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La Scelta

Walter Veltroni, Rizzoli - 2022

Ex libris - Elisabetta Bolondi 01/04/2022

La Scelta La Scelta Walter Veltroni nel suo nuovo attualissimo romanzo, La scelta, ripercorre la storia della sua città in una settimana cruciale, quella tra il 19 ed il 26 luglio 1943, forse caduta in parte nell’oblio: il bombardamento di San Lorenzo, per mano delle fortezze volanti alleate, non è stato opportunamente ricordato, tranne, forse, nelle pagine struggenti di Elsa Morante, al centro de La Storia. Con l’attacco russo all’Ucraina del 24 febbraio scorso, con i massicci bombardamenti sulle città e sui civili inermi, donne e bambini, su scuole ospedali e teatri, il romanzo di Veltroni diviene di lacerante attualità, e ci interroga sulla storia del secolo scorso ma anche sul destino di noi tutti, non solo europei, che ci troviamo a rivedere immagini spaventose che avevamo rimosso. Veltroni mette in scena la vita di una famiglia della piccola borghesia impiegatizia: il padre Ascenzo, cinquantenne fascista della prima ora, fedelissimo al suo capo, il Presidente dell’agenzia Stefani presso cui lavora come usciere, il senatore Manlio Morgagni;  sua moglie Maria, devota e sottomessa, e due figli: Arnaldo, appena maggiorenne, insofferente dell’educazione fascista imposta dal padre, ed ora morde il freno e si ribella violentemente ;  la sorellina quattordicenne, Margherita, incerta se seguire le orme del fratello, ma ancora legatissima ai genitori, sta crescendo molto in fretta, sospinta dai turbinosi avvenimenti che si stanno avvicinando  alla capitale, che, secondo i “ si dice” del popolino al mercato, non sarà mai  bombardata: il Vaticano e il Colosseo sono un’assicurazione. Nella torrida giornata del 19 luglio però tutto cambia: le bombe colpiscono vari quartieri della città, distruggendo interi caseggiati, centrando autobus e automobili, asili, farmacie, il policlinico, la basilica di San Lorenzo, il cimitero del Verano: migliaia di morti e feriti, mentre l’unica immagine nitida resterà l’icona di Pio XII uscito dalla Città del Vaticano per pregare con i superstiti. Margherita, che quella mattina aveva accompagnato l’amica Elisa alla stazione Termini dove giungevano i treni con i pochi reduci dell’armata inviata in Russia, in cerca di notizie del padre disperso, rischia di essere travolta dalle bombe, cresce improvvisamente e dolorosamente.
 
Gli altri membri della famiglia si riuniranno, salvi, in quelle ore convulse: ma al giovane Arnaldo, con il precipitare degli avvenimenti e l’atmosfera straniante che precede il 25 luglio e la caduta di Mussolini e del regime, sarà costretto ad una angosciosa scelta: lui e suo padre sono nemici, sono schierati su opposti fronti, convinti in buona fede delle proprie ragioni, ma tra loro ci saranno un vincitore ed un vinto, Veltroni  descrive le scelte compiute da molti italiani di allora con  onestà intellettuale, competenza storica, grande umanità.  Il dramma della guerra civile che ha insanguinato l’Italia dopo la caduta del fascismo, e che fa parte delle storia di tutte le guerre fratricide, oggi ci colpisce con estrema gravità: i media ci stanno inondando in queste ore di storie di famiglie “sfollate”, separate, i cui membri sono schierati spesso su fronti opposti, perché la guerra, ”mondiale”,  termine  che credevamo  archiviato nella  storia del 900, ora ci minaccia da vicino. Le voci che danno vita a questo romanzo corale, costituiscono i diversi punti di vista da cui possiamo rileggere la storia: un fascista fedelissimo al suo capo e al duce, come ce ne furono tanti nel ventennio, una moglie silenziosa, ma non per questo succube, come furono tante donne che salvarono le loro famiglie nel dramma dei combattimenti e della fame. E infine due ragazzi che compiono le loro scelte di autonomia, guardando al futuro e alla costruzione di un mondo in cui essere liberi di pensare, sognare, ascoltare musica alla radio, vestire abiti colorati, ballare lo swing, incontrare gli amici, amare liberamente, leggere i libri degli amati americani, Saroyan, Steinbeck, Melville.
 
Veltroni cita ripetutamente il classico della letteratura americana, e proprio da Billy Budd di Herman Melville parte la riflessione della ormai divenuta adulta Margherita: “Chi può nell’arcobaleno tracciare la linea dove finisce il colore violetto e comincia il colore arancione? La differenza tra i colori è chiara, ma dove uno entra esattamente nell’altro? Così è della pazzia e della ragione. Nei casi estremi non c’è dubbio alcuno. Ma nei casi meno definiti, in gradazioni intermedie, la linea che li divide è accessibile a pochi”. Tutte le passioni di Veltroni trovano spazio in questo bel libro che suscita tante emozioni: la storia, la politica, le scelte di campo doverose, la città di Roma, i suoi quartieri, la letteratura, il cinema: Margherita sogna Massimo Girotti e Alida Valli; nell’ultima pagina, il ringraziamento dell’autore va ad Ettore Scola: come non ricordare “Una giornata particolare”, il film culto che sembra precedere di poco la storia che Veltroni ha costruito nel suo coinvolgente romanzo.
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