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Residenza per signore sole

Togawa Masako, Marsilio - 2022

Ex libris - Elisabetta Bolondi 24/02/2022

La copertina del libro La copertina del libro Il romanzo pubblicato da Marsilio di Togawa Masako, la giallista giapponese scomparsa nel 2016, ci offre uno spaccato insolito ed originale di un pezzo di società nipponica, direi poco nota ai lettori italiani. E' interamente ambientato all'interno di un palazzo di Tokyo, la Residenza K, costruito negli anni successivi alla fine della Seconda guerra mondiale, durante l'occupazione americana, destinato esclusivamente a donne sole. Ora, molti anni dopo, le giovani donne di allora sono della anziane, piene di segreti e di vicende oscure, che la scrittrice riesce ad organizzare in una trama piena di suspence e di colpi di scena del tutto imprevedibili. In un clima claustrofobico, racchiuso nei lunghi corridoi dove si affacciano le stanze delle inquiline, fanno da portiere due donne che si alternano nelle mansioni di sorveglianza della vita delle stravaganti abitanti, controllandone entrate e uscite, ospiti, pagamenti delle bollette, uso degli spazi comuni.
 
Una chiave passepartout che apre tutte le porte delle stanze, attaccata ad una targhetta legata ad un nastro rosso, è al centro di questo romanzo: le storie delle varie donne nascondono segreti risalenti a molti anni prima. Il furto di un prezioso violino Guarneri ad opera di Yatabe Surwa, che abita al pianterreno, che lo aveva sottratto alla fine del concerto tenuto dal suo maestro amatissimo, è uno dei tanti spunti del libro. Poi c'è la storia di un bambino rapito e mai ritrovato, figlio di una ragazza giapponese e di un ufficiale americano. C'è la professoressa Munekata, che non fa che copiare ossessivamente i manoscritti del marito morto, in attesa di poterli pubblicare; una donna che vive della pubblica assistenza, Ishyama Noriko, una barbona circondata da vecchi giornali che mangia solo avanzi e che dorme rannicchiata in un armadio.
 
Non manca una strana setta, il Culto dei Tre Spiriti, una forma di religiosità superstiziosa che ottiene molti consensi tra le inquiline della residenza, sole e prive di speranze: un sedicente guru e una stravagante medium nana presiedono questo culto, palesemente un'impostura. Nell'intrecciare le storie l'autrice si rivela abilissima e fino alle ultime pagine il mistero che sottende ogni vicenda narrata resterà insoluto. L'epilogo, sottotitolato "Senza alcun nesso con nulla", svelerà l'improbabilità di quanto noi lettori avevamo creduto. Grazie alla scorrevole  traduzione dal giapponese di Antonietta Pastore e a un utile glossario riusciamo, noi occidentali, a districarci in un mondo di abitudini e di termini che non conosciamo. L'idea del romanzo e di un edificio di sole donne, della chiave che può aprire ogni porta è una straordinaria metafora letteraria, un'ottima invenzione narrativa che riesce a farci entrare in un mondo chiuso e del tutto sconosciuto.
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