vive con il marito Ofer, il loro rapporto dura da molti anni, anche se è diventato abitudinario e sessualmente poco stimolante. I due hanno abitudini consolidate, come quella di passeggiare insieme in un frutteto intricato vicino casa. Durante una di queste mattinate, Ofer si allontana da lei e scompare. La polizia interviene, intervengono i figli, ma dell’uomo non si trova più traccia. Lei stessa viene sospettata, perché la detective scopre che Heli ha un amante. Le indagini non portano a nulla, Ofer non viene ritrovato, ma madre e figlia non si rassegnano: forse non è morto, forse nel blog che teneva scrivendo brevi racconti con uno pseudonimo c’è un segnale che porti alla verità; chi era davvero Ofer? Era così buono e generoso, e tuttavia qualcuno lo ha ucciso. Perché?  Il finale di questa storia offre al lettore pagine di rara intensità, sia sul piano strettamente letterario, ma anche nella capacità di Nevo di costruire atmosfere stranianti, in cui la verità sembra sfuggire, anzi intorno ad ogni personaggio si crea un velo di incertezza, di doppiezza, di difficile decodificazione. La Bolivia, Tel Aviv, Gerusalemme, i suoi dintorni, il deserto, l’ospedale, il posto di polizia, i ristoranti, il frutteto cittadino, la vicenda che coinvolge persone di età diverse, diversi modi di vivere la coppia, la paternità, la relazione con i figli adulti, i segreti che ciascuno di noi nasconde, danno l’idea di un’umanità contemporanea in grande difficoltà emotiva, affettiva, relazionale. E le pagine di Eshkol Nevo ancora una volta ci coinvolgono in un gioco di specchi ricco di suggestioni e contraddizioni, mettendoci di fronte a scelte etiche. I racconti di Ofer, una sorta di meta letteratura contenuta nella storia, “the play within the play”, una citazione shakespeariana forse involontaria, ricordano il potere salvifico della parola letteraria e le verità che può celare. In questo caso parole di grande qualità letteraria e molto incisive.
 
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