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La combattente

Stefania Nardini, e/o, 2021

Ex libris - Elisabetta Bolondi 01/07/2021

La combattente La combattente La scrittrice Stefania Nardini scrive una storia generazionale, che ha per protagonista Angelita, come la piccola Angelita di Anzio, dal titolo di una canzone tormentone degli anni Sessanta. La studentessa romana che aveva incrociato a venti anni gruppi della sinistra estrema, della lotta armata, che aveva conosciuto facendo un’inchiesta coraggiosa sui “matti” di Santa Maria della Pietà il militante Fabrizio che poi aveva perso di vista, è la narratrice.  Anni dopo, in fuga solitaria verso un’isola greca per ritrovarsi dopo anni difficili, al porto di Brindisi aveva incontrato di nuovo il bel Fabrizio, avevano condiviso la vacanza, anche lui era in fuga da un passato poco raccontato, ed eccoli perdutamente innamorati. Dopo un mese di sole e mare greco, di vera passione, eccoli tornati a casa, impegnati nel lavoro, lui sceneggiatore inserito nel mondo del cinema, lei giornalista e scrittrice, genitori di un unico figlio, Marco, legatissimo al padre. Si erano stabiliti in una grande casa di campagna, piena di libri e di amici, di musica e di felicità. Ora però ritroviamo Angelita disperata: Fabrizio è morto dopo tre anni di malattia inguaribile, Marco ormai ventottenne è lontano, lei sola nella grande casa rischia la depressione. Unica compagnia il gatto. Un improvviso allagamento della cantina della grande casa rivela un muro squarciato, e dentro un’intercapedine in una busta di plastica compaiono un fascio di lettere in tedesco e una pistola Browning. Per Angelita, già devastata dalla perdita del compagno, un colpo mortale: cosa sono quelle lettere, chi è Monika, a chi si riferisce il nome in codice di Christian, perché una pistola, cosa le ha nascosto per oltre trent'anni l’amatissimo Fabrizio? Da qui parte la ricerca spasmodica di Angelita, che farà ricorso a tutte le sue risorse, amici del passato, una giovane allieva, un vecchio professore di liceo, amici di Marsiglia che credeva di aver dimenticato ed ora l’aiutano nel tentativo di fare chiarezza su di un oscuro passato pieno di ombre, di non detti, di vicende tenute tanto segrete da dover ricorrere ad un nascondiglio. La donna è costretta a fare i conti con un passato, quello dei cosiddetti anni di piombo, da cui un’intera generazione di ventenni era rimasta coinvolta, con esiti troppo spesso drammatici. Angelita si confronta con un uomo che credeva sincero, ma che è costretta ad ammettere che non aveva avuto il coraggio di rivelarle segreti troppo scottanti: le crisi di panico di cui aveva sofferto Fabrizio, e che lei aveva pensato di poter lenire col suo amore incondizionato, erano stati l’antidoto a cui l’uomo aveva ricorso per scacciare i fantasmi di un passato violento e doloroso. Una storia toccante, una ricostruzione molto precisa di anni poco raccontati, di sentimenti feriti, di contraddizioni ideologiche con cui la storia ha dovuto fatalmente confrontarsi. Due personaggi dolenti, Angelita e Fabrizio, sono molto ben costruiti e narrati con puntualità ed empatia dalla scrittura affilata e mai consolatoria di Stefania Nardini. Una storia da rileggere, con senso critico e con coraggio, come questo libro propone di fare.
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