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Nel nero degli abissiö

Francois Morlupi, Salani editore - 2022

Ex libris - Elisabetta Bolondi 25/03/2022

Nel nero degli abissiö Nel nero degli abissiö “O Morte vecchio capitano, è tempo. Leviamo l’ancora! /Questo paese ci annoia, o Morte, Salpiamo!”.
E’ un verso di una poesia di Charles Baudelaire, posta in esergo al romanzo.  Ed è proprio la morte la parola chiave del libro dell’italo francese François Morlupi, “Nel nero degli abissi”, da quando il cadavere di una giovane prostituta viene trovato per caso nel grande parco romano di Villa Pamphilij, da un amico che anche lui fa sesso a pagamento. Mentre a Roma sta per riunirsi un Consilium internazionale, e quindi politica e forze dell’ordine sono in fibrillazione, al primo delitto, il cui autore non ha lasciato alcuna traccia, ne segue prima uno, un sacerdote massacrato dentro il suo confessionale, e poi ancora un altro: un ricchissimo imprenditore, ucciso nella sua lussuosa villa di Monteverde. A dirigere le indagini ci sono i quattro poliziotti che fanno capo al commissario Biagio Maria Ansaldi: la vice ispettrice Eugénie, fredda come l’acciaio e tutta chiusa nel suo mondo, unica compagnia i saggi francesi che legge la sera in solitudine; l’agente scelto Eliana Alerami, appena arrivata, bionda, desiderosa di imporsi e far carriera, a tutti i costi. L’agente Leoncini è originario di Maputo, è nero e fascinoso, ma innamorato della sua Estelle lavora sodo ma ci tiene alla vita privata. Invece Di Chiara, giocatore di calcetto, non troppo brillante con le donne, è patito del cinema coreano. Ma il personaggio meglio costruito dalla penna di Morlupi è l’ispettore Ansaldi: scarpe gialle, freddoloso, ipocondriaco, pieno di ansie e incapace di dominarle, ricorre a farmaci, digestivi, ansiolitici, che gli permettano di sopravvivere al difficilissimo incarico che il suo superiore gli ha dato: trovare in breve tempo il colpevole o i colpevoli. Sembra infatti che gli assassini siano due, un uomo che uccide, una donna che si accanisce sui cadaveri massacrandoli con rabbiose coltellate. I cinque dunque lavorano indefessamente, interrogano, indagano, anche se malgrado i loro sforzi il tempo fugga e nessuna pista risulti valida. C’è il postino Mario che recapita con grande lentezza le lettere anonime degli assassini, che ogni volta si definiscono in modo diverso, depistando, mentre il povero Biagio Maria, che aveva sperato di intraprendere una storia con la libraia Benedetta, ha sbagliato: lei è felicemente sposata.
 
La storia alterna un registro drammatico, con assassini seriali che si moltiplicano senza apparente logica, ad una quotidianità tipicamente romana, vagamente indolente: il rito del caffè, che il poliziotto Mannocci prepara con la sua moka e sembra essere il suo unico incarico; l’informatico Alessio, bravissimo hacker tutto preso in un suo mondo nel quale occupa molto spazio il pianeta Plutone. Le due poliziotte, Eugénie dal passato difficile e Eliana, cha racchiude una voglia di vendetta che non controlla, sono molto diverse e rappresentano un modo alternativo di servire la giustizia. Il più serio, quello che non deroga mai dalla serietà del suo compito istituzionale, è il trentenne nero, Leoncini.
 
La storia raccontata da Morlupi ha profondi risvolti psicoanalitici, di cui tutti i personaggi appaiono coinvolti in diversa misura. C’è molta letteratura in questo thriller, molta Roma nei suoi diversi quartieri, a partire da Monteverde, molta ironia, molte citazioni di libri, film, poeti. I due poliziotti vengono chiamati Ringo Boys, si affannano a cercare la soluzione, pena la perdita del caso e la pessima figura che li attende. Ma l’ottavo giorno, mercoledì 17 gennaio, il caso sarà risolto: malgrado Ansaldi sia incapace di confrontarsi con la tecnologia, anche la più elementare, il suo gruppo di agenti riuscirà a sbrogliare la matassa: non servono i supereroi nella Roma di Monteverde, bastano determinazione, onestà e desiderio di giustizia: l’agente scelto Eliana dovrà ancora molto imparare, mentre uno spiraglio si è aperto nell’iceberg Eugénie. Aspettiamo nuove avventure dei nostri eroi, augurandoci che Ansaldi trovi compagnia e si compri uno smartphone efficiente. La collega scrittrice di Morlupi, la siciliana Cristina Cassar Scalia, giudica una rivelazione questo noir italiano: in effetti i suoi personaggi sono irresistibili.
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