Versione stampabile Riduci dimensione testo Aumenta dimensione testo

La crisi colpisce anche di sabato

Christophe Palomar, Ponte alle Grazie, 2021

Ex libris - Elisabetta Bolondi 15/10/2021

La crisi colpisce anche di sabato La crisi colpisce anche di sabato Lo scrittore Christophe Palomar nel recente romanzo “La crisi colpisce anche di sabato”, (Ponte alle Grazie 2021), racconta la crisi, politica, economica, etica, relazionale che ha colpito l’Italia in un periodo che va dalla fine dello scorso millennio agli anni che stiamo attraversando: anni pieni di incertezze, difficoltà e solitudini. L’autore sceglie anche nel titolo due parole chiave, crisi e sabato, che attraversano la vita di persone diverse, di diversa età e condizione, che vivono in realtà molto differenti, per disegnare una mappa della vita e del costume italiani, attraverso alcuni personaggi che divengono maschere, simboli di una società che vive in pieno una fase che potremmo definire decadente. La cifra con cui lo scrittore affronta i temi che gli sono cari è l’ironia, talvolta sferzante, altre più leggera, ma pur sempre presente in moltissime pagine del libro, che è difficile racchiudere nella semplice definizione di genere; si tratta in effetti di diversi spunti di riflessione, cinque capitoli lunghi, in cui i diversi attori vengono rappresentati nel loro contesto, nella loro storia individuale, nel posto che occupano nella grande Storia del nostro tempo. L’esergo del libro, “Gli intellettuali non risolvono le crisi, ma le creano”, è di Umberto Eco, e confermano il tono tra il serio e l’ironico con cui lo scrittore si accinge a scrivere le sue storie.
 
Si comincia con il quartiere Testaccio di Roma, “All’ombra della piramide”, che vede come protagonisti due impiegati alle Poste di via Marmorata, il capolavoro architettonico degli anni Trenta, Adriano Pasciuti e sua moglie Angelica. E’ una vicenda tutta incentrata sulle speranze deluse, sull’incomprensione, sulla mancanza di valori comuni, che porterà i due alla inevitabile separazione. Ma la descrizione della vita di Adriano, che non si è mai allontanato dal quartiere e dalla casa popolare senza ascensore in cui ha vissuto dapprima con la madre e poi anche con la moglie, racconta una piccola borghesia romana misera nei valori e nelle ambizioni, in una parte di città che somiglia ad un paese, di cui ha conservato riti e abitudini. La vita di Adriano viene descritta in tutti i suoi risvolti, nelle sue miserie, fino alla morte e al ritorno al luogo d’origine, nel Cassinate, ad Alvito, “che sembra Positano ma senza il mare e senza i russi”. Pagine davvero struggenti, le migliori del libro. La storia di Gioia Airaghi invece, una manager molto milanese ossessionata da ambizione e carriera, una cinquantenne che trascura la figlia e il marito, è meno originale e forse più stereotipata, anche se gli ambienti dei milanesi che corrono non si sa dove per salvare posti e carriere pericolanti, è ben costruita. La parte centrale, quella che riguarda un gruppo di ragazzi di Ferrara, colti mentre non sanno decidere su amore, sesso, amicizia, sballo, aperitivi e musica, finiscono nel gorgo della infelicità e della irresolutezza, mi ha coinvolto di meno. Resta un libro da leggere, profondo, amaro, a tratti dolente, pieno di sarcasmo e di senso del gioco, per non lasciarsi travolgere dalla malinconia di tempi difficili, in attesa della ripresa postpandemica.
.
 
Altre sull'argomento
Floridiana
Floridiana
Emanuele Pettener, Arkadia editore - 2021
Il rospo e la badessa
Il rospo e la badessa
Roberto Tiraboschi, E/O - 2021
In nome della verità
In nome della verità
Viveca Sten, Marsilio - 2021
 La sconosciuta della Senna
La sconosciuta della Senna
Guillaume Musso, La Nave di Teseo 2021
Pubblica un commento
Per inserire un nuovo commento: Scrivi il commento e premi sul pulsante "INVIA".
Dopo l'approvazione, il messaggio sarà reso visibile all'interno del sito.